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6 Luglio 2012 , , ,

Teen Sound Records Intervista a Massimo del Pozzo ed Alessandra Monoriti


MASSIMO DEL POZZO & ALESSANDRA MONORITI TEEN SOUND RECORDSParallelamente alla pubblicazione dello Speciale “Teen Sound Records 2012: THE ELECTRIC FLASHBACKS, THE CHEEKS, DC FONTANA, I GANZI, I RIVIERA”  abbiamo intervistato il boss di sempre della seminale etichetta garage italiana Misty Lane – Teen Sound Records, Massimo del Pozzo e la sua più stretta nuova collaboratrice Alessandra Monoriti, appena di ritorno a Roma – ancora trafelati – dal Festival Beat di Salsomaggiore, dove Massimo si è tra l’altro esibito live con Craig Moore e la sua mitica garage band americana Gonn. Massimo ed Alessandra ci hanno parlato estesamente delle nuovissime uscite Teen Sound ma anche di importanti novità che bollono in pentola. Ascoltiamoli …

 

L’INTERVISTA

 

P.W.Boffoli (Distorsioni) - Come ti sei mosso Massimo per sfornare quest’ultima tornata di uscite Teen Records attraverso le tue public relations, quanto tempo ci hai messo?

MassimodelPozzo (Teen Sound Records) - I tempi per la realizzazione di un disco variano sempre. Queste ultime uscite della Teen Sound hanno avuto una gestazione di circa un anno, dal momento in cui abbiamo iniziato a parlarne con i gruppi alla loro pubblicazione. Se si aggiungono i tempi per avere un feedback da parte dei media è facile andare oltre l'anno. Con i DC Fontana eravamo in contatto da tempo e sono molto felice di aver stretto una collaborazione, specialmente con Mark Mortimer, il bassista, col quale siamo anche diventati amici e stiamo progettando un seguito all'album "La Contessa", un mini LP intitolato "Pentagram Man", che dovrebbe vedere la luce entro Settembre. I Cheeks li avevo visti anni fa, quando ancora era presente in formazione il mio distributore Lutz Rauber (Soundflat) durante un tour con il mio vecchio amico Rich Coffee , ma avendoli potuti apprezzare dal vivo al festival del Ciclamino Beat a Trento la scorsa estate mi sono convinto della "necessità" di dover pubblicare il loro nuovo lavoro che è decisamente più vicino ai miei gusti personali rispetto al loro powerpop delle origini. La realizzazione della copertina ha avuto tempi più lunghi del previsto, così come la scelta dei brani da includere, quindi si è trattato di un album che è cresciuto lentamente prima di essere pubblicato.

 

Misty Lane massimo del pozzo alessandra monoritiCon Tito degli Electric Flashbacks si tratta di una vecchia amicizia che nel tempo è riuscita a tradursi anche nella realizzazione di un disco, cosa che mi auguro possa succedere un giorno anche con altri amici, che pur conoscendo da tantissimi anni, per un motivo o per un altro, non sono riusciti a pubblicare un disco sulla mia etichetta. Infine lo split Ganzi/Riviera è nato semplicemente da una chiacchierata con Riccardo dei Ganzi e tutto è stato abbastanza facile e veloce. L'ultimo disco del lotto, quello dei russi Thunderbeats ha avuto qualche rallentamento per via della copertina ma è finalmente in uscita a fine estate. Approfitto della tua domanda per annunciare anche l'uscita del nuovo album di un'altra band storica italiana, gli Electric Shields, che tornano in azione dopo vent'anni con un bellissimo album molto acid-rock, decisamente più proto-hard e freakbeat rispetto ai loro esordi sull'etichetta di Claudio Sorge, la Electric Eye. A volte tra la proposta del gruppo e l'uscita del disco possono volerci anche solo un paio di mesi, ma succede raramente che un gruppo abbia già pronto sia il master che l'artwork.

 

Avendo deciso di produrre meno dischi ma curarli maggiormente la cosa non mi dispiace affatto, permettendo a me e a Alessandra di poter sviluppare un concept, di stabilire un contatto più profondo in senso artistico con il gruppo, al fine di ottenere il meglio per tutti. A partire dagli anni '90 troppi dischi (alcuni anche validi musicalmente) sono stati realizzati senza cura per l'aspetto grafico, ed in generale verso la fusione tra arte e musica che invece era molto sentita in passato. Noi siamo decisamente retrò anche in questo e se ciò ci allontana dallo stile "do it yourself" approssimativo degli esordi - anche della mia stessa Misty Lane records - ben venga, vuol dire che si matura, si va avanti. Lo spirito resta quello degli esordi, i rapporti sono sempre molto amichevoli e sicuramente continuo a preferire gruppi che hanno voglia di divertirsi lavorando piuttosto che darsi troppe arie senza combinare nulla.

 

 

Mi accennavi di recente che stai per imbarcarti in una nuova avventura americana, soprattutto per lavoro. Ce ne puoi parlare estesamente?

