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26 gennaio 2016 ,

Pye Hastings (Caravan)

L’eco infinito della landa grigia e rosa – Italian/English Version


Pye Hastings                         I N T R O

 

Nel corso delle edizioni degli ultimi anni il Fasano Jazz Festival ha ritagliato all'interno del proprio palinsesto, spazi sempre più sostanziosi dedicati alla Canterbury scene riuscendo a coinvolgere, di volta in volta, le incarnazioni delle formazione storiche legate all'epico scenario musicale di oltre manica. Una sorta di gemellaggio artistico tra la manifestazione brindisina e l'indimenticabile frangia progressive originaria del Kent.

E' stato così che sui palchi si sono succeduti i Soft Machine, gli Hatfield and The North, Richard Sinclair, Jimmy Hastings e i Gong del compianto Daevid Allen. Proprio all'artista di Melbourne, scomparso recentemente, è stato deciso di dedicare la diciottesima edizione del festival svoltasi tra il 26 maggio e il 12 giugno 2015. La celebrazione di tale suggestivo tributo è stata assegnata ad una delle band manifesto del Canterbury sound, i leggendari Caravan, che capitanati dallo storico fondatore Pye Hastings si sono esibiti in concerto il primo Giugno. 

 

Nella foto qui a fianco, da sinistra a destra, i musicisti del cui apporto Pye Hastings (qui al centro) si è avvalso per questo ritorno in terra italica: il bassista Jim Leverton (dal 1996 con pressphotos2013-1-624x414Hastings), il tastierista Jan Schelhaas (un'apparizione nei Camel dopo gli inizi con i Caravan), il violinista Geoffrey Richardson (ex Spirogyra e membro Caravan a più riprese a partire dal 1973), e il batterista Mark Walker (in forza dal 2010 in sostituzione del compianto Richard Coughlan, 1947-2013). Un ensemble che non ha mancato nel 2015 a Fasano di dispensare forti emozioni ripercorrendo il vecchio ed il nuovo repertorio.

 

Il sessantottenne chitarrista e vocalist rappresenta a tutti gli effetti la continuità di quel progetto nato nel 1968 dalle ceneri dei Wilde Flowers, e parte fondamentale di quella corrente musicale inglese che miscelava con gusti sopraffini rock, folk, musica classica e jazz. Dalla pietra miliare “In the land of grey and pink” a “Waterloo Lily”, da “If I Could Do It Caravan-Live-at-RoSfest-DVD-Front-Cover-compact-300x300All Over Again I’d Do It All Over You” a  “For Girls Who Grow Plump in the Night” i Caravan seppero regalare dischi di ottima fattura nella stagione d'oro del progressive; il tramonto artistico di un'epoca  e l'instabilità generata da ripetuti cambi di line-up finirono per relegare con il passare del tempo la band ad una dimensione di visibilità secondaria. Hastings si è prodigato nel tempo in reiterate operazioni di reunion dei Caravan, operazioni che hanno permesso la realizzazione di album inediti di buona fattura e convincenti performance dal vivo. La più recente testimonianza in tal senso arriva dal DVD "Caravan Live At Rosfest Gettysburg USA" (2014, Caravan Records), registrato al Majestic Theatre Gettysburg.

 

Distorsioni in occasione del Fasano Jazz  Festival ha intervistato per e mail Pye Hastings. L’intervista è stata abbastanza travagliata, ritardata nella sua realizzazione da inconvenienti ‘tecnici’ e media registratisi per alcuni mesi, ma ora, grazie alla intermediazione di Donato Zoppo e della Musical Box 2.0 Promotion, è a vostra disposizione, nelle due versioni, italiana e originale inglese, come è di prassi per il nostro magazine. Buona lettura!

 

L'INTERVISTA 

 

Alessandro Freschi (Distorsioni) - Benvenuto Pye e grazie ancora per la tua disponibilità. Iniziamo questo nostro incontro partendo da quello che è stato il punto di partenza della tua importante parabola artistica. Siamo intorno alla prima metà degli anni sessanta ed incontri Richard e Dave Sinclair ed il compianto Richard Coughlan. Si inizia a delineare l'orizzonte della nascente Canterbury Scene e di lì a poco i Wilde Flowers si trasformano nei Caravan. Ma realmente quali sono state le fonti di ispirazione e le passioni musicali del giovane Pye?

