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1 gennaio 2012

Lenny Helsing

Thanes, Wildebeests, Poets … e il Punk! – Italian/English version


Lenny HelsingDopo l'ottimo articolo sugli scozzesi The Poets,  Aldo Reali ha realizzato una lunga ed esaustiva intervista con un altro scozzese doc, Lenny Helsing, leader dei Thanes: oltre che del suo gruppo madre, Helsing ci parla anche dei Wildebeests, degli stessi Poets e, attraverso vividi ricordi, della sua giovinezza spesa in pieno boom punk.

 

Distorsioni (Aldo Reali) - Lenny, il tuo nome sarà sempre associato prima di tutto con i Thanes che sono in giro da circa 25 anni, che ne pensi di tutto questo?

Lenny Helsing: Beh sì, in realtà non ho mai pensato che i Thanes sarebbero stati ancora in giro dopo così tanti anni, però hanno continuato per la loro strada ed infatti tuttora continuano: pur essendo l’unico membro costante in tutte le formazioni del gruppo, ci sono stati periodi con line-up piuttosto stabili. 

Ricordo che dopo Hey Girl e l’album di debutto “The Thanes of Cawdor” (1987) c’è stato un periodo in cui ci si è chiesto se i Thanes si fossero sciolti o così sembrava vivendo in Italia in quegli anni pre-internet. Cosa principalmente dovuta all’assenza o alla difficoltà di trovare dischi del gruppo, parliamo intorno al 1989.

Sì, posso capire che per molte persone i Thanes fossero quasi spariti per qualche anno, però eravamo – come ben sai – sempre attivi affinando la nostra “arte”, facendo molti concerti in vari posti, e sempre tentando di venir fuori con qualche canzone nuova e covers interessanti da far conoscere alla nostra audience. Però non sempre avevamo dischi nuovi e immagino che molti fan in Italia o in Spagna, o in Germania e USA non sapessero esattamente cosa stesse succedendo con noi, e a volte anche avendo un disco nuovo, dipendendo dall’etichetta che lo pubblicava difficilmente si aveva la distribuzione necessaria che facesse in modo che il nostro nome raggiungesse un pubblico più vasto. 

 

Green Telescope

Poi è venuto un periodo di circa 10 anni (1993-2004) in cui il gruppo senz’altroraggiunse una certa stabilità e pubblicò un paio di album. Che cosa ne pensi di quegli anni e in particolare di quei dischi?

Sì, sono veramente molto orgoglioso di quel periodo dei Thanes, anche se ci sono stati dei cambi nella formazione che ogni tanto hanno ostacolato il nostro progresso. Il nostro bassista Denis Boyle ci lasciò, per essere rimpiazzato da Mal Kergan, e poi, un cambio significante è avvenuto quando se ne andò il membro co-fondatore dei Thanes, l'organista e compositore Bruce Lyall, con cui avevamo dato vita ai Green Telescope sul finire del 1980. Bruce ci ha lasciato poco dopo l’uscita di “Learning Greek Mythology” 12” EP che includeva la sua Gone Away Girl. Il suo sostituto, Nick Kennedy, é durato relativamente poco nel gruppo, trasferendosi a Berlino in realtà subito dopo la nostra visita in Italia nel 1994, che incluse la partecipazione al secondo “Festival Beat” di Piacenza con i tuoi vecchi amici Thee Hairy Fairies e The Flashback V di Barcellona. Infatti ho appena finito di scrivere una pagina sull’argomento per un libro che Luca Frazzi sta facendo in Italia. L’ultimo concerto di Nick fu la nostra umile apparizione al Velvet club di Rimini, la tua città! Anche Ian Binns smise di suonare la batteria con noi da lì a poco a causa dei suoi impegni di lavoro; comunque sono piú che felice di poter dire che chi lo ha rimpiazzato, Mike Goodwin, per fortuna suona ancora, e come si diceva in passato: “Mike is one of the best drummers in the business!”