TEEN SOUNDA fine estate saremo in USA per un viaggio che ci porterà da costa a costa per stabilire nuovi contatti, rinsaldare vecchie amicizie, ma soprattutto per tastare con mano la possibilità di aprire una nuova label perlopiù (se non esclusivamente) dedicata a nuove band americane. Pur restando attaccati alle sonorità Garage-Punk, Mod, Psych e (neo) sixties in generale i nostri gusti (miei e di Alessandra) sono legati anche all'hard e heavy-psych, al Folk, Americana e ad un certo sound che stento a definire "Pop" ma è l'unico termine possibile a mio avviso. Negli ultimi anni moltissime band americane mi hanno contattato per realizzare dischi o per avere appoggi in Europa in previsione di tour etc. L'idea di aprire a sonorità che finora non avevano trovato una giusta collocazione tra le mie etichette era latente da tempo, quindi ritengo sia semplicemente arrivato il momento giusto. Sebbene tutti parlino solo di crisi (del settore e non) ritengo ci possa essere spazio a sufficienza per una nuova etichetta, e in generale per buoni dischi e nuove band.

 

Non avendo i problemi "numerici" - di vendita - delle major, una piccola etichetta "indipendente" (lo scrivo tra virgolette perchè reputo la nostra realtà totalmente "dipendente" dai fruitori nel caso essi siano reali compratori e non free-downloaders) può tranquillamente sopravvivere, e in taluni casi anche vivere più che degnamente, grazie a "pochi ma buoni" gruppi prodotti e acquirenti. La mia politica di prezzi bassi e quindi accessibili a tutti non cambierà aprendo la nuova etichetta, quindi credo che il progetto possa funzionare bene. Al momento non so darti dei tempi esatti per la pubblicazione del primo disco, stiamo iniziando a lavorare ad un LP che molto probabilmente sarà una compilation contenente band californiane. Con l'occasione del viaggio dovremmo riuscire a concludere accordi per una nuova e più capillare distribuzione americana del Magazine MISTY LANE che ritornando in azione in autunno cambierà sia nella forma che nei contenuti, quel tanto da permettergli di uscire allo scoperto. In fondo una "gavetta" di 23 anni di underground è stata fatta, ora cerchiamo di uscire allo scoperto, ma sempre con stile.

 

 

Quanto è stato importante (oltre che nella tua vita) l’arrivo di Alessandra Monoriti nell’economia della Misty Lane/Teen Sound Records?

Sono felice della tua domanda. Il nostro è un sodalizio che è nato quasi contemporaneamente sia per quanto riguarda il discorso lavorativo che quello personale/affettivo. Negli scorsi anni ho attraversato periodi di grande instabilità, tempi davvero duri. L'arrivo di Alessandra nella mia vita è combaciato con una ripresa in tutti i sensi. Abbiamo molto da condividere, interessi musicali e artistici, la dimensione del viaggio, la voglia di esplorare, andare oltre, pianificare qualcosa che è allo stesso tempo avventuroso e certo. Ci scontriamo spesso e ci ritroviamo con la stessa veemenza. L'idea iniziale era quella di farla collaborare solo all'aspetto grafico (copertine, rivista, illustrazioni varie), ma ben presto abbiamo capito di poter fare di più assieme, questo almeno è il nostro piano, siamo solo agli inizi ma credo che con il suo apporto Misty Lane potrà ampliare molto il suo orizzonte, in ambito di scelte musicali, di attenzione ai dettagli e in generale di ottimizzazione dei tempi. Avendo lavorato per anni da solo o con sporadiche collaborazioni ero arrivato al punto di non poter fare altro se non rimandare molte occasioni oppure dover delegare, spesso a persone poco motivate. La dedizione con la quale si è applicata ai nuovi lavori della Teen Sound, al nuovo logo, merchandising etc... ha confermato che la mia intuizione era giusta. Spero che Alessandra possa sentirsi totalmente a casa con me e con i progetti legati a Misty Lane, perchè di sicuro di posto per lei, la sua creatività e la sua energia qui ce n'è tanto.

 

 

Massimo ci parli del Festival Beat cui avete appena partecipato e della tua esibizione con i Gonn e Craig Moore?

    • Questo era il ventesimo anno del Festival Beat, un'occasione importante, irrinunciabile. Avendo partecipato a tutte le edizioni passate e conoscendo la dose di "sano" stress che si vive sia nell'attesa di questo appuntamento annuale, ho pensato bene di accettare la proposta di Craig Moore di aggiungermi a lui e al chitarrista originale dei GONN, Rex Garrett, assieme al batterista degli OTHERS, Giuliano Padroni per sopperire alla mancanza dei restanti membri dei GONN che circa un mese prima dell'evento si erano dichiarati non disponibili alla trasferta. La sana dose di stress dovuta ai tre giorni di festival con il mio banchetto è stata quindi raddoppiata dal concerto che abbiamo tenuto il sabato sera in apertura. Craig e Rex erano arrivati a Roma il giorno prima e dopo esserci incontrati la mattina a Salsomaggioregonn abbiamo avuto giusto il tempo di provare un paio di ore prima del soundcheck. Craig è per me come un padre, ma è anche totalmente folle, il tipo che ti propone 10 pezzi un mese prima per aggiungerne altri 20 il giorno prima, per poi cambiare totalmente scaletta MENTRE sei sul palco ... puoi immaginarti! Comunque il concerto è andato molto bene, siamo piaciuti davvero e quindi lo spirito che ci ha pervasi sul palco è stato percepito. Era dal 2001 che non salivo sul palco del Festival Beat e la cosa ovviamente mi ha procurato una grande emozione. Nel 2001 infatti avevo suonato proprio con i GONN, mentre la volta precedente, nel 1998 eravamo ancora insieme come THE OTHERS quando Craig Moore si unì a noi sul palco del Fest. 