PyeHastingsPye Hastings (Caravan) - Ero molto influenzato dall'immensa collezione di dischi di musica classica di mio padre e di "Show Songs" dalla penna di Gershwin e Cole Porter e in più, ovviamente dai dischi Jazz di mio fratello. A quell'età non sei consapevole di quanto queste cose abbiano influenza su di te, lo capisci più tardi. Certamente la scintilla che mi ha fatto scattare è stato l'arrivo del Rock and Roll e di band come i Beatles, i Rolling Stones ed i Kinks. Rappresentavano il fatto che potevi fare qualcosa di te stesso unendoti a un gruppo e scrivendo le tue canzoni. Non è il sogno di tutti i ragazzi? Ad ogni modo, una volta scoperto come suonare i primi accordi ero totalmente dentro alla cosa, e solo allora ho scoperto qualcosa che non sapevo fosse in me. Credo che avere l'attitudine a suonare sia un talento che probabilmente viene trasferito attraverso i geni dai genitori. Mio padre suonava il piano, mio fratello i flauto e il sassofono, e io ho scelto la chitarra. Non so che cosa avrebbe potuto pensare mio padre dei miei sforzi per suonare in una band, a parte pensare "che casino". E' morto quando avevo cinque anni quindi non lo saprò mai.

 

In Inghilterra la  proposta offerta dal panorama musicale degli anni sessanta aveva decretato il successo di movimenti che si discostavano molto dalle tematiche sperimentali delle vostre composizioni intrise di contaminazioni che svariavano dalla psichedelica al beat per sconfinare, nei casi più estremi, nel jazz.  Come ti rapportavi con la musica che passavano alle radio in quel periodo? 

Tutta la musica è bella! A volte è come viene suonata a non esserlo. Gli anni '60 erano un periodo in cui tutto stava cambiando, e quindi anche la musica. Si portavano i capelli lunghi e i vestiti erano molto più colorati. Una volta parlavo di questo con mio suocero e io Ken Trousdell Photographydissi, piuttosto compiaciuto, che noi eravamo la prima generazione in molti anni a non aver dovuto indossare un'uniforme; considerando che i nostri genitori avevano dovuto attraversare una guerra mondiale e tutti indossavano una scialba uniforme di qualche tipo. Militare o civile. Lui mi fece notare che se tutti noi portavamo capelli lunghi e jeans e magliette dai colori vivaci, non era anche questo un tipo di uniforme?Ovviamente aveva ragione, cosa che dimostra che in fondo siamo tutti tribali in un certo senso poiché ci troviamo a nostro agio solo quando siamo tra nostri simili. La musica è un altro paio di maniche. La musica ha la capacità di attraversare le generazioni e attrarre un ampio spettro di gusti. Il Rock and Roll e il Jazz hanno le loro radici in America e non c'è caravanliveatshepherdbushempire8thocrtober2011dubbio che i primi accenni di essi siano stati portati dalle truppe americane durante l'ultima guerra, perciò quello che ha sorpreso noi non ha certo sorpreso i nostri genitori. E' responsabilità dei giovani prendere un formato esistente e capovolgerlo, così quando noi ascoltavamo il bubble gum pop alla radio negli anni sessanta, ci sembrava giusto provare a ravvivare un po' le cose introducendo influenze da altri stili musicali che sembravano più interessanti e stimolanti. Questa è la gioia di saper scrivere musica. Ti porta in qualsiasi direzione tu scelga. Il solo problema sta nel portare le persone ad apprezzare quello che fai. Come ho detto, l'idea di cambiare le cose è buona... farlo nel modo giusto e suonarlo bene è la parte più complicata.

 

I Wilde Flowers sono da considerare a tutti gli effetti il gruppo capostipite dell'allora nascente scena di Canterbury.  Kevin Ayers, Robert Wyatt, i fratelli Hopper e Mike Ratledge sono solo alcuni dei nomi degli artisti transitati tra le fila di questa formazione formatasi nel Kent nel 1964. All'epoca però non si crearono i presupposti per pubblicare neppure un album, e l'unica testimonianza di quel periodo è rappresentata da un'antologia di vecchie registrazioni distribuita postuma nel 1994 dalla Voiceprint. Quali furono i reali motivi di questo insuccesso discografico? 