Lo stesso vale per Mal che ha suonato con i Thanes durante oltre un decennio, contribuendo enormemente a quello che è considerato il miglior nostro materiale. Penso specificamente al LP/CD “Downbeat & Folked Up” uscito per la tedesca Screaming Apple. Come sai Mal ora vive in Galicia nel nord della Spagna e mi fa piacere che continui a suonare, prestando il suo eccellente, particolare stile di basso ai (relativamente) giovani The Phantom Keys. Penso che alcune delle canzoni che abbiamo tirato fuori all’epoca, per i due LP, il sopraccitato “Downbeat…” e l’anteriore “Undignified Noblemen” pubblicato dall’italiana Misty Lane siano tra le nostre migliori. Dopo Nick si è aggiunto un nuovo organista e chitarrista, Angus McPake, un vecchio amico che aveva fondato The Rubber Dolfinarium verso gli inizi degli anni '80, un gruppo con cui suonavo la batteria. Siamo poi diventati The Beeville Hive V, suonando molti bei pezzi scritti da Angus: sapevo che con Angus i Thanes avrebbero contato su un apporto importante a livello compositivo, dato che fino ad allora ero io principalmente che ricoprivo quel ruolo e occasionalmente Bruce. Quindi le cose iniziarono a cambiare abbastanza dato che Angus è piuttosto prolifico e mi fece piacere che presentasse tante canzoni al gruppo. La sua It Can Never Be su “Downbeat…” è una delle migliori insieme a World Of Stone e più recentemente ha scritto dei bei pezzi che abbiamo registrato come Dishin’ The Dirt e What You Can’t Mend che vanno giù bene dal vivo. Ovviamente anch’io seguo scrivendo ma non abbiamo ancora registrato certi brani come si deve.

 

The Thanes

Siete appena tornati dalla Grecia, la prima volta per i Thanes, come vi è andata?

La Grecia è stata uno schianto! Abbiamo fatto solo due concerti, uno ad Atene e l’altro a Larissa però le due serate sono state entrambe speciali ognuna a modo suo. Il Tiki Club a Atene è piuttosto piccolo ed era pienissimo con una gran atmosfera. Ci sono già dei video su You Tube che si possono vedere. No No No No e I’m A Fool non sono male. Lo Stage club di Larissa era più grande però è venuta meno gente. È stato comunque un bel concerto e nel corso delle due serate la gente sembra essersi divertita molto con i Thanes. Il tutto é stato organizzato da The Coalminers Corp, un team di promotori composto da gente in gamba a cominciare dal mio vecchio amico Costas di Creta, che si fa chiamare Mr Optical Sound, inoltre ci sono Takis e Johnny. Tutti e tre sono DJ appassionati dei 60s, così mi hanno chiesto di portare dei 45 da mettere su durante le due serate e come puoi ben immaginare Aldo, è stato un bel sound trip per me.

 

Chi fa parte dei Thanes in questo momento e quali sono i vostri progetti futuri?

The Thanes sono: il sottoscritto, sempre alla voce e chitarra, Angus McPake organo, chitarra e 12 corde, Mike Goodwin alla batteria e Mark Hunter al basso e backing vocals. Mark è il piú nuovo dei Thanes, essendo arrivato giusto in tempo per il nostro concerto come supporto ai Sonics al Cavestomp di New York nel 2007, che fu una grande esperienza. Attualmente stiamo vedendo di registrare alcune delle nostre ultime canzoni, con l’idea di poterle pubblicare più tardi nel corso di quest’anno. Stiamo registrando nell'home studio di Angus, Ravencraig, dove Les Bof! – con Angus alla chitarra – hanno registrato il loro nuovissimo LP che uscirà presto per la tedesca Copas Disques. Speriamo che i Thanes possano contare su un nuovo singolo questa estate, pubblicato dall’etichetta inglese State Records dei nostri cari amici The Higher State, però abbiamo anche altre sorprese di cui è meglio non parlare troppo, nel caso poi non se ne faccia niente. In questo momento c’è anche un’altro progetto che ha a che vedere con i Poets, sì proprio loro, lo stesso gruppo beat, magnifico ed unico, proveniente da Glasgow, Scozia e originalmente attivi negli anni 60. Membri dei Poets e dei Thanes hanno lavorato sodo provando e perfezionando molti dei loro tesori usciti all’epoca per la Decca e Immediate e presto potranno essere apprezzati dal vivo. Ci sarà un assaggio venerdí 6 maggio al 13th Note di Glasgow in King Street, quando ai Thanes si uniranno per un paio di pezzi George Gallacher e Fraser Watson dei Poets. Speriamo in un evento ed un apprezzamento maggiore di questo progetto a Edimburgo alla fine di luglio durante The Big Stramash organizzato da Angus e alcuni amici!

