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4 aprile 2016 , , ,

Tom Sandford (Sierra Records)

Gene Clark: “The Lost Studio Sessions, 1964-1982″ – Italian/English version


geneclarkdisco                     I N T R O

 

Parlando di Gram Parsons e del country rock -la cui importanza è speculare, nella storia della popular music, a quella di Gene  Clark-  Elvis Costello utilizzò una definizione abbastanza originale: “Mostro di Frankenstein”. Secondo Costello, Parsons aveva contribuito a creare il Mostro quando aveva suonato nei Byrds e nei Flying Burrito Brothers, ma l'occhialuto Costello avrebbe potuto scrivere la stessa cosa di Gene Clark. Ad accomunare Parsons e Clark c'è ora un'importante uscita discografica: la Sierra Records, fondata e diretta da John Delgatto, pubblica un'antologia di brani considerati “perduti” di Gene Clark, “The Lost Studio Sessions, 1964-1982”. Ne abbiamo parlato con Tom Sandford, responsabile media della Sierra Records

 

 L'INTERVISTA

 

Giancarlo Susanna (Distorsioni) - Sembra che la qualità e il marketing possano procedere insieme molto bene, vero?

Tom Sandford, Sierra Records - Nel mio ruolo di manager dei social media presso la Sierra Records, la più importante delle mie responsabilità è individuare e informare il nostro pubblico in relazione alle nostre nuove uscite e al catalogo. Quello che rende il mio JD1lavoro così facile è il fatto che nel catalogo della Sierra ci sono così tanti e incredibili giganti del country e del folk rock, Gram Parsons e Clarence White per fare appena due nomi. Con la nuova uscita di Gene Clark della Sierra, “The Lost Studio Sessions, 1964-1982”, John Delgatto (foto a destra) ha superato se stesso raccogliendo molti gioielli mai ascoltati tratti dalla formidabile collezione di inediti di Gene. E' una collezione davvero sorprendente che ci dà un flash unico sulla  crescita di Clark come cantante e come autore di canzoni. Posso dire che sono estremamente orgoglioso di essere stato coinvolto in questo progetto.

 

Cosa è accaduto con la musica di Gene Clark? Come e quando ha scoperto queste bellissime canzoni?

Come tanti altri, ho scoperto la musica di Gene grazie al suo impegno con i Byrds. Quando ero ragazzo, leggevo l'etichetta degli LP per vedere chi fosse l'autore di questa o quella canzone e scoprivo che tutte le mie canzoni preferite dei Byrds erano state scritte da “G. Clark”. Anche se era difficile trovare la musica di Gene che non era dei Byrds nella città in cui sono cresciuto, accumulai lentamente una collezione che rese più solido il mio amore per il suo lavoro. Piansi il giorno della sua morte e da allora ho pianto la sua perdita ogni giorno. Ho promesso che avrei fatto del mio meglio perché altre persone conoscessero l'opera di quest'uomo. Nel 2008 ho dato il via a un blog chiamato “The Clarkophile”. Nel corso degli anni ho scritto diversi articoli su Gene, più note di copertina, recensioni e altro. Il  mio lavoro alla Sierra mi permette di portare direttamente ai fans il mio amore per la musica di Gene.

 

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nella foto: Tom Sandford  

 

Gene era un grande autore e un meraviglioso cantante. Qual’è stata la ragione principale del suo mancato successo?

Questa è una domanda cui è difficile rispondere, ma secondo la sua stessa ammissione, direi che Gene ha combattuto l'idea stessa dello stardom. In semplici termini, direi che la mancanza di un hit -qualcosa che potesse dargli un riconoscimento al di fuori dei Byrds- ha avuto il suo peso. 