Pye Hastings (anni 70)I Wilde Flowers non riuscirono a procurarsi un contratto discografico, perciò la sola registrazione del gruppo è su bobine amatoriali, realizzata come demo da Brian Hopper, il leader della band e il nonno del Canterbury Sound. Il gruppo suonava principalmente in club, locali e bar nel paraggi di Canterbury e non ha mai avuto l'occasione di suonare a Londra dove potevi essere notato dalle case discografiche. Chiaramente questa situazione frustrante è stato l'incentivo per Robert Wyatt e Kevin Ayers per trasferirsi a Londra per formare un nuovo gruppo dove rapidamente ottennero l'attenzione delle case discografiche che cercavano qualcosa di nuovo. Si può dire lo stesso dei Caravan. Se i Wilde Flowers avessero avuto successo probabilmente non  avremmo avuto i Soft Machine o i Caravan. Detto questo, massimo rispetto deve essere riservato per Brian per aver dato il via al tutto. Senza di lui, chissà dove saremmo?

 

Caravan (1968) Primo albumIl 1968 è l'anno della svolta: abbandonato il progetto Wilde Flowers, tu, i cugini Sinclair e Coughlan formate i Caravan e nel giro di qualche mese pubblicate il vostro album d'esordio grazie alla label statunitense Verve.  Sebbene per certi aspetti il disco, a posteriori, possa rappresentare idealmente una sorta di passaggio tra le sonorità Wilde Flowers e il successivo “If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You“, in alcuni brani si inizia a respirare quella magia compositiva che caratterizzerà le opere più significative del gruppo. Romanticismo e sperimentazione, fusi in un'alchimia fantastica. Pye, la tua concezione musicale con quale dei due elementi trovi si possa identificare Caravan (1970) Secondo albummaggiormente? 

Entrambi sono molto importanti ma allo stesso tempo nessuno di noi era consapevole di fare qualcosa di speciale. Seguivamo solo il nostro istinti e il nostro cuore. Tutti noi volevamo avere successo, ma volevamo essere diversi dagli altri, e la combinazione di tutti i nostri talenti era la cosa che ci ha aiutato a creare qualcosa di unico. Il Romanticismo è nel profondo del cuore, mentre la sperimentazione è un dovere.

 

 

Dopo la consacrazione del secondo disco arriva nel 1971 il vero capolavoro dei Caravan “In the land of grey and pink pietra d'angolo del movimento canterburyano e manifesto musicale dell'intera corrente prog, seguito nel 1972 dal pur pregevole "Waterloo Lily". Un album luminoso In the land of grey and pink, dai tratti fiabeschi. Pye, a distanza di oltre quarant'anni, aldilà della notorietà e del successo, artisticamente quanto ha inciso e condizionato questo album sul proseguo della tua carriera e dei Caravan ?

Caravan (1971) Terzo albumE' ancora l'album più popolare per i fan dei Caravan, un po' più di "For Girls who grow plump in the night”. Questo album rappresenta sia gioia che tristezza per me. Gioia, perché è arrivato subito al successo, che è ciò che tutti volevamo, ma tristezza perché ha segnato la dipartita di Dave Sinclair che voleva cercare fortuna altrove. Ha anche messo in evidenza che "nessun membro individuale di una società, gruppo o organizzazione è più grande della piattaforma che tu hai creato", ed era fondamentale andare avanti. Ho realizzato molto velocemente che non volevo fare le valigie e andarmene a casa, solo Caravan (1973) Quinto albumperché la nostra star ci aveva lasciato, e mi ha fatto decidere che, mi aspettasse quello che mi aspettasse, avrei proseguito con un'altra formazione. Artisticamente sentivo di non aver ancora iniziato, e così in quel senso, era disperatamente importante per me proseguire.

 

 

Con “Caravan and the New Symphonia” del 1974  virtualmente si conclude il momento di maggiore ispirazione della band che pur continuando a produrre in seguito album dignitosi ed interessanti, a causa del declino del movimento d'appartenenza e dei ripetuti cambi di line-up non riuscirà a bissare i fasti ed i 1974-Caravan-and-the-New-Symphoniasuccessi di inizio anni settanta. Detto di In the land of grey and pink, qual'è il progetto a cui sei maggiormente affezionato della discografia Caravan e perché?

Per me sono tutti ugualmente importanti, ma quello a cui sono più affezionato è quello più recente. In questo caso "Paradise Filter". Quando si pubblica un album è assolutamente la cosa più importante al mondo, ma molto velocemente inizio a scrivere per il prossimo, che a sua volta diventa quello più importante, e così via. Un giorno smetterò di scrivere e ci sarà un enorme sospiro di sollievo da parte dei miei fan...