 

 

Thanes NowQuando avete suonato per la prima volta in Italia e che ricordi hai di quel momento o di concerti più recenti?

Credo che la prima volta sia stata nel 1989 o forse 1990, con un concerto messo su all’ultimo minuto suonando a un sit-in che durava tutta la notte all’Università di Stato di Milano, però dovevamo suonare inizialmente in uno squatter in centro che sembra che stesse letteralmente cadendo a pezzi. Abbiamo suonato anche a Pisa, Torino credo, e anche nel famigerato Forte Prenestino, un centro sociale tipo squat che si trovava in un vecchio castello a Roma, gestito da punk, un’affare piuttosto incredibile. Sembra che in un certo modo fossimo stati fortunati di averci suonato dato che da quello che mi hanno raccontato erano solamente punk band genuine che potevano suonare in quel posto. Però senza dubbio lì suonarono i Thanes, su di un altissimo palco e ricevendo una buonissima accoglienza. Avevano una cucina vegetariana stupenda, ci hanno fornito tonnellate di birra e in più ci pagarono bene.

 

Hai sempre avuto a che fare con molte band, però ce n’è una che certamente ha occupato un sacco del tuo tempo dal 1995 o giù di lì: The Wildebeests, come è iniziato tutto?

In realtà tutto iniziò quando mi incontrai con il bassista John Gibbs ad una fermata d’autobus in Leith Walk, Edimburgo, un paio di giorni dopo che lo buttassero fuori dai Kaisers nell’ottobre del 1994. Mi disse di voler iniziare un gruppo nuovo, così gli risposi che sarei stato interessato a picchiare la batteria se si trattava di un beat group. Liam Watson dello studio Toe Rag di Londra disse a John che l’ex-bassista dei Milkshakes, Russ Wilkins stava vivendo a Edimburgo o da qualche parte lì vicino e che sarebbe stata un’ottima scelta come chitarrista. Una volta stabilito il contatto, ci mettemmo d’accordo per trovarci una domenica pomeriggio nella cantina di prove dei Thanes in Great King Street, e ci rendemmo conto subito che erano molte le cose in comune che amavamo: dal primo blues e r’n’b al rock’n’roll, al beat, garage, psych fino a certo prog e hard-rock, gli inizi del glam e un sacco di cose del primo grande punk; inoltre sembrammo capaci di canalizzare tutta quella energia pura e trasformarla in qualcosa di nostro. Voglio dire che in quel pomeriggio, anche se abbastanza crudamente, registrammo circa un’ora di ciò che erano le nostre influenze, dandoci una solida base su cui costruire il nostro suono durante i prossimi sedici anni.

 

Quali sono alcuni dei tuoi gruppi e dischi favoriti del momento?

Attualmente adoro The Higher State “Darker By The Day” LP, “Red Dissolving Rays Of Light” LP dei Loons e Os Haxixins’ “Under The Stones” LP e i vari 45 relazionati. Mi piace anche Paul Messis ed i suoi vari 45. Qualcosa di piuttosto differente che mi piace molto è il disco di Barton Carroll “Together You And I”. Ha suonato prima dei Mudhoney qui ad Aberdeen l’ottobre scorso ed è stato fantastico (folkin’ great!). Tra i grandi concerti visti ultimamente ci sono stati The Hidden Masters di Glasgow che come sai includono il nostro caro amico Alpha Mitchell al basso. Il concerto con The Higher State è stato incredibile. Andando più indietro, fu una grande esperienza aver potuto cantare con gli Outsiders al Primitive festival di Rotterdam nel 2008, uno degli highlights della mia vita!

 

Chissà non molti lo sappiano, almeno in Italia, che sei stato in punk band. Raccontaci di quel periodo, le band che hai visto dal vivo e l’intera atmosfera in Scozia oltre 30 anni fa.

