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8 agosto 2013

Bragi Olafsson

Animali Domestici

2013 - La Linea, traduzione di Silvia Cosimini, pp.206

animali-domestici_cover«Me ne sto sotto il mio letto a ricordare la morte assurda degli animali domestici di cui io e il mio amico avremmo dovuto occuparci in cambio di una ricompensa, e adesso questo amico – che credevo fossa sparito dalla mia vita, rinchiuso sotto stretta sorveglianza in un istituto all’estero – è tornato a tormentarmi e si trova d’un tratto al di là della parete, in soggiorno. Mi starò immaginando tutto? Sarò sano di mente?...Che l’eccentrico lassù si stia prendendo gioco di me?»

 

Dovessi consigliare un libro fra quelli usciti in questi mesi avrei davvero pochi dubbi a raccomandare la lettura di questo delizioso e per molti versi sorprendente romanzo dell’islandese Bragi Olafsson. L’Islanda è terra di scrittori e poeti, vanta la più alta percentuale di scrittori in rapporto alla popolazione, appena 280.000 abitanti, ma anche come numero di musicisti non sono sicuramente da meno. E Olafsson ha svolto anche quest’ultima attività, infatti prima di dedicarsi a tempo pieno alla narrativa è stato il bassista dei Sugarcubes, la prima band di Bjork.“Animali Domestici” è uscito nel 2001 ed è il suo secondo romanzo, ne seguiranno altri quattro che speriamo di vedere presto pubblicati nel nostro paese, e giunge in un momento in cui la narrativa dell’isola del grande Nord sembra aver destato l’interesse del pubblico italiano, merito in gran parte della casa editrice Iperborea da tempo impegnata a diffondere le letterature scandinave. Il romanzo di Olafsson ha tutti gli ingredienti per farsi amare: divertente, ricco di colpi di scena, mai scontato, personaggi tratteggiati in modo vivo e credibile, dialoghi scoppiettanti e dalle battute fulminanti, una storia insolita e affascinante. Emil, giovane trentenne, amante della musica e del quieto vivere, torna a Londra dove ha appena speso in cd, libri e dvd, una buona parte dei soldi vinti alla lotteria e aspetta soltanto di poter tornare a casa per godersi i suoi nuovi acquisti, fare due chiacchiere con gli amici e aspettare la telefonata dellabragi_olafsson_animali_domestici bionda e avvenente ragazza che dopo quindici anni ha ritrovato sull’aereo. Ma le cose non andranno così, il destino bizzarro ha deciso diversamente, perché per sfuggire ad Hàvardur, un insopportabile conoscente con tendenze criminali che è penetrato in casa sua per incontrarlo, si rifugia sotto il letto, e da questo punto di vista insolito e scomodo osserverà impotente quello che accade in casa sua, sempre più affollata di persone che sapendo del suo ritorno lo cercano, una girandola beckettiana dell’assurdo costituirà lo spettacolo a cui Emil sarà costretto ad assistere, senza poter far nulla per cambiare il corso degli eventi. Gran parte del romanzo è costituito dall’esilarante monologo di Emil, con continui flashback e riflessioni sulla sua vita e la strana condizione in cui si è cacciato. Come molti scrittori islandesi anche Olafsson svolge l’attività di traduttore e in particolare di Paul Auster, la cui influenza nella presenza del tema del caso e delle coincidenze come elemento folle e imperscrutabile nella nostra esistenza è presente in questo romanzo. Ma la lettura di “Animali Domestici” ci ha ricordato un altro strepitoso romanzo, “Aiuto! Un Orso Mi Sta Mangiando!”dell’americano Mykle Hansen in cui il protagonista, un odioso e borioso manager in carriera, finisce sotto il suo Suv per difendersi da un orso che comincia a rosicchiargli i piedi e da quella situazione estrema inizia un delirante monologo che ne rivela tutti i difetti e l’arroganza. Comuni ai due libri - quello di Hansen è del 2008 - oltre alla similarità della situazione è il senso del grottesco, del bizzarro, l’ironia con cui le storie sono raccontate.

 

Ignazio Gulotta

Foto 2: l'autore di "Animali domestici", l'islandese Bragi Olafsson  

 

Bragi Olafsson  


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