 

Soft Machine, Hatfield & the North, Gong, National Health, Quiet Sun e molti altri.  E ovviamente Caravan.  La scena di Canterbury continua ad echeggiare a distanza di quasi mezzo secolo quasi esclusivamente nei nomi di queste prestigiose formazioni. Perchè, una volta esaurito il periodo d'oro di queste band nessun'altra è stata in grado di dare nuova linfa a questa fondamentale corrente del movimento progressive? 

Waterloo Lily (1972) Quarto albumLa musica progressive è esattamente quello che dice la parola. Progredisce, o così dovrebbe. Perciò il modo in cui noi suonavamo, quella che divenne nota come musica progressive negli anni '70, non deve essere esattamente lo stesso in cui devono suonare le altre band. Il loro dovere è prendere quello a cui abbiamo dato inizio e farlo proprio, cambiando il formato che si adatta al loro stile. Sono sicuro che ci sono molti altri gruppi che hanno tutte le capacità per portare alta la bandiera. Perciò la responsabilità è non solo delle nuove band che sperimentano il loro suono e qualsiasi influenza che possano prendere da noi, ma anche dei fan che dovrebbero avere una mente aperta da apprezzare le diverse direzioni. Dovunque esse vadano, sono buone!

 

Pye, a tutti gli effetti, sei la colonna portante del progetto Caravan, il perpetuo filo conduttore che ha permesso a questo discorso musicale di non interrompersi mai, regalando gioia a quel nutrito circuito di affezionati sparso in giro per il mondo. A distanza di quarant'anni quali sensazioni provi ad esibirti ancora sul palco in brani come Nine feet underground o Winter Wine? E' cambiato nel corso degli anni il feeling con il vostro pubblico? Hai qualche aneddoto simpatico da raccontarci in merito alle vostre pluridecennali performance live? Come giudichi il tuo rapporto con le platee italiane?  

Mi piace moltissimo essere il leader dei Caravan. Sono successe tantissime cose durante gli anni di servizio, e una delle costanti è stato l'apprezzamento e l'amore da parte dei fan. Si spera sempre che quello che si scrive e si registra venga apprezzato, ma mai nelle Caravan (3)mie più rosee aspettative avrei immaginato che 40 anni dopo avremmo ancora suonato brani come Nine Feet Underground per le platee di tutto il mondo, ed anche meglio di come facevamo allora. La cosa più impressionante comunque è il numero di giovani fan che scoprono ora la musica dei Caravan. Questo è particolarmente incoraggiante, perché mi dimostra che siamo stati capaci di coprire varie generazioni e non ci siamo fossilizzati a suonare per un numero decrescente di fan, che oggi sono conosciuti come "dei vecchi rompipalle". La mia età dice che sono uno di quelli! La speranza è ciò che ci aspettiamo e abbiamo dai giovani. Perciò quando guardo la platea e c'è un mare di giovani volti che mi guardano e cantano le vecchie canzoni, ho un sentimento di orgoglio, forse abbiamo fatto qualcosa di buono, dopotutto. Questo vale particolarmente per l'Italia, dove tra l'altro tutti hanno una voce più bella della mia, ma dove c'è un movimento crescente e in salute di giovani che, avendo sentito la musica dei Caravan per la prima volta, usano il loro tempo per venire a vederci. Cosa potrei chiedere di più? Il benvenuto che riceviamo in Italia non ha pari!!!

 

Dalla gloriosa scena di Canterbury degli anni settanta ad oggi il mondo della musica ha subito innumerevoli cambiamenti.  Sono passate mode e la società odierna è distante anni luce da quella che si era innamorata di In the land of grey and pink. Nel 2015 Pye Hastings che musica ascolta? Tra le nuove leve dello scenario delle sette note ci sono artisti che ammiri e nei quali, con le appropriate proporzioni, riesci ad intravedere in parte la creatività tipica della tua band?  Esistono dischi nel passato recente di cui sei riuscito ad innamorarti?

Caravan (2)Come ho detto prima, mi piace tutta la musica, in un modo o nell'altro, e ascolto tutto quello che mi capita. Prendo dal mucchio quello che mi piace e vado oltre. Non ci sono preferiti!! Ho un debole per le belle canzoni, i bei arrangiamenti e le buone armonie. Tutto il resto finisce in coda. Mai buttato!! La musica è stata la mia vita durante gli ultimi 50 anni e spero per qualche altro anno. Come si può vedere dal numero di album che abbiamo pubblicato, siamo sempre stati influenzati dalle tendenze dei gusti musicali dei vari anni. Questa è una parte importante della "Musica Progressive", il fatto che deve progredire e non restare impantanata in un pomposo egocentrismo che è come alcune persone vedono il genere.