Ho iniziato in gruppi pop nell'era dei Bay City Rollers, però il punk stava lì per esplodere, e mi ci sono immerso completamente. Il cugino di un amico mi disse di un gruppo di Edimburgo (io vivevo in un paesino a circa 10 -15 km) che stava iniziando e cercavano un cantante. Mi misi d’accordo per incontrarmi con il chitarrista e vedere se ne sarebbe venuto fuori qualcosa (era Steve Fraser, che più tardi farà parte dei Green Telescope, suonando nelle registrazioni delle nostre versioni di Syd Scream Thy Last Scream e dei Calico Wall I’m A Living Sickness). Era il 1978, quindi a quel punto c’era già stata abbastanza attivitá punk in città, e mentre non sono riuscito a vedere i primissimi concerti, ne ho visti molti tra il ’77 e‘79 includendo The Damned (con i Dead Boys), The Jam, The Clash (con Suicide), The Boomtown Rats, Dr. Feelgood, The Radiators From Space (aprendo per Thin Lizzy), 999, The Buzzcocks (con le Slits), Siouxsie and the Banshees (uno con Spizz Oil, l’altro con i Simple Minds), Ultravox, Adam and the Ants (con i Monochrome Set), The Cure (con The Associates) oltre a molti gruppi locali come Scars, The Ettes, Visitors, The Prats, Matt Vinyl and the Decorators, The Skids, The Valves, The Exploited (proprio agli inizi), Another Pretty Face, TV Art (che divennero Josef K), The Dirty Reds (poi diventati The Fire Engines). In realtà fu un momento veramente incredibile: ci incontravamo il sabato pomeriggio tra molti di noi giovani punk, più che altro divertendoci in giro, camminando per la città e sapendo che la nostro aspetto si faceva notare per le strade, andando a dare un’occhiata nei vari negozi di dischi e magari berci una o due birre (eravamo ancora minori d’età) in uno dei pochi bar che non si facevano problemi che entrassero dei punks. Alcuni negozi di dischi come Hot Licks, Bruce’s e Virgin erano tra i pochi dove i punk potevano entrare, anche se non compravano niente (specialmente se avevi solo 14-15 anni e pochi soldi) però era bello stare in giro insieme ascoltando un pò di musica, sapere se c’era qualche concerto etc. Phoenix era un’altro negozio in città che non faceva problemi. Alcuni amici punk un pò più grandi studiavano all’Art college ed uno dei passatempi favoriti era quello di scoprire quando ci fosse una “private view”, un’inaugurazione, ed arrivarci appena iniziava e approffittare di aperitivi e vino gratis – infatti a volte il vino scorreva piuttosto liberamente ha ha ha! - Un altro negozio, Ripping records organizzava dei bus per andare a concerti fuori città: è così che ho visto i Banshees e i Simple Minds a Glasgow, o The Clash con Mikey Dread, e ancora The Clash al Kinema di Dunfermline con i Suicide. Alcuni dei punk quella sera odiarono i Suicide e passarono tutto il tempo urlandogli oscenità e sputandogli. Noi invece pensammo che erano stati grandi.

 

Come hai iniziato a interessarti alla musica dei 60s?

In realtà penso che si deva a varie cose. Mi interessava la musica rock molto prima che arrivasse il punk sulla scena, quindi sapevo comunque già abbastanza sulle origini di varie band. Leggevo sempre NME, Sounds e Melody Maker. Il cugino di un’amico durante l’estate del 1973 o 1974 ci invitò ad ascoltare specificamente “SF Sorrow” dei Pretty Things, la versione americana con la copertina a forma di lapide, un disco che mi suscitò una grande impressione, tanto che ogni volta che trovavo una foto dei Pretties o qualcosa che avesse a che fare con loro la ritagliavo e l'aggiungevo alla mia lista di foto ed altro che stavo accumulando, cose relazionate alla ossessione per i gruppi rock che continuava a crescere. Poi un’amico di scuola prestò a mio fratello o a me “Relics” e “The Piper At The Gates Of Dawn” e mi innamorai dello stile di Syd Barrett molto di più che del disco del momento che era “Dark Side Of The Moon”. Iniziai anche ad ascoltare John Peel alla radio che ogni tanto usciva con delle cose tipo Oh Yeah degli Shadows of Knight o I Had Too Much To Dream (Last Night) degli Electric Prunes e addirittura cose più strane della psichedelia UK, come Wallpaper dei Pregnant Insomia. Poi quando il punk esplose a livello di massa, Record Mirror aveva iniziato una “star chart” ogni settimana, una top ten di una rock o punk star, e ricordo che vidi che Gene October dei Chelsea aveva messo The Seeds Pushin’ Too Hard o gente come Lemmy; inoltre Radar Records aveva appena pubblicato You’re Gonna Miss Me e “Psychedelic Sounds Of The 13th Floor Elevators” e si trovavano dischi come l’album “Gloria” degli Shadows of Knight; ovviamente c’erano varie punk band che facevano referenza ai 60s, dai Generation X ai Damned ed era chiaro il loro amore per gli Stooges e MC5, anche i Sex Pistols. Era arrivata anche la prima 60s garage compilation “Nuggets” a cui fu data una nuova copertina da parte dell’etichetta Sire, casa dei Ramones e dei Rezillos di Edimburgo. Arrivarono anche altri segnali tipo i Radiators From Space che eseguivano Psychotic Reaction sul retro del loro 45 Enemies del ’77, e gli Undertones con un’altro classico "Nugget", Let’s Talk About Girls della Chocolate Watch Band. Più tardi sentimmo i TV Personalities grazie a Peel e le cose diventarono sempre più strane e primitive: da lí a poco si scoprirono cose più dure, più garage punk etc.