       

      Il Festival Beat l'ho visto crescere enormemente in questi venti anni e come ho avuto modo di poter dire nel corso dell'intervista condotta da Luca Frazzi nei due anni scorsi, ho percepito varie sfumature, partecipando sia in veste di musicista, che di venditore, produttore di gruppi presenti etc ... Si tratta semplicemente del più grande evento in ambito Sixties-Garage-Punk-Beat in Europa, non solo per la portata dei gruppi storici che sono stati invitati (Sonics, Downliner Sect, Pretty Things, Gonn, ma anche Thanes, Flashback V, Mystreated, Higher State, e decine di altre band che altrimenti non si sarebbero forse mai viste in Italia, ma anche e soprattutto per l'importanza a livello UMANO che questo evento ha avuto, creando di fatto centinaia di contatti, amicizie, scambi che si rinnovano e si ampliano di anno in anno. IlMASS-GONN-2012 momento ad oggi non è dei migliori per la cosiddetta "scena". C'è una certa carenza di band nuove, molte etichette discografiche hanno chiuso i battenti e in generale il clima non è sempre ai massimi livelli, ma proprio per questo il Festival rappresenta un momento importante per la continuazione di quella che potremmo facilmente chiamare una "specie" altrimenti in via d'estinzione. Riferendosi a noi OTHERS, nel 1989, Claudio Sorge scrisse 'teniamoci stretti gli ultimi cavemen in circolazione', 23 anni dopo non posso che rinnovare, al Festival Beat ed a tutta la scena, il suo invito.

 

 

 

Ciao Alessandra, il tuo lavoro grafico su queste nuove uscite Teen R. è notevole e molto caratterizzante. Puoi parlarci del tuo metodo di lavoro e dei suoi presupposti artistico-estetici? Quanto è importante a tuo parere il rapporto tra immagine e musica?

Alessandra Monoriti - Ti ringrazio per l'apprezzamento. Sia per quanto riguarda queste copertine per la Teen Sound sia, in generale, per ogni lavoro che implichi un sodalizio con la musica 'rock' (poster art, loghi ecc.) il punto di partenza è sempre un concept che mi entusiasmi fin da subito e che riesca a vedere chiaramente già nella sua forma compiuta come un'immagine che possa essere dirompente e che catturi l'attenzione (prima, ovvia regola di qualsiasi lavoro mediatico!). Ironia, impatto visivo, segni decisi, e anche un tocco cheeksdi erotismo sono tra gli elementi che da sempre contraddistinguono un certo tipo di iconografia legata alla musica. La poster art degli anni '60, la quale a sua volta si rifà esplicitamente, tra le altre, anche a correnti come l'art nouveau - nelle derive di grafica, design e illustrazione -, al pop e al surrealismo, in una commistione originale e totalmente libera, è sicuramente un punto di riferimento obbligato nella storia dell'incontro tra arte e musica pop-rock. Quando l'ho scoperta, ne sono rimasta folgorata!  In queste copertine sono partita da disegni a mano colorati poi in digitale (photoshop), l'uso del quale si presta molto, per la possibilità di utilizzare colori brillanti, a veicolare immagini di un genere come il sixties-garage, che necessita, appunto, di una veste grafica particolarmente forte.

 

Se dovessi realizzare un artwork per un album cantautoriale, ad esempio, prediligerei figure dai contorni meno netti e dalle tinte sfumate, o comunque atte a suggerire una dimensione certamente più intimista, e probabilmente opterei per una colorazione manuale. Sono infatti molto legata anche al realismo americano anni '50, alla ritrattistica, alla favolistica di fine Ottocento e a varie forme di illustrazione contemporanea che implichino l'uso di tecniche non digitali (dalla china al pastello, dall' acquarello all'acrilico), che vorrei utilizzare per le prossime copertine (non strettamente legate ad album sixties-electric flashbacksgarage, in quanto abbiamo in mente una nuova etichetta con la quale esploreremo generi musicali diversi).  Al di là delle influenze e dei media, comunque, credo che quello che conti, in uno sposalizio ben riuscito tra arte e musica, sia un'adeguazione dell'idea e della sua forma al genere musicale, alle atmosfere e ai gusti delle band - che vogliono, giustamente, essere rappresentati a pieno - pur mantenendo, in modo elastico, suscettibile di trasformazione e sempre in fieri, i propri umori artistici personali.

 

Pasquale Wally Boffoli

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