 

La ripresa delle attività live degli ultimi tempi e la pubblicazione nel 2013 di “Paradise Filter” sono i segnali ineluttabili di un rinnovato entusiasmo, di una volontà sempre volta a guardare in avanti.  Cosa ci riserva il futuro prossimo dei Caravan?

caravan Paradise-FilterSpero che i Caravan continuino ancora per un lungo, lungo periodo. Siamo ancora entusiasti come lo siamo sempre stati. Suonare e registrare è come linfa vitale per me e nei prossimi due mesi non vediamo l'ora di suonare in Giappone e al Cruise To The Edge, seguiti da una data in Città del Messico a Novembre 2015. Il nostro agente Nigel Kerr della ABS Agency ha già organizzato un tour nel Regno Unito a marzo 2016 e altre date in Olanda e Germania, sarebbe bello se potessimo aggiungere un paio di festival e ritornare in Italia più avanti entro l'anno. Se ci sono dei promoter che ci leggono contattate Nigel, e sono sicuro che riusciremo a combinare qualcosa.

 

Cinquant'anni di musica; cinquant'anni di incontri e collaborazioni. Pye, quali sono i personaggi a cui maggiormente ritieni di dover dire grazie per la tua formazione umana e professionale?

Wow, che domanda! Prima di tutto mio padre per avermi passato il gene della musica e soprattutto mio fratello Jimmy, che mi ha rimesso in carreggiata tante volte, quando ero disilluso dal music business. Tutti i vari membri dei Caravan in questi anni che hanno condiviso il loro talento, e soprattutto i "Fans". Senza di voi questo non sarebbe mai successo.

 

Ringraziandoti ancora per la disponibilità mostrata Pye, ho un'ultima domanda da porgerti: i supporti musicali dagli anni sessanta ad oggi hanno subito radicali cambiamenti. Dal vinile al compact e non per ultima la recentissima forma liquida.  Come hai vissuto (e vivi) questa metamorfosi del mercato discografico?

Caravan (1)Sono preoccupato dai cambiamenti nell'industria discografica, in particolare dalla tendenza che tutta la musica debba essere gratis. Ho fatto altre cose per pagare le bollette quando i tempi erano duri, ma sono sempre ritornato alla musica come mia vera carriera, con l'idea che, almeno, sarei riuscito a pagarmi le spese. Non mi aspetto di avere un'auto o una casa gratis. Qualcuno le deve progettare e costruire, e ovviamente la stessa cosa si applica alla musica. Se non veniamo pagati, non mangiamo! Accetto il fatto che la tecnologia sia progredita ben oltre le nostre aspettative, ed è stupendo avere gli ultimi dispositivi per ascoltare musica (per i quali paghiamo volentieri), ma se chi scrive musica non viene pagato allora tutto il processo di registrazione si prosciugherà e allora ci toccherà ascoltare "Musica di vecchi rompipalle" per il resto della nostra vita. Grazie a voi. 

 

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INTERVIEW WITH PYE HASTINGS (CARAVAN)                                                                                                                                           

Alessandro Freschi (Distorsioni)Welcome Pye and thank you again for having accepted this interview. Let me begin our short meeting talking about the starting point of your important artistic path. In the first half of the 60's you met Richard and Dave Sinclair and the late Richard Coughlan. The horizon of the emerging Canterbury Scene was shaping, and soon after The Wilde Flowers became Caravan. What were the sources of inspiration and the musical passions of the young Pye?

caravanlivemarc marniePye Hastings (Caravan)  I was very influenced by my father’s huge collection of classical music and Show Songs from the pen’s of Gershwin and Cole Porter plus, of course, my brother’s Jazz records. Being so young you are not aware how much these things influence you till much later. Of course the real spark that got me going was the arrival of Rock and Roll music and bands like the Beatles, The Stones and the Kinks. They represented the fact that you could make something of yourself by joining a band and writing your own stuff. Surely this is every boys dream? Anyway once I found out how to play my first few chords, I was totally hooked, and only then did I discover something that I didn’t know existed in me before. I think having an aptitude for something like playing music is a talent that is probably passed down through the genes from your parents. My father played piano, my brother played flutes and saxophones and I took up guitars. I don’t know what my father would have thought of my efforts with a band apart from thinking “What a racket”. He died when I was five years old so I never would find out.