 

Gruppi favoriti: so bene che sono tantissimi a dover essere nominati, però magari ci puoi fare dei nomi di gruppi meno noti che senti che meritino essere scoperti.

The Sound Magics dall’Olanda, The Dovers dagli USA, The Boston Dexters da Edimburgo, String and the Beans dagli USA, Dean Ford and the Gaylords dalla Scozia, Our Patch Of Blue, Randy and the Rest dagli USA, The Talismen dall’Inghilterra, gli israeliani Churchills, The 20th Century Sounds dalla Scozia, Los Vidrios Quebrados dal Chile, The Paramounts dal Belgio, anche Union Jack, e molti, molti di più. 
(cheers for now Aldo ... your pal Lenny)

 

 

 

English version
 

(interwiev by Aldo Reali)
 

Lenny HelsingDISTORSIONI (Aldo Reali)Your name will always be associated first and foremost with The Thanes that have been around for about 25 years now, what are your thoughts on that? 

LENNY HELSING Well yeah I suppose I never really thought that The Thanes would still be around after so many years but it just kinda kept going on, and indeed still keeps going on…and even although I’m the only one who has been constant in all line-ups of the group, we have nonetheless been known for holding together quite a stable unit now and then. I remember how after “Hey Girl” and the debut album there was a time when people maybe thought the Thanes split up…  or so it seemed living in Italy in those pre-internet days. Mainly due to the absence or the difficulty of getting records, I’m talking about around 1989 or so. Yes I can understand that for a lot of people The Thanes had become very quiet for some years… but we were – as you well know – still around and continuing to hone our craft, playing all sorts of little gigs here and there, and always trying to come up with new songs and interesting cover versions to share with our audiences. But we didn’t always have any new records out and so I suppose the good folks in Italy or Spain, or Germany and USA didn’t know what was really happening with us? And sometimes when even when we did have a record out, it was maybe that whichever label it was on didn’t receive the kind of distribution needed to get our name across to the wider public.

  

Green TelescopeThen there was a period of about 10 years (1993-2004) when the band certainly settled with a steady line-up and indeed released a couple of albums. What do you think of that time and in particular of the recorded output?

Yes I’m really quite proud of that period of The Thanes, although there were still a few personnel changes to thwart our progress now and again. Our bass player Denis Boyle left us, to be replaced by Mal Kergan, and then, significantly, co-founding Thanes member, organist and songwriter Bruce Lyall, who had also started The Green Telescope with me back in the dying days of 1980, left us not long after the release of our “Learning Greek Mythology” 12” EP that included Bruce’s “Gone Away Girl”. Bruce’s replacement, Nick Kennedy, had a relatively short tenure in the group, going to live and work in Berlin directly after our 1994 visit to Italy actually, which included an appearance at the second “Festival Beat” event in Piacenza with your old pals The Hairy Fairies, and Barcelona’s The Flashback V. In fact I’ve just completed a page about this very subject for a book that Luca Frazzi is doing in Italy. Nick’s last gig was our lowly appearance at the club Velvet in your home town Rimini! Ian Binns would also stop playing drums with us not long after this time due to work commitments, but I am more than happy to say that the man we got in to replace Ian, Mike Goodwin, is thankfully still playing in The Thanes to this day, and as they used to say back in the olden days before my time and yours, Mike is one of the best drummers in the business! Ditto Mal who played in The Thanes for well over a decade, contributing hugely to what is regarded as some of our strongest material. I’m thinking specifically the LP/CD “Downbeat & Folked Up” for the Screaming Apple label in Germany. As you know Mal now lives in Galicia in northern Spain these days and I’m glad he has continued playing, lending his excellent, distinctive bass style to those (relatively) young whippersnappers The Phantom Keys. And I think that some of the songs we came up with for both the LPs we made during that time, the afore-mentioned “Downbeat…” and the previous “Undignified Noblemen” set for Italy’s Misty Lane label were among our best. After Nick left us we got in new organist, guitarist Angus McPake, an old friend who founded The Rubber Dolfinarium in the early-mid 80s, a group I played drums in. We then became The Beeville Hive V, and the two groups played many great songs that Angus had written, so I knew that getting Angus into the group would mean we would also have another songwriter to bolster the group, as up to that point it had only been me, and occasionally Bruce who had been writing stuff and presenting it to the band. So things began to change a lot around then because Angus is quite prolific with songs and I was happy to have Angus present loads of songs for us to attempt. It Can Never Be on the “Downbeat…” LP is one of the best, and also on that LP there was World Of Stone and in recent times he has written some choice numbers that we have recorded, and will be recording soon, like Dishin’ The Dirt and  What You Can’t Mend that go down well when we play. I’m still writing too of course but we’ve yet to properly record some of these.