 

Ci può dire qualcosa delle session  da cui sono tratte queste canzoni? Cominciamo con quelle del 1964: The Way I Am/I'd Feel Better/That Girl/A Worried Heart/If There's No Love

Queste tracce prodotte da Jim Dickson rivelano un sensibile autore di ballate che levigava la sua arte di autore. Sono già apparenti i suoi inattesi cambiamenti di accordi, il tenore leggero e la preoccupazione per il cuore che avrebbero caratterizzato il suo lavoro successivo e più conosciuto con i Byrds e da solo.

 

Masekela sessions: Back Street Mirror/Don't Let It Fall Through

geneclark4In procinto di essere licenziato dalla Columbia in seguito alla deludente performance del suo album d'esordio, “Gene Clark with The Gosdin Brothers”, Gene si trovò con il trombettista sudafricano Hugh Masekela per registrare diverse canzoni nella primavera del 1967. Back Street Mirror, pubblicata l'autunno successivo dall'attore David Hemmings (anch'essa prodotta da Dickson) nel suo LP “Happens” (usando la stessa base), richiama  il ricco stile barocco di Echoes, mentre la vivace Do't Let It Fall Through dimostra che Gene non si atteggiava quando cantava swing, r&b e rock.

 

Solo sessions: Back To The Earth Again/The Lighthouse/The Awakening Within/Sweet Adrienne/Walking Through This Lifetime/The Sparrow/Only Yesterday's Gone

Virtualmente un album dentro un album, queste sette tracce dell'era “White Light” costituiscono un convincente, coesivo testamento alla straordinaria crescita di Clark come autore, specialmente se confrontata con il materiale del 1964. Astenendosi temporaneamente dalle pressioni della vita a Los Angeles per dedicarsi alla pace pastorale del suo rifugio della California del nord, la musica di Gene rispecchiava una maturità non comune, grazia e libertà, con canzoni che abbracciavano, filosofia, ecologia e spiritualità.

 

Con i Flying Burrito Brothers: She Darked The Sun

Registrata nella primavera del 1970, prima che Gram Parsons fosse allontanato dai FBB (Gram è al piano). Gene dà nuova vita a  una canzone che era comparsa la prima volta nel primo album di Dillard and Clark (ripresa anche da Linda Ronstadt). Questa geneclark1interpretazione up-tempo mostra che Gene avrebbe potuto senza fatica ritrovarsi in un altro gruppo se soltanto lo avesse voluto. Non si può fare a meno di pensare che questa versione, accoppiata a Here Tonight, un'altra canzone con i FBB, sarebbe stata un 45 giri esplosivo.

 

Le sessions del 1972: Roll in My Sweet Baby's Arms/She Don't Care About Time/Don't This Road Look Rough and Rocky/Bars Have Made a Prisoner Out Of Me

Simile alla situazione con Back Street Mirror, due di queste tracce sono state pubblicate sull'album del 1974 di Terry Melcher: i vocals furono tolti e sostituiti con quelli di Melcher. Grazie al cielo, Chris Hinshaw ha avuto il buon senso e l'intuizione di registrarli con i vocal di Gene. Jim Dickson ha sempre sostenuto che “erano le cose migliori di Gene!”. Avrebbe dovuto essere sotto pressione per discutere.

 

Le Nyteflight sessions: One Hundred Years From Now/ (The) Letter/ Still Feeling Blue/No Memories Hangin' Round/I'll Feel A Whole Lot Better

Le Nyteflyte sessions del luglio 1982 furono uno sforzo del team di Tickner & Dickson per ridare energia al country rock a Nashville. Arrivarono ahimè troppo presto: il cosiddetto Nuovo Country non aveva ancora colpito i musicisti di Nashville. Ora possiamo apprezzare queste eccitanti e inedite registrazioni. Purtroppo questa sarebbe stata l'ultima occasione in cui gli ex Byrds Clark, Hillman e Clarke avrebbero registrato insieme.

 

geneclark2E' davvero triste che Gene sia scomparso in così giovane età.

Penso che Gene sia all'altezza di Bob Dylan come autore e a dire il vero, ascolto la sua musica molto più di quella di Dylan. Penso che la sua morte in così giