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11 agosto 2017 , ,

Chris Joe Beard (The Purple Gang)

Una jug band nella Swingin’ London – Italian/English version


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La ricorrenza del cinquantennale dal debutto discografico della Purple Gang ha fornito l'occasione alla piccola etichetta Talking Elephant Records per la recentissima ristampa in CD digipack, con ampio corredo di bonus track, del loro primo (e unico, escludendo quello che sarà il frutto dell’estemporanea reunion degli anni '90) album: "Strikes!". Viene così riportato all'attenzione un disco che al tempo non ottenne invero un grandissimo riscontro, a dispetto della qualità e dell'originalità della proposta della formazione inglese e che anche negli anni successivi non ha raggiunto lo status di disco di culto, seppur minore, che meriterebbe. La Purple Gang registrò, sotto l’ala protettrice di un giovane Joe Boyd il primo singolo Granny Takes A Trip, capolavoro in equilibrio tra vaudeville, old time music americana e atmosfere non lontane da quelle di band tipicamente inglesi del periodo, quali Kinks, la Bonzo Dog Band o certi Beatles più circensi: quel gusto indefinibile che caratterizza la scrittura del miglior pop inglese, che dagli anni ‘60 parte da Ray Davies e Purple Gang 1967arriva ai tempi nostri con Damon Albarn, passando per i (pochi) Andy Partridge che possiamo trovare lungo il percorso. Questa rimane la ricetta di tutto il loro repertorio. Per quanto la tematica della loro canzone più nota possa evocare ‘viaggi’ lisergici, favorendo l'accostamento della band alla scena psichedelica londinese (la canzone diventerà anche una sorta di jingle per una boutique della Swinging London dallo stesso nome), le sonorità della Purple Gang (nella foto a destra, nel 1967 a Londra, all'esterno della boutique Granny Takes A Trip, Chelsea) sono in realtà piuttosto distanti da quel mondo. Si tratta infatti di una vera e propria 'jug band', secondo la tradizione a stelle e strisce di inizio secolo, che suona strumenti acustici e casalinghi, modificati e adattati in maniera 'casalinga' dagli stessi musicisti, che al fuzz risponde con la ‘washboard’ (l'asse da lavare), il kazoo (e alcune sue bizzarre varianti, già in disuso anche al tempo, come ci spiegherà uno dei protagonisti, nell’intervista che segue), o appunto la ‘jug’ (letteralmente damigiana, o brocca). In fondo però la risposta britannica alla musica delle jug band era lo skiffle, dalla cui scena emersero non a caso proprio i Beatles, per cui alla fine il cerchio si chiude. 

 

Il sospetto di fare propaganda all'uso di sostanze stupefacenti, sotto l'apparenza dei viaggi della nonna del titolo, crea quindi interesse, ma non favorisce certo la promozione radiofonica del disco (bandito dalla BBC, benché ugual trattamento non sia stato riservato Listen Here (Sampler della Transatlantic, con Granny)ad altri dischi dell’epoca, assai più espliciti sul tema) che comunque si rivelerà il loro unico, seppur contenuto, successo. Joe Boyd perde così rapidamente interesse per i ragazzi e preferisce dedicarsi ai Pink Floyd di Syd Barrett, cui fa registrare il singolo di debutto (Arnold Layne) proprio negli stessi giorni della Purple Gang, e la band deve attendere fino all'anno successivo per vedere l'uscita dell'album, marchiato Transatlantic, gloriosa etichetta inglese dedita a folk variamente speziato di psichedelia. La scaletta del disco offre altre gemme con pianoforti traballanti da saloon, chitarre quasi esclusivamente acustiche, e la pressoché assenza della batteria; non tutte le canzoni raggiungono forse la magia di Granny Takes A Trip, il disco si mantiene comunque in un piacevolissimo equilibrio tra la tradizione americana e quel gustoso mood britannico di cui dicevamo. La sola The Wizard sembra strizzare l'occhio alla psichedelia, mentre in The Sheik sembra di ascoltare la Bonzo Dog Band azzardarsi in territori orientaleggianti. In scaletta Flyer pubblicitario Transatlantictroviamo un paio di tradizionali come Viola Blues, già nel repertorio dei primi Grateful Dead, mentre il resto è tutto frutto del lavoro del pianista Geoff Bowyer e del chitarrista Chris Joe Beard. Agli 11 titoli della tracklist originale vengono aggiunte ben 6 bonus track di varia estrazione, tra cui Boon Tune (presente qui in due versioni), brano che Syd Barrett in persona donò alla Purple Gang affinché potesse diventare il loro successivo singolo. Rielaborata, diventerà la Here I Go che l’ex-Pink Floyd piazzò sul suo “Madcap Laugh”. Questa recentissima ripubblicazione ci offre l'opportunità di parlarne con Chris Joe Beard, membro della formazione originale, coinvolto anche nella pubblicazione della ristampa e prodigo per noi di interessantissimi aneddoti su quella stagione irripetibile. Buona lettura!

 

 

L'INTERVISTA

 

Filippo Tagliaferri (Distorsioni) - Chris, torniamo indietro nel tempo, a cinquant'anni fa, ai giorni in cui uscì “Strikes”. Ricordi quali erano le vostre aspettative circa la pubblicazione del vostro disco?

Chris Joe BeardChris Joe Beard Avevamo firmato per un'etichetta folk-blues di Londra, la Transatlantic Records. Erano in qualche modo tradizionali, ma nello stesso periodo arrivarono anche Billy Connolly (musicista folk, ma  anche attore comico scozzese, molto noto in Gran Bretagna) e Mike Oldfield, nei primi mesi del 1966. Il boss dell'etichetta, Nat Joseph, vedeva in noi una sorta di risposta del Regno Unito ai Lovin` Spoonful. La psichedelia era solo agli albori, ma nel giro di poche settimane ci avrebbe coinvolto. Venne chiesto a un giovane ragazzo americano, Joe Boyd, di ascoltare il nostro materiale e valutare se poteva avere del potenziale e gli siamo piaciuti subito molto. Quel tanto da accettare di produrre il nostro primo album, il singolo e anche da farci da manager. La Transatlantic era diffidente verso la nuova musica hippy, in particolare la psichedelia non commerciale che veniva dall’’underground’. Avevamo una canzone intitolata The Wizard (precedente a Granny Take A Trip) che si adattava bene alla scena hippie, ma  avevamo un suono piuttosto originale. La Transatlantic ci voleva però più commerciali, come i Lovin’ Spoonful.

 

La Transatlantic aveva anche altri grandi artisti sotto contratto, come Ralph McTell, che qualche tempo dopo registrò anche una cover del vostro brano più famoso.

Lo sai che poteva esserci anche un “Ralph McTell and The Purple Gang"? Veramente, Nat Joseph voleva che lui si unisse a noi. Invece ha poi costretto Ralph a registrare Granny, perché non gli andava giù la messa al bando della BBC e voleva che la canzone potesse essere ascoltata, in un modo o nell’altro. Ralph ha avuto l’orchestra del leggendario Tony Visconti per quella canzone e la produzione fu dell’altrettanto leggendario Gus Dudgeon. La moglie di Gus, Sheila Dudgeon, era una RalphMcTell - Eight Second A Frame (1968, con Granny)promoter per Nat Joseph. Gus finì poi a suonare con Elton John e Cliff Richard, mentre Tony Visconti, che è sempre attivo, collaborò con David Bowie. Incontrai Ralph (nella foto a destra) al folk festival di Cambridge nel 1976 e ci facemmo una birra insieme, seduti sul retro del suo camion. Ricordo che suonai Stealin’ Stealin’, una vecchia canzone per jugband; a noi si unì anche il grande compianto Steve Goodman di New Orleans (l’autore di Banana Republics, famosa da noi per la versione di Dalla e De Gregori n.d.r). Ralph si scusò moltissimo con me per la sua cover… la odiava. Io sono onorato che leggende musicali di questo calibro abbiano registrato Granny, e anche se è un po’ incasinata non è colpa di Ralph.

 

Non è così male… a me piace!

Ma sì, la Granny fatta da Ralph è ok… almeno fino a quando non entrano i fischietti e tutto il resto.

 

Credi che, visti gli ambienti che frequentavate e il clamore suscitati da Granny Takes A Trip nella Swinging London, il pubblico si aspettasse da voi qualcosa di più propriamente psichedelico?

No, siamo stati accettati bene. E poi la psichedelia comprendeva comunque anche elementi art nouveau ed edwardiani. Jimi Hendrix indossava una giacca di Hussar e la band di “Sgt. Pepper” sembrava edwardiana. Durante gli spettacoli venivano anche proiettati sempre degli spezzoni di film muti. Era un'epoca molto speciale. Era PACE, AMORE e … STRANE ATMOSFERE!

 

R-4361508-1362893691-7966.jpegEra incredibile come a quel tempo, negli stessi locali e magari nella stessa sera, si alternassero sui palchi formazioni veramente innovative come Jimi Hendrix Experience, i Pink Floyd di Syd Barrett, Soft Machine, ma anche musicisti più vicini alla tradizione del blues come i Bluesbreakers di John Mayall, o la Graham Bond Organization, che veniva anche dal jazz.

La psichedelia si affermò, come genere, solo nel maggio del 1967. In seguito l'industria musicale ha sempre più cercato di maltrattare, annacquare e sfruttare il fenomeno.

 

Certo, la solita storia. Una volta mi raccontasti che anche voi eravate assidui frequentatori dell'U.F.O. Club, come era il vostro rapporto con quegli ambienti?

Joe Boyd ci accompagnò la prima volta per incontrare il suo socio dell'UFO, Hoppy Hopkins. Lui suonò il piano in Bootleg Whisky, il lato B di Granny Takes A Trip. Andavamo alle serate del venerdì, ma ci abbiamo suonato solo una volta. Fu la sera prima del "14 Hour Technicolor Dream". Jimi Hendrix arrivò con Chas Chandler. Voleva suonare il basso con i Tomorrow, dei quali eravamo supporter. Poi per 'scaldarsi', si mise a suonare sul palco accanto a noi. Mi ricordo che mentre stavamo parlando lui iniziò a scivolare lentamente lungo il muro! Durante il nostro set avevamo sparato contro le teste del pubblico con due di quelle pistole che si usavano per la partenza delle corse e la cosa aveva suscitato una certa sensazione.

 

pg13La vostra musica partiva da un'impostazione di tipo tradizionale, usavate vecchi strumenti acquistati dai rigattieri o ai mercatini dell'usato oppure adattavate da soli degli utensili che avevate in casa?

La jug fu creata per noi da delle ragazze che frequentavano il corso di ceramica alla nostra scuola, la Stockport Art School. La washboard venne acquistata ad un mercato delle pulci del posto. Impiegai la mia borsa di studio per una chitarra Armonia Sovereign americana, dato che sapevo essere una delle preferite dei bluesmen americani. Conobbi John Mayall facendo le consegne della carne a casa di sua madre e ho avuto da lui la mia prima lezione di chitarra. John approvò la mia scelta. Il nostro mandolino era di seconda mano e comprammo un grande horn a zoo (simile al kazoo, dotato di un corno metallico di quasi 20 cm n.d.r). Il cantante Pete aveva un piccolo amplificatore che portava sotto braccio ... sembrava una grande radio. Geoff Bowyer suonava la washboard teneva l’hum-a-zoo (piccolo kazoo circolare, solitamente in plastica n.d.r.) in bocca, per avere le mani libere. Ma si aggiungeva anche al piano, se era possibile. Più tardi io ho usato due chitarre elettriche. Una Martin Colletti Jazz e una Hofner President. La Colletti l'ho usato su The Wizard.

 

Nelle foto dell'epoca voi sfoggiavate un look da gangster, di chi fu l'idea? Nello stesso periodo anche gli Artwoods adottarono abbigliamenti simili ai vostri, quando si trasformarono in Valentine Day's Massacre...

Purple Gand Detroit (banda di gangster)Iniziammo suonando musica dell'epoca dei gangster... la musica di una jug band di Memphis! Ci fu così chiesto di adottare anche un'immagine da gangster. Ma durò solo qualche mese. Dall'aprile 1967 iniziammo a indossare abiti hippie acquistati sulla Kings Road. Avevamo incontrato i Pink Floyd. I Tomorrow avevano una nuova canzone intitolata My White Bicycle, così anche noi volevamo un colore! DOVEVAMO quindi chiamarci The Purple Gang, come la banda criminale di origine ebraica di Detroit (nella foto a sinistra). Il nipote di uno dei membri originali una volta mi scrisse da Detroit, dandomi il permesso di continuare a usare il nome. Joe Boyd mi ricordò che anche Elvis cantò della Purple Gang nella canzone Jailhouse Rock, quindi saremmo sempre stati menzionati!

 

Dopo 50 anni, puoi rivelarci se quando scriveste il testo di Granny Takes A Trip, il 'viaggio' della nonna alludeva coscientemente agli effetti delle sostanze stupefacenti, oppure vi accorgeste solo dopo aver scritto la canzone che le parole si prestavano a essere interpretate in quel senso?

Avevo già in mente il tema delle parole, la storia del testo. Quando andammo alla boutique Granny Takes A Trip a Chelsea e vedemmo l’enorme faccia di Jean Harlow sulla parete, ogni cosa andava al posto giusto. La storia che avevo scritto nasceva dalle mie consegne di carne per conto del macellaio di famiglia. Una volta vidi una vecchia signora entrare in una vecchia Rolls Royce, con il suo autista che caricava le sue valigie. Immaginai che stesse andando a Hollywood per vedere il suo idolo Rudi Vallee (Rodolfo Valentino n.d.r.). Non ho mai pensato che lei stesse facendo “un viaggio con l'LSD”. In realtà mi ero reso conto che il nome del negozio era un po’ allusivo, ma il tutto stava bene insieme e doveva andare così.

 

Il vostro album fu pubblicato all'epoca, in molti paesi. “Strikes” uscì anche in Italia, per l'etichetta di Adriano Celentano, la Clan. Tu conosci Celentano? Fu una scelta abbastanza strana, perché per la Clan uscivano prevalentemente i dischi dello stesso Celentano e degli altri musicisti del suo giro.

Chi è questo Adriano Celentano e cos'è il “Clan”?

 

Strikes (etichetta interna, Clan)Un cantante e attore molto noto dagli anni ‘60 in poi, da noi in Italia. Il Clan era il nome che aveva dato al giro dei suoi artisti e anche alla sua personale etichetta... (mostro a Chris Beard la mia copia della prima stampa italiana dell’album).

E’ passato molto tempo, ma non ricordo di aver mai ricevuto un penny dall’Italia per questo disco, non sapevo nemmeno di un’edizione italiana, almeno fino alla ristampa su vinile, di qualche decennio dopo, per la Get Back, che fu realizzata nella cara vecchia Firenze, non è così?

 

Esatto! Anche quell'edizione andò presto fuori-catalogo. Quanto alla prima stampa italiana, visti i nomi coinvolti, la cosa non mi meraviglia! (Evito di spiegare al nostro interlocutore le dispute tra Celentano, il Clan e Don Backy).  

Torniamo al vostro album. Cosa successe dopo la sua pubblicazione? Andaste in giro in tour per promuoverlo? Uscì solo un altro singolo, poi a quanto pare vi scioglieste, per riunirvi brevemente un anno dopo, ma senza pubblicare altro materiale.

Venimmo subito ben accolti dall'agenzia di Eric Easton, quando arrivammo a Londra. Loro gestivano alcune grandi band, di cui noi avevamo solo letto sui giornali (Rolling Stones, The Animals, The Yardbirds, l'appena formata Jimi Hendrix Experience, etc…). Stranamente nessun tour fu organizzato per noi, né da Joe Boyd, né dall'agenzia di Eric Easton, né dalla Transatlantic. Ancora oggi non so spiegarmi il perché, è rimasto un Strikes (stampa Italiana)mistero. Suonammo comunque ad alcuni spettacoli aprendo per Jimi (Hendrix n.d.r.) in quel circuito di locali che comprendeva il Bath Pavilion, la York University, il Marquee etc... Dopo essere stati messi al bando (e dopo che venni cacciato dalla band perché mi ero rifiutato di fare, allo stesso tempo, sia l'autista, sia il musicista per il gruppo) tutto cominciò a scivolare via. Ogni cosa si sgretolò proprio quando stavamo per fare il grande salto. Marc Bolan pensava che che Granny sarebbe diventata “un hit internazionale”, parole sue. Secondo John Peel era “uno dei più grandi dischi di tutti i tempi”. Syd Barrett l'adorava. Così come anche Radio London e Radio Caroline. Noi vivevamo da un po’ di tempo in un appartamento di Joe Boyd nel quartiere di Bayswater, insieme con la Incredible String Band e a un certo punto solo loro – e non noi! - vennero portati in tour. Ero a pezzi dopo questo fatto. Fu molto frustrante.

 

Vi riuniste anche negli anni ‘90, pubblicando quella volta anche un nuovo album. Cosa ricordi di quei giorni?

Dopo la morte di mio padre decisi di frequentare gente nuova, sentivo che gli anni passavano veloci. Recuperai il vecchio nome, ma con nuovi musicisti. Joe Boyd mi avvertì che i tempi dei grandi concerti a pagamento erano passati. Aveva ragione. In ogni modo suonammo abbastanza tra pub e altri concerti da mettere insieme un album. Si intitolava 1541097Night of The Uncool”, lo autoproducemmo noi. Io scrissi tutte le canzoni. Abbiamo avuto due hit a Radio Budapest e andammo a suonare là (ci sono i filmati). Dopo che la Reuters (agenzia di stampa britannica n.d.r.) seppe che avevamo spodestato Britney Spears dal N°1 il mio telefono cominciò a diventare incandescente. Venni applaudito alla reception della BBC (lo staff sapeva che ero stato messo al bando in passato) e intervenimmo dal vivo alla radio nazionale. Finimmo anche in svariati giornali nazionali. Incontrai Peter Jenner, il vecchio manager di Syd e dei Pink Floyd e mi chiese di contattarlo. Due membri della band avevano però dei buoni lavori e non se la sentirono di partire in tour... Arrivò un altro manager e cercò di fare il possibile, ma non trovò nessuno che potesse aiutare la Purple Gang 2000. Mi sentii a terra un’altra volta. Mi fu consigliato di ingaggiare una giovane band ma non ero famoso abbastanza da attirare nessuno.

 

Torniamo alla ristampa. Cosa puoi dirmi delle bonus tracks della nuova edizione di Strikes? Sembrano provenire da varie fonti e non far parte delle registrazioni dell'album originale. A quando risalgono e chi le canta?

Le bonus tracks sono Madam Judge e Carlo`s Circus, con la voce di Peter Walker (il cantante della formazione originale), oltre a The King Comes Riding e Brown Shoes, cantate da Geoff Bowyer (anch'egli un membro originale). Madame Judge e Carlo Circus sono state registrate nel 1997 a Stockport per la Castle Music. The King Comes Riding e Brown Shoes sono state registrate con il registratore a cassette di Joe Meek (quello di Telstar) per la Chappell Music a Tin Pan Alley nel 1971.

 

White Bicycle (cd allegato alla prima edizione del libro di Joe Boyd)Un brano è stato scritto da Syd Barrett e nelle note del CD c'è scritto che Joe Boyd perse il nastro, come è stato possibile?

Boon Tune è stata registrata nel 2005 in due posti diversi. Quella con il piano è stata registrata  al Revolution di South Manchester e quella con il jug e il doppio basso a Coventry dalla “Purple Gang Jug Band” (l'ultima versione della Purple Gang). Gerry Robinson compare in entrambe al mandolino slide e all'armonica mentre alla voce c'è Stuart Pev Pevitt (io canto l'introduzione). Pev era il cugino acquisito del leggendario blues man Paul Jones (l’ex-cantante dei Manfred Mann) e tristemente scomparso nel 2007. Paul Jones venne anche al suo funerale. Pev è stato fedelmente al mio fianco per 10 anni e mi manca molto. Boon Tune ci venne data da Syd Barrett su un nastro Sound Techniques nel gennaio 1967, durante le sessions di Arnold Layne. Lo consegnò a Joe Boyd dopo aver ascoltato in studio Granny Takes A Trip la notte prima. Credeva che Granny sarebbe arrivata al numero due della classifica, ma comunque, ci disse, pur sempre “dopo il nostro numero 1”! Era un piccolo nastro ‘reel to reel’ che poi Joe dette a me. Nat Joseph della Transatlantic Records non volle farcelo registrare perché non voleva pagare alcuna royalty a Barrett. Così lo misi nella mia custodia per chitarra. Fu visto l'ultima volta sul mio letto nell'appartamento di Joe Boyd e non mi ricordo se poi lo portai con me a casa nel North-East Cheshire, oppure no. L'ho cercato disperatamente a lungo, ma senza risultati.

 

Libro di C. J. BeardSiete rimasti in buoni rapporti con Joe Boyd? Anche se il vostro brano più celebre è presente sul CD che accompagnava la prima stampa del libro, non c'è traccia della Purple Gang nella sua autobiografia "Le Biciclette Bianche".

Sono in ottimi rapporti con Boyd nonostante ci abbia escluso dalla sua autobiografia. Ho sottoscritto un contratto di pubblicazione con lui due anni fa per il catalogo della Purple Gang. Era molto dispiaciuto - e io gli credo - per questa ingiusta omissione. Abbiamo avuto una discussione. Ci ha spiegato che il suo libro era sugli inizi e sulle fini e che lui ebbe con noi “solo un inizio”. Lui mi ha comunque suggerito il titolo del mio libro “Taking The Purple - The Extraordinary Story of The Purple Gagn - Granny Takes A Trip and all that” (disponibile su Amazon/Kindle o direttamente dall'autore). Mi ha detto che ammira la mia determinazione.

 

Ci sono possibilità di rivedere suonare insieme i membri originali della band, in occasione del cinquantesimo anniversario?

Sì, sono sempre in contatto con loro. Abbiamo ricevuto una proposta di reunion per il progetto di un nuovo 14 Hour Technicolour Dream, nel prossimo ottobre, re-intitolato The 21st Century Technicolour Dream. Come succede sempre in questi tempi è un evento jugband1non a pagamento per l’Alexandra Palace. Ognuno dei membri originali ha interesse, chi più chi meno. Ci è stato chiesto anche di partecipare a un grande festival a Mosca, ma a livello logistico sarebbe un incubo, per procurarci i permessi e tutto il resto. Io suono sia da solo che con una band folk e adesso nuovamente con Gerry Robinson. Abbiamo un CD in uscita, sia con canzoni dimenticate della Purple Gang che nuove scritte da me, intitolato “We Meant No Harm”. Ne ho una scatola piena qui! Ma ho la sensazione che ci possa essere un’altra chance per la Purple Gang. Finché ne sarò capace, sarò sempre pronto per ripartire. Ho solo bisogno di qualche piccola breve pausa ogni tanto!  

 

 

INTERVIEW WITH  CHRIS JOE BIRD (THE PURPLE GANG)

 

Filippo TagIiaferri (Distorsioni) - Chris, looking back at 50 years ago when "Strikes" came out, do you recall what your expectations were when the record was released? What reactions did you expect?

Chris Joe Beard - We were signed to a progressive London folk blues label, Transatlantic Records. It was traditional in some ways, but we arrived around same time as Billy Connolly and Mike Oldfield in early 1966. Label boss, Nat Joseph, thought we could be the UK answer to The Lovin` Spoonful. Psychedelia was only in it’s infancy but in just weeks we would be involved. A young USA music guy called Joe Boyd was asked to come and see if we were potential material and he loved us. Enough to agree to produce our first album and single and also to manage us. Transatlantic were wary of the new hippie music especially the non-commercial psychedelic stuff that was being heard ‘underground’. We had just one song called The Wizard (pre Granny Takes A Trip) that fitted in to the hippie scene but we had a good original sound. Transatlantic wanted us to be commercial like The Lovin` Spoonful.

 

Transatlantic Records had other great artists under contract, like Ralp McTell, that later made also a cover of your most famous song.

It was going to be "Ralph McTell and The Purple Gang"! (truly) Nat Joseph wanted to team him up with us. Instead he forced Ralph to include Granny because he was mad about the BBC ban and wanted the song to be heard in another way. Ralph had the legendary Tony Visconti Orchestra on the song and it was produced by legendary producer Gus Dudgeon. Gus` wife Sheila Dudgeon was the PA to Nat Joseph. Gus went on to work with Elton John and Cliff Richard. Tony Visconti (still alive) went on to work with David Bowie. I met Ralph at the 1976 Cambridge Folk Festival and we had a beer together sat on the back of his truck.I played the old jugband song Stealin’ Stealin’ and we were joined by the late great Steve Goodman (City of New Orleans). Ralph apologised profusely to me about his version... he hated it. I am honoured that these musical legends bothered to record Granny... and although it is a"dog`s dinner" of a mess... it is not Ralph`s fault.

 

But isn’t so bad! I like It…

Yep the Ralph Granny is OK, apart from the daft whistles etc.

 

Given the scenes you attented, as well as the huge resonance produced by Granny Takes A Trip in the 60’s Swinging London, do you think your public actually expected something ‘more properly psychedelic’? 

No, we were accepted. Back then psychedelia seemed to include Art Nouveau and Edwardiana. Jimi Hendrix wore a Hussar jacket and “Sgt. Pepper” band looked Edwardian. Light shows always included Silent Film clips also. It was a very special era. It was LOVE,PEACE and STRANGE SCENERY.

 

It's incredible to think that, that at that time, in one single venue  the stage could be shared - even during the same night - by really cutting-edge bands like The Jimi Hendrix Experience, Syd Barret's Pink Floyd, The Soft Machine, but also by musicians that were closer to the blues scene, like John Mayall's Bluesbreakers, or The Graham Bond Organization (which came out from the jazz scene).

Psychedelia wasn`t an accepted genre until after May 1967. It was always going to be abused, watered down and ripped off by the music biz later.

 

Of course, it’s always the same old story. Once you told me that you were regulars at the U.F.O. Club. Can you describe your involvement with that scene?

Joe Boyd took us there first to meet his UFO partner Hoppy Hopkins. He played piano on Bootleg Whiskey the B-side of Granny Takes A Trip. We went on a Fridays but we only played once. This was the night before “The 14Hour Technicolour Dream”. Jimi Hendrix arrived with Chas Chandler. He wanted to play bass with Tomorrow who we were supporting. Then he warmed up by playing stage side along to us. I remember talking to him as he slowly slid down the wall! We had fired two starting pistols off over the heads of the audience during our set and it caused a sensation.