 

In England, the offers that were coming from the music scene of the 60's proclaimed the success of some movements that were completely different from the experimental themes of your compositions, that were soaked with contaminations that ranged from psychedelia, beat, to reach jazz, in some extreme cases. What were your feelings towards the music broadcast by the radio at that time?

All music is great!. Some of the playing though, is not so great. The 60’s was a time when all things were changing, and none more so than the music. Hair was grown long and clothing was getting much more colourful. I remember having a conversation with my father in law about this and I said, rather smugly, that we were the first generation for many years not having to wear uniforms; bearing in mind our parents generation had just come through a world war and everyone was in a drab uniform of some sort or another. Military or civilian. He pointed out that if we were all wearing our hair long and sporting Jeans and brightly coloured shirts, the surely this is just another kind of uniform? He was of course right, which just goes to show that deep down, we all are somewhat tribal in that we only feel comfortable when we fit in with our peers. The music was a different kettle of fish. Music has the ability to cross generations and appeal to a wide spectrum of tastes. Rock and Roll and Jazz all have their roots in America and no doubt the first inklings of this would have been brought over by the American troops during the last war, so what took us by surprise certainly didn’t our parents. It is the responsibility of the young to take an existing format and turn it on it’s head so when we were listening to bubble gum pop music on the radio,in the 60’s, it just felt right that we should try and jazz things up a bit by introducing influences from other styles of music that seemed more interesting and challenging . This is the joy of being able to write music. It can take you in any direction you choose. The only problem is getting people to like what you are doing. As I said the idea of changing things is good,,,the getting it right and playing it well is the tricky bit.

 

The Wilde Flowers are to be considered to all intents and purposes the group that initiated the emerging Canterbury Scene. Kevin Ayers, Robert Wyatt, the Hopper brothers and Mike Ratledge are only a few names among the artists who appeared in the line-up of this band that formed in Kent in 1964. Unfortunately, at that time there weren't the necessary conditions to release an album, I guess, and the unique witness of that period is represented by an anthology of old recordings distributed in 1994 by Voiceprint. What were the real reasons behind the absence of official albums by The Wilde Flowers?

caravanlive dylan woolfThe Wilde Flowers never landed a recording contract so the only recordings of the band are amateur tapes done as demos by Brian Hopper, the bands leader and grand father of the Canterbury Sound. The band played mainly in local clubs and bars around the Canterbury area and didn’t get the opportunity to play in London where you could get noticed by record companies. Clearly this frustration was the incentive for Robert Wyatt and Kevin Ayers to move to London and form a new group where they rapidly drew attention from record companies looking for something new. The same could be said about Caravan. If the Wilde Flowers had been successful we probably wouldn’t have the Soft machine or Caravan. That said, massive respect must be given to Brian for starting the whole ball rolling. Without him, who knows where we would all be?

 

The year of your turning point is 1968: leaving behind The Wilde Flowers project, you, the Sinclairs and Coughlan teamed up forming Caravan, and in a few months you published the debut album, thanks to the American label Verve. Even if, regarding some aspects, the record can ideally represent a transit between the sound of The Wilde Flowers and the following album If I Could Do It All Over Again, I'd Do It All Over You“, in some tracks you can breathe that compositional magic that will characterize the most important works of the band. Romanticism and experimentation, melted in an amazing chemistry. Pye, with which of these two elements does your idea of music coincide?

Both are terribly important but at the time none of us were aware that we were doing anything special. We were just following our instincts and hearts. We all wanted to become successful but we wanted to be different from the others, and the combination of all our talents was the one thing that helped to create something unique. Romanticism is deep in your heart whereas experimentation is your duty.

 

After the consecration of your second album, in 1971 the real masterpiece of Caravan is released, In the Land of Grey and Pink”. A cornerstone of the Canterbury scene and the manifesto of the entire prog scene. A bright album, with fabulous traits. Pye, forty years have passed since that album. Leaving apart fame and success, and speaking from the artistic point of view, how much was that album important for your career and for Caravan?

Caravan 2015 (2)It is still the most popular album for Caravan fans, just slightly ahead of “For Girls who grow plump in the night”. This album holds both joy and sadness for me. Joy, that it achieved such immediate success, which is what we all wanted, but sadness in that it signaled the departure of Dave Sinclair who wanted to seek his fortunes elsewhere. Mind you it also brought to the fore that “no individual member of a company, band or organisation is greater than the platform which you have created”, and it is imperative to carry on. I realised very quickly that I did not want to pack up and go home, just because our star player had quit, and it brought out a resolve in me that no matter what was round the corner, I would carry on and re group. I felt artistically,that I hadn’t really started yet so in that sense it was desperately important for me to carry on.