 

The ThanesYou just got back from Greece, from the first ever gigs with the Thanes, how was it?

Greece was a blast. We only played two gigs, one in Athens and one in Larisa but both nights were quite special in their own way. The Tiki Club in Athens is quite small but was totally mobbed-out and had a great atmosphere. There are already some clips up on You Tube you can check out. No No No No  and  I’m A Fool are pretty decent. The Stage club in Larisa was a bigger venue but less people watched us. But still we had a great gig and the crowds on both nights seemed to really enjoy The Thanes. Our visit was arranged by “The Coalminers Corp”, a promotion team of great guys set up by my old friend from Crete Costas, who calls himself Mr Optical Sound, plus there’s Takis and Johnny. All three are passionate 60s DJs too… and so I was also asked if I would bring along a box of 45s to DJ with both nights, which as you can well imagine Aldo, was a great little sound trip for me. The Thanes are yours truly, still on lead vocals and guitar, Angus McPake plays organ, guitar, 12-string, Mike Goodwin is on the drums, and Mark Hunter takes care of bass guitar and backing vocals. Mark is the newest member of The Thanes, joining us in time for our support slot to The Sonics at New York’s “Cavestomp” event in 2007, which itself was quite an experience. Currently we are working on getting recordings of some of our newest songs together, with a view to getting a release for them sometime later in the year. We are doing these recordings in Angus’s “Ravencraig” home studio set up where Les Bof! – with Angus on guitar – have also recorded their brand new LP which out soon on Germany’s Copas Disques. Hopefully The Thanes will have a single out around summer on the State label here in the UK, headed up by our good friends The Higher State … but  we also have some other surprises in store, but I better keep schtum about them at present in case nothing transpires. We also have another project on the go at the moment that involves The Poets, yes indeed the self same and truly superb and unique sounding beat group from Glasgow, Scotland originally in operation way back in the 1960s. Members of The Poets and The Thanes have been hard at work rehearsing, and honing many of their Decca and Immediate treasures which will soon be shared with a live audience or two. There is a taster of sorts taking place on Friday May 6 at the 13th Note in Glasgow’s King St, when The Thanes will be joined for one or two numbers by The Poets’ George Gallacher and Fraser Watson. A much fuller appreciation of this project will hopefully be realised in Edinburgh in late July when Angus and chums’ “The Big Stramash” will take place!!!

 

 

Thanes NowWho’s in the Thanes right now; what are your current projects, what’s coming up?

 The Thanes are yours truly, still on lead vocals and guitar, Angus McPake plays organ, guitar, 12-string, Mike Goodwin is on the drums, and Mark Hunter takes care of bass guitar and backing vocals. Mark is the newest member of The Thanes, joining us in time for our support slot to The Sonics at New York’s “Cavestomp” event in 2007, which itself was quite an experience. Currently we are working on getting recordings of some of our newest songs together, with a view to getting a release for them sometime later in the year. We are doing these recordings in Angus’s “Ravencraig” home studio set up where Les Bof! – with Angus on guitar – have also recorded their brand new LP which out soon on Germany’s Copas Disques. Hopefully The Thanes will have a single out around summer on the State label here in the UK, headed up by our good friends The Higher State…but we also have some other surprises in store, but I better keep schtum about them at present in case nothing transpires. We also have another project on the go at the moment that involves The Poets, yes indeed the self same and truly superb and unique sounding beat group from Glasgow, Scotland originally in operation way back in the 1960s. Members of The Poets and The Thanes have been hard at work rehearsing, and honing many of their Decca and Immediate treasures which will soon be shared with a live audience or two. There is a taster of sorts taking place on Friday May 6 at the 13th Note in Glasgow’s King St, when The Thanes will be joined for one or two numbers by The Poets’ George Gallacher and Fraser Watson. A much fuller appreciation of this project will hopefully be realised in Edinburgh in late July when Angus and chums’ “The Big Stramash” will take place!!!