 

Your music stemmed from a traditional ground. Did you use second-hand instruments (maybe bought at some flea markets)? Did you adapt any household utensils as instruments?

Our jug was made for us by the girls in our Stockport Art School Pottery Dept. The washboard bought from a local flea market. I blew my student grant on a USA Harmony Sovereign guitar as I knew USA blues men liked them. I knew John Mayall as I delivered meat to his mum`s house and had my first guitar lesson off him. John approved of my choice. Our mandolin was second hand and we bought big horn-a-zoo. Pete the singer had a tiny amp he carried under his arm...it looked like a big radio. Geoff Bowyer played washboard with a plastic hum-a-zoo in his mouth to free his hands.But he also double on piano when available. Later I used two electric guitars. A Martin Colletti Jazz and a Hofner President. The Colletti I used on The Wizard.

 

In some photos you were dressed like gangsters. Whose idea was it? In the same days, also The Artwoods dressed in similar clothes when they turned into Valentine Day's Massacre...

We started out playing music from the gangster era... but Memphis jug band stuff. So we were told to have this gangster image. It lasted only a few months... by April 1967 we were wearing hippie stuff bought along the Kings Road. We had met The Pink Floyd... Tomorrow had a new song called My White Bicycle so we wanted a colour too! It HAD to be “The Purple Gang” named after the Jewish Detroit mobsters (the grandson of one of the originals once wrote me from Detroit giving me his blessing to continue using the name). Joe Boyd reminded me that Elvis sung about The Purple Gang in the song Jailhouse Rock, so we would always get a mention!

 

After 50 years, could you tell us something more about the writing of the lyrics of Granny Takes A Trip? Is it true that the 'granny's trip' was consciously referring to the effects of drugs use? Or was it only after completing the song that you realized that the words could actually be interpreted in that sense?

I already had the lyric theme-the storyline. When we were taken to the Chelsea boutique “Granny Takes A Trip” and saw the huge face of Jean Harlow on the front... it all fell into place. My storyline came from my delivering meat from our family butchers. I saw an old lady getting into an old Rolls Royce with her chauffeur loading her suitcases. I imagined she was going to Hollywood to see her idol Rudi Vallee. I never thought that she was “taking an LSD trip”. In truth I knew the shop title was a bit tongue in cheek, but it all fell together and had to be done.

 

Your album was released in many countries. "Strikes" was also released in Italy, for Adriano Celentano’s label “The Clan”. Do you know Adriano Celentano? This choice sounds a bit strange,  because the Clan label mainly dealt with the release of Celentano's own records or artists from his environment. (I show to Chris Beard my copy of the first Italian issue of the album). 

It`s so long ago now that I don`t remember any royalties or knowing anything about it! I know nothing of any Italian release until the vynil repro decades later on Get Back label… manufactured in dear old Florence I believe?

 

Right! That issue went quickly out of print. With regard of the first Italian edition, it doesn’t sounds so strange to me, seeing the names involved. Let’s talk about the first issue. What happened after the record’s release? Did you go on tour for promotion? The band released only one more single, and then apparently it broke up and reunited one year after, without producing any new material.  

We were welcomed into the Eric Easton Agency as soon as we arrived in London. They had a few bands we had heard of on their books (Rolling Stones, The Animals, The Yardbirds, The newly formed Jimi Hendrix Experience etc.) Strangely NO tours were ever put together for us by either Joe Boyd, Eric Easton Agency or Transatlantic Records. A total mystery to me to this day. We did play some good events following Jimi around on a circuit that included  Bath Pavilion, York University, the Marquee, etc. But after the ban (and then my being kicked out of the band for refusing to be the driver as well as play in the band)... it all seemed to drift away. Everything dried up just as we were going to be mega.

Marc Bolan thought Granny was going to be “an international hit”. John Peel thought it “one of the all time great records”. Syd Barrett loved it. Radios London and Caroline loved it. We lived in Joe Boyd`s Bayswater apartments with the Incredible String Band for a while and yet they got to tour? I was in tears after the whole event. In frustrated disbelief.

 

The band reunited also in the 90's, and recorded a new album. Can you tell us something of those days?