 

With Caravan and the New Symphonia” published in 1974 the most inspired period of the band virtually ended. However, the band produced good and interesting albums after that, but the decline of the scene, as well as the repeated line-up changes caused the impossibility to reach the same success of the early 70's. Besides In the Land of Grey and Pink, which is the Caravan album that you cherish the most, and why?

To me they are all equally important but the album that I cherish the most has to be the most recently recorded one. In this case “Paradise Filter”. Once an album has been released it is absolutely the most important thing in the world, but very quickly I will begin writing for the next one which in turn will become the most important one and so on. One day I will stop writing and there will be an enormous sigh of relief from all the fans.

 

Soft Machine, Hatfield & the North, Gong, National Health, Quiet sun and many others. And Caravan, obviously. The Canterbury scene is still echoing even if almost 50 years have passed, but almost exclusively in the names of these prestigious line-ups. Why in your opinion, once the Golden Age of the scene was over, nobody could revive with new blood this fundamental trend of the progressive movement?

Progressive music is exactly what it says it is. It progresses, or so it should. So the way we played what became known as progressive music in the 70’s does not mean that other bands have to play exactly the same way as us. It is their duty to take what we started and run with it, changing the format to suit their own styles and fashion.I am sure there are many bands around who are fully capable of carrying the flag forward. So the responsibility lies not only with the new bands experimenting with their sound and whatever influence they can take from us, but also with the fans who should have an open enough mind to accommodate different directions. Whichever way it goes, has to be good!

 

Pye, to all purposes you are the centrepiece of Caravan, the constant central idea that was the reason why this musical discourse has never been interrupted, giving joy to a large group of fans all over the world. After forty years what kind of feelings do you experience when you perform on stage songs like Nine Feet Underground or Winter Wine? Has the feeling with your audience changed over the years? Do you have some funny stories to share with us about your live performances? How do you consider your relationship with the Italian audience?

I thoroughly enjoy being the leader of Caravan. A lot of things have happened during my time in office and the one constant thing really has been the appreciation and love that we get from the fans. You always hope that what you write and record will be appreciated but never in my wildest dreams did I imagine that 40 odd years later we would still be playing numbers like Nine feet underground to audiences all over the world; and going down better now than when we first played them. The most impressive thing however has to be the number of young fans who have now discovered Caravan’s music. This is particularly encouraging, because it demonstrates to me that we have been able to span the generations and not get stuck playing to an ever decreasing number fans who are now known as “boring old farts”. My age dictates that I am one of them! Hope is what we expect and get from the youth of today. So when I look out into the audience and there is a sea of young faces looking back and singing along to all the old songs, I feel a great sense of pride that perhaps we have done something right after all. This is particularly true in Italy where everyone has a better voice than me anyway but where there is a healthy, growing movement of young people who, having experienced Caravan music for the first time, still take the time to come and see us play .Who could ask for more? The welcome we get in Italy is like no other!!!

 

From the glorious Canterbury scene in the 70's until today the world of music has gone through enormous changes. Trends have passed and modern society is very far from the society who fell in love with In the Land of Grey and Pink. In 2015 what kind of music do you listen to? Among the new acts of the music scene are there artists that you like and in which, after due consideration, you can see the kind of creativity typical of your band? Are there recently-issued records that you liked?

As I said previously, I like all music, to some extent or another, and I will listen to anything that comes my way. I will pick what I like out of the bunch and move on. No favourites!! My weakness however is still for a good song, good arrangement and good harmonies. Everything else gets put on the back burner. Never discarded!! Music has been my life for the past 50 years and I hope for quite a few years more. As you can see from the number of albums we have released, we have constantly been influenced by the changing trends of musical tastes at the time. This is an important part of “Progressive Music” in that it must progress and not get bogged down in pompous egomania which is how some people view the genre.

 

The recent decision to perform live again, and the release in 2013 of Paradise Filter” are some clear signs of a new enthusiasm, of the will to always look ahead. What does the future hold for Caravan?

