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17 settembre 2017 ,

Fade Out

Giovani dissolvenze indie


fade                               I N T R O

 

Ci è piaciuto parecchio “Fade Out”, omonimo EP di debutto, (uscito nell’Aprile 2017), ma già messaggero di un'accentuata maturità espressiva, di questi giovanissimi promettenti musicisti indie/alternative italiani (bresciani).

Dopo averlo recensito abbiamo deciso di sapere un pò di più sulla band. Per la cronaca, i Fade Out sono Fabio Pietroboni (voce e chitarra), Andrea Manini (chitarra), Edoardo Serena (basso) e Davide Marella (batteria).   (Giancarlo Susanna)

 

 

 

         L'INTERVISTA

 

Giancarlo Susanna (Distorsioni) - Avete frequentato tutti e quattro la stessa scuola?

Andrea - A dire il vero no, Fabio (voce e chitarra) e Edoardo ( (basso) sono del duemila e si sono conosciuti nello stesso Liceo, anche se studiano in due indirizzi diversi. Io ho un anno in più di loro e frequento un’altra scuola di Brescia, ma conosco Fabio da sempre perché abita vicino a me. Dave invece è nato nel 1997 e studia batteria presso il MMI da Tullio De Piscopo, a Milano.

 

Qual è stata la molla che vi ha spinti a suonare insieme?

outDavide - Io e Edo suoniamo insieme da tanto tempo, ci siamo conosciuti quando eravamo praticamente dei bambini perché abitiamo nello stesso paese in provincia di Brescia e frequentavamo la stessa scuola di musica. Abbiamo avuto una cover band dei Led Zeppelin per tanti anni e nei live pian piano abbiamo conosciuto Fabio e Andrea, anche loro attivi da tempo con le loro cover band nella provincia. E’ stato il desiderio di provare a scrivere inediti che ci ha spinti, nell’Ottobre 2016, ad “unire le forze” nel progetto Fade Out, perché sentivamo il bisogno di rendere partecipe il pubblico di ciò che abbiamo dentro.

 

Pensate anche voi che suonare sia un'attività messa un pò in crisi dalla presenza dei dj?

Edoardo - Sinceramente credo che il problema degli ultimi anni sia ben più ampio. I dj c’erano anche quando i nostri genitori erano dei ragazzini come noi, eppure il rock era vivo e vegeto. Oggi, nei nostri coetanei, secondo me si è parecchio persa la cultura della musica sotto tante forme, basta pensare a quanto sia facile ormai scaricare un brano da internet: i nostri amici ci impiegano letteralmente due minuti, mentre per noi è ancora affascinante accumulare vinili polverosi e cd. Poi ho la sensazione che non esista più un “movimento rock” nel quale i giovani si possano riconoscere, come furono il punk o il grunge. Probabilmente questo non è un ottimo momento storico per chi fa musica come la nostra. Mi piacerebbe riscontrare più supporto dai nostri coetanei.

Andrea - Praticamente ai nostri compagni di scuola piace di più andare in discoteca per un ragazzo che li fa ballare con una chiavetta USB piuttosto che venire a sentire noi!

 

fade1Quali gruppi vi hanno influenzato?

Edoardo - Nella mia ancora breve vita credo che siano stati fondamentali per la mia formazione musicale artisti come Sonic Youth, Fugazi, Clash, Joy Division, Dinosaur Jr, Kyuss, Stone Roses, Rage Against The Machine, Queens Of The Stone Age,  Morphine, Funkadelic, la scena punk, il grunge, mescolati con influenze più classiche come  Led Zeppelin, Cream, Hendrix, Doors, Black Sabbath o  Rival Sons. Mi piace molto anche la scena italiana, i miei preferiti sono Verdena, Ministri, CSI/CCCP,  Afterhours, Marlene Kuntz. Nel panorama indie seguo artisti che ritengo molto interessanti come Edda, Zen Circus, Soviet Soviet, Francesco Motta, Il Management Del Dolore Post Operatorio, Il Teatro Degli Orrori e altri. Sono tutti influenti sul mio modo di suonare e sono alla continua ricerca di nuova musica.

Fabio - La mia più grande fonte di ispirazione sono i Radiohead, ma adoro anche Smiths, Cure, Jeff Buckley, Elliot Smith, James Blake, David Sylvian, Bjork e My Bloody Valentine, per citarne alcuni. Sono poi molto affezionato a Nirvana, Red Hot Chili Peppers, i miei “primi amori” musicali.

fade2Andrea - Durante il mio percorso musicale sono stato parecchio influenzato da classici “guitar heroes” come Angus Young, Stevie Ray Vaughan o Jimi Hendrix e ne sono tutt'ora innamorato. Nel mio modo di suonare la chitarra cerco di miscelare influenze rock'n'roll figlie dei miei primi ascolti ed elementi più alternative e noise. Band del momento tra le mie preferite direi  Vintage Trouble all'estero e Fast Animals and Slow Kids in Italia (entrambe viste più volte dal vivo). Voglio inoltre spezzare una lancia in favore dell'underground bresciano, che seguiamo con attenzione e che ci insegna sempre tanto. Ci sono tante band fighissime.

Davide - Mi sono innamorato del rock'n'roll grazie a mio zio, che da piccolissimo mi ha fatto ascoltare  AC/DC Dc e i grandi batteristi. Credo di rappresentare l'anima hard rock della band e mi piacciono un sacco Led Zeppelin, Rolling Stones, Blues Brothers e Velvet Revolver, anche se i miei preferiti sono sempre stati i Guns'n' Roses. Ascolto anche qualcosa di soul, funk e RnB.

 

Da dove viene la vostra passione per le armonie vocali?

Fabio - In gran parte dall'ascolto dei Radiohead e dalle combinazioni, talvolta anche dissonanti, che Thom Yorke crea con la voce. Ma questa passione nasce anche da artisti come Jeff Buckley per il suo forte contrasto tra grinta e delicatezza vocale ed Elliot Smith per i suoi versi dolci e quasi sussurrati. Sono artisti che come ho detto prima sono parecchio significativi per me.

 

cIXsdrPlQuale metodo avete seguito per comporre i brani di questo vostro bell'EP di debutto, e più in generale?

Fabio - Solitamente l'idea di base parte da me: quando mi sento particolarmente ispirato butto giù istintivamente musica e parole per una prima “bozza” di canzone. Poi in sala prove sviluppiamo l'idea di partenza e la rendiamo concreta per avere un pezzo finito, ma tutto sempre senza forzare; se notiamo che la canzone non sta in piedi da subito preferiamo accantonarla per tornarci in futuro e, nel frattempo, concentrarci su altro materiale.

 

Suonate qualche cover?

Davide - Al momento no, troviamo molto più appagante suonare pezzi inediti.

Andrea - Adesso abbiamo un’intera scaletta di brani nostri, ma nei primi ‘live’ eravamo costretti ad inserire qualcosa dei Radiohead e un po’ di classiconi grunge. Diciamo che stiamo cercando di prendere le distanze dallo show cover-inediti.

 

Prossima mossa?

Edoardo - Al momento stiamo scrivendo molto, Fabio ha tante idee e stiamo cercando di suonare insieme il più possibile per provare i pezzi nuovi. Entro fine anno dovremmo essere ancora in studio per registrare qualcosa e abbiamo in mente di realizzare un video in autunno. La cosa che più ci preme è di poter riprendere al più presto con i live dopo un’estate dove comunque abbiamo suonato tanto e far conoscere a più gente possibile il nostro EP e più generalmente la nostra musica. 

 

Giancarlo Susanna

Ascolta  Fade Out EP  

 

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