 

When did you first play Italy and what are your memories of that or later gigs?

We first played Italy in, I think, 1989, or maybe 1990, with a hastily arranged gig playing at an all-night “sit-in” at Milan’s State University, after the initial “squatter” venue in the city was called off as the place was falling apart. We also played in Pisa, Torino I think, and, if it was the same visit?, then we also played at the infamous Forte Prenistino, a social centre / squat type gig that was held in an old castle in Rome, which was run by punks and was quite an amazing affair altogether. Apparently we were pretty lucky to have played there as I’ve been told since that it was only genuine punk bands that were supposedly allowed to play there. But The Thanes played there for sure, on a really high-up stage and we had a pretty good reception. They had a superb vegetarian kitchen in the place and gave us tons of beer and some good money too.

 

You have always been involved with several bands, but there’s one that certainly has been taking a lot of your time since 1995 or so: The Wildebeests, how did it all start?

It all started really when I met bass player John Gibbs at a bus stop in Edinburgh’s Leith Walk a couple of days after he was kicked out of The Kaisers in October 1994. He said he wanted to start a new group, so I said I’d be interested in bashing the drums if it was a beat group. Liam Watson at Toerag studio in London also told John that former Milkshakes bass player Russ Wilkins was living in or around Edinburgh somewhere and would be a great choice as guitarist. So once contact was established, we agreed to meet up one Sunday afternoon at The Thanes’ practice basement in Great King St, and quickly found that we all had a great love for loads of amazing sounds; from the early blues and r’n’b to rock’n’roll thru beat, garage, psych into some prog and hard-rock, early glam and tons of great early punk sounds… we also seemed to be able to harness this raw energy and turn it into something of our own making. I mean that very afternoon we, albeit very roughly, recorded about an hour’s worth of our influences, which gave us a great starting block to base the next sixteen years around, ha ha!.

 

What are some of your current favourite bands/records?

Currently I love The Higher State’s “Darker By The Day” LP, “Red Dissolving Rays Of Light” LP by The Loons and Os Haxixins’ “Under The Stones” LP and the various attendant 45s from these records too. I’m also digging Paul Messis and his various 45s. On a very different path, I love Barton Carroll’s LP “Together You And I”. He opened for Mudhoney here in Aberdeen last October and was folkin’ great. Great live experiences of late have been Glasgow’s The Hidden Masters who as you know feature our very good friend Alpha Mitchell on bass. The gig they did with The Higher State was incredible. And a bit further back getting to sing with the OUTSIDERS at Rotterdam’s Primitive festival in 2008 was one of the highlights of my life!!!

 

Perhaps not too many people know, at least in Italy, that you were in Punk bands.Tell us about that time, the bands you saw live and the whole atmosphere in Scotland over 30 years ago.