I hope Caravan continues for a long, long time yet. We are still as enthusiastic now as we ever have been. Playing and recording is the lifeblood for me and in the next couple of months we are really looking forward to playing in Japan and the Cruisetotheedge.com followed by a “one Off” in Mexico City in November 2015. Our agent Nigel Kerr of ABS Agency has already booked a tour of the UK in March of 2016 plus dates in Holland and Germany so it would be wonderful if we could add a couple of festival dates and return to Italy later on in the year. Any promoters out there please contact Nigel, I am sure he will be able to sort something out.

 

Fifty years of music, fifty years of meetings and collaborations. Pye, who would you like to thank the most for their importance in your career but also in your life?

Wow what a question? Firstly my father for passing on the musical gene and most importantly my brother Jimmy who put me back on track so many times when I was dis-illusioned by the music business. All the various members of Caravan throughout the years who have shared their talents and most importantly “The Fans” Without you this would not have happened.

 

I would like to thank you again for your kindness, Pye. I have one last question: music listening devices have gone through dramatic changes from the 60's until now. From vinyl to CD, and last but not least the super recent "seamless listening". How do you perceive this metamorphosis of the music industry?

I am worried by the changes in the music industry, particularly by the trend for all music to be free. I have done other things to pay the bills when times were hard but have always gravitated back to music as my true career in the understanding that I would, at least, be able to pay my way. I wouldn’t expect to get a house or a car for free. Someone has had to design and build these things and surely the same applies to music. If we don’t get paid, we don’t eat! I accept that technology has advanced beyond our wildest dreams and it is wonderful to have the latest gadget to play music on( which of course we are all prepared to pay for) but if the music writers don’t get paid then the whole recording process could dry up and we would be stuck with listening to “Boring Old fart Music” for the rest of our lives.  Thank you. 

 

  

Alessandro Freschi

Un sentito ringraziamento alla nostra Rachele Cinarelli, senza il cui certosino e paziente lavoro di traduzione non sarebbe stata possibile la pubblicazione di questa intervista.

 

foto 2 e 18: Caravan terzo millennio, di Marc Marnie 

foto 19 di Dylan Woolf

foto 4: Pye Hastings, di Ken Trousdell  

foto 7: Pye Hastings negli anni '70 

 

Caravan Official     Social  

Pye Hastings  

Calyx: The Canterbury Music Website   

Caravan su Spotify  

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Discografia ufficiale THE WILDE FLOWERS

1994 : Tales Of Canterbury - The Wilde Flowers Story (Limited Edition)

1994 : The Wilde Flowers

 

Discografia ufficiale CARAVAN

1968 : Caravan

1970 : If I Could Do It All Over Again I’d Do It All Over You

1971 : In the Land of Grey and Pink

1972 : Waterloo Lily

1973 : For Girls Who Grow Plump in the Night

1974 : Caravan & the New Symphonia

1975 : Cunning Stunts

1976 : Blind Dog at St. Dunstan’s

1977 : Better by Far

1980 : The Album 

1983 : Back to Front

1991 : BBC Radio 1 Live

1991 : Songs & Signs

1995 : Cool Water

1995 : Live

1995 : The Battle of Hastings

1996 : All over you

1997 : Back on the tracks

1998 : Show of Our Lives

1998 : Songs for Oblivion Fishermen

1998 : Ether Way: BBC Sessions 1975-77

1999:  Canterbury Comes To London: Live From Astoria

2000 : Surprise Supplies

2000 : The HTD Years

2000 : All Over You…Too

2002: Traveling Ways: The HTD Anthology

2002 : Live at the Fairfield Halls, 1974

2003 : Live UK Tour 1975

2003 : A Night’s Tale

2004 : The Unauthorised Breakfast Item

2004 : Grey Pink & Gold

2004 : The Unauthorised Breakfast Item [Limited Edition]

2004 : Green Bottles for Marjorie: The Lost BBC Sessions

2006 : Here I Am

2007 : Show of Our Lives: Caravan at the BBC 1968-1975

2009 : Hunting We Shall Go: Live In 1974

2010 : The World Is Yours: The Anthology 1968-1976

2011 : Live at Shepherds Bush Empire 

2012 : Recorded Live in Concert at Metropolis Studios, London 

2013 : Paradise Filter  

2013: The Back Catalogue Songs  

 

Videografia  

A Night's Tale: Live in the USA (DVD, 2002, Classic Rock Legends)  

A Night in London (DVD, 2003, Classic Rock Legends)  

The 35th Anniversary Concert (2 DVD, 2005, Chrome Dreams) 

Caravan Live At Rosfest Gettysburg USA (DVD, 2014, Caravan Records)

 


Video

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