After the death of my father I decided to try new people as I was feeling life was quickly passing me by. I kept the old name but with new musos. Joe Boyd warned me that the paying gigs had gone. He was right. Anyway we played enough pubs and concerts to get an album together. It was called “Night of The Uncool” and we paid for it ourselves. I wrote all the songs. Two hit number one spot in Budapest and we went to play there (filmed). After Reuters heard that we had knocked Britney Spears off her No.1 spot my phone was red hot. I was applauded into BBC reception (staff knew of my past ban) and went live on national radio... and in several national newspapers. I met Peter Jenner the old manager of Syd and Pink Floyd and he asked me to get in touch. But two of the band had real top jobs and would not commit to any touring... Another manager arrived and he just did what he could but found no-one would commit helping Purple Gang 2000. I felt let down again.

 

What about the bonus tracks of the "Strikes" new edition? Some sounds to come from different sources. Who is the singer in some tracks?

Bonus tracks are Madam Judge and Carlo`s Circus vocals Peter Walker (original) also The King Comes Riding and Brown Shoes vocals Geoff Bowyer (original). Madam Judge and Carlo`s Circus were recorded in 1997 in Stockport for Castle Music CD. The King Comes Riding and Brown Shoevs were recorded on Joe Meek’s tape machine (Telstar etc.) for Chappell Music in Tin Pan Alley 1971.

 

One song was written by Syd Barret, and according to the cd credits, Joe Boyd lost the tape. Could you tell us how this happened?

Boon Tune was recorded in 2005 in two different places. The one with piano was recorded at Revolution in South Manchester and the one with jug and double bass was recorded in Coventry by “The Purple Gang Jug Band” (the last version of The Purple Gang). Gerry Robinson is on both on mandolin slide and harmonica and vocals are Stuart Pev Pevitt (I just sing the intro). Pev was the cousin in law of the legendary blues man Paul Jones (ex-Manfred Mann singer) and sadly died in 2007. Paul Jones came to the funeral. Pev was with me for 10 faithful years and I miss him. Boon Tune was given to us by Syd Barrett in Sound Techniques in January 1967 during the Arnold Layne sessions. He handed it to Joe Boyd having heard Granny Takes A Trip in there the night before. He thought Granny would get to number 2 “behind our number 1”.

It was a small reel to reel tape that Joe gave to me. Nat Joseph of Transatlantic records forbade me to learn it as he didn`t want to pay royalties out to Barrett. So I put it in my guitar case. It was last seen by my bed in Joe Boyd`s apartment and I’m not sure if I brought it home to NE Cheshire or not. I have desperately searched for it but to no avail.

 

Are you still in good terms with Joe Boyd? Granny was included on the cd that came out together with the first issue of the book, but there's no mentioning of The Purple Gang in his autobiography "The White Bicycles".

Am on very good terms with Boyd in spite of our omission from his autobiography. I signed a publishing contract with him two years ago for all Purple Gang back catalogue.

He was and is I believe, very sensitive to this sad and unfair omission. We had a row. He explained that his book was about beginnings and endings and he had “only a beginning with you guys”. He actually gave me the title of MY book “Taking The Purple—the extraordinary story of The Purple gang-Granny Takes A Trip and all that” (out now on Amazon /Kindle or from the author). He says he admires my determination.

  

Are there any chances to see the original members of the band play together during the 50th anniversary? Are you still in touch with the other band members?

Yes  I am in touch. There is a proposed reunion of the “14 Hour Technicolour Dream” project in october re-titled “The 21st Century Technicolour Dream”. But as ever these days there is no pay, it`s a benefit for the Alexandra Palace. All original have own interest... some more than others.

We have been asked to appear in Moscow at a big festival but it was a logistical night mare trying to get Visas etc. I perform solo now and with a folkie band, and now and again with Gerry Robinson. We have a CD album of forgotten and new Beard /Purple Gang songs out now called “We Meant No Harm”. I have a box full here!!! But I feel there may be one last throw of the dice for Purple Gang...  as long as I`m able, I`m here to give it a go. Just one small break needed ! One measly break !

 

Filippo Tagliaferri

Foto 2 (a destra): The Purple Gang. Da sinistra a destra: Chris Joe Beard, Pete Walker, Gerry Robinson, Geoff Bowyer, Trevor Ank Langley.

Foto 5 (a sinistra): Chris Joe Beard 

Foto 13 (a destra): CD  allegato alla prima edizione del libro di Joe Boyd "White Bicycles"

 

Guarda  Purple Gang in Manchester, at Syd Barret memorial night: Boon Tune

Ascolta  Madam Judge 

               The Purple Gang:  Strikes [Full Album, Bonus Tracks, 1968]

 

Chris Joe Beard

Purple Gang  

Talking Elephant Records  

 

Joe Boyd  su Distorsioni Blogspot

 


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