Well I started off in pop groups of the Bay City Rollers era, but punk was just about to happen, and I just got totally immersed in it all. A friend’s cousin told me about a group in Edinburgh (I lived in a small village about 15 to 20 miles from town) who were just starting and needed a singer. So I agreed to meet the guitarist in town (he was Steve Fraser, who later also featured in The Thanes, playing on our recordings of Syd’s “Scream Thy Last Scream” and The Calico Wall’s “I’m A Living Sickness”) and take it from there. This was in 1978, so by this time a lot of punk action had already come to town, and while I didn’t catch some of the very earliest gigs, I did attend loads of gigs throughout ’77-‘79 including The Damned (with The Dead Boys), The Jam, The Clash (with Suicide), The Boomtown Rats, Dr Feelgood, The Radiators From Space (opening for Thin Lizzy), 999, The Buzzcocks (with The Slits), Siouxsie and the Banshees (one with Spizz Oil, and another with Simple Minds), Ultravox, Adam and the Ants (with The Monochrome Set), The Cure (with The Associates)…plus lots of local groups like Scars, The Ettes, Visitors, The Prats, Matt Vinyl and the Decorators, The Skids, The Valves, The Exploited (very early days), Another Pretty Face, TV Art (who then became Josef K), The Dirty Reds (who then became The Fire Engines)…it was a pretty incredible time really where lots of us young punks would meet up on a Saturday afternoon, mainly just walking about and having a laugh, and knowing that our appearance was being noticed around the streets, and checking out the various record shops and maybe going for one or two (still underage) drinks in one of the few bars that didn’t mind punks coming in. A few record shops like Hot Licks, Bruce’s and Virgin were the main ones where punks were allowed in, even if they didn’t buy anything (not much anyway especially if you are only 14-15 years old and don’t have much money) but just to kinda hang out awhile and hear a lot of what was going on record-wise, and news of gigs etc. Pheonix too was another sympathetic shop in town. A few older punk pals were studying at art college, so a favourite trick when you were with them was to find out where the “private view” functions were being held, and go there first and partake of the free wine and snacks that they had – sometimes the wine flowed very freely indeed ha ha! Also Ripping records shop used to run buses to some of the out of town gigs, that’s where I went to see the Banshees and Simple Minds in Glasgow, also The Clash in Glasgow with Mikey Dread, and The Clash in Dunfermline Kinema with Suicide. Some of the punks there that night hated Suicide and spent most of their time shouting abuse and spitting on them. We on the other hand thought they were great.

 

How did you first got interested in the music from the 60s?

I think it was a mixture of things really. I was already heavily into rock music long before punk came on the scene, so I knew something about a lot of origins of bands anyway. I was reading NME and Sounds and Melody Maker all the time. A pal’s cousin sat us down in the summer of 1973 or 1974 and specifically played us The Pretty Things “SF Sorrow” the US copy with headstone cover, which made a big impression on me, so much so that every time I saw a picture of The Pretties or anything to do with them I cut it out and added it to my growing list of obsessive group-related ephemera I seemed to be building. Then a pal at school in 2nd year loaned me or my brother “Relics” and “Piper At The Gates Of Dawn”, and that got me hooked on Syd Barrett’s Floyd style much more than the then current “Dark Side Of The Moon”. Then I got into listening to John Peel and he’d be throwing in odd plays of “Oh Yeah” by The Shadows of Knight and “I Had Too Much To Dream (Last Night)” by The Electric Prunes, and even weirder UK psych things, like “Wallpaper” by Pregnant Insomia. But then when punk exploded into the mainstream, Record Mirror had a “star chart” each week having a top ten playlist from a rock or punk star, and I remember seeing Gene October from Chelsea putting The Seeds “Pushin’ Too Hard” in there, Lemmy too… and also Radar records just issued “You’re Gonna Miss Me” and “Psychedelic Sounds Of The 13th Floor Elevators”, also the “Gloria” LP by Shadows of Knight etc… and of course quite a few of the punk bands were referencing 60s music, from Generation X and their mod-related fixations, The Damned and their love of The Stooges and MC5, Sex Pistols too. The prime 60s garage compilation LP “Nuggets” too had just been overhauled and given a new sleeve by Sire label, home of The Ramones, and Edinburgh’s The Rezillos even got given a deal with them. And there were other signposts too, like The Radiators From Space covering Psychotic Reaction  on the flipside of their  Enemies  45 in ’77, and The Undertones covering another Nuggetty classic The Chocolate Watch Band’s  Let’s Talk About Girls. Then we heard the TV Personalities on Peel and things got stranger and more primitive-like…and, well it was then just a short “Pebbles” throw to discover other harder, more primal, more screeching garage punk styled groups and records …

 

Favourite bands: I know there are way too many bands to mention, but maybe you can give us some names of “lesser known” groups that you feel they deserve to be discovered.

The Sound Magics from Holland, The Dovers from USA, The Boston Dexters from Edinburgh, String and the Beans from USA, Dean Ford and the Gaylords from Scotland, Our Patch Of Blue from Italy, Randy and the Rest from USA, The Talismen from England, Israel’s The Churchills, The 20th Century Sounds from Scotland, Vinidrios Quebrados from Chile :-))), Belgium’s The Paramounts, also Union Jack, and loads loads more …
(cheers for now Aldo ... your pal Lenny)

 

Aldo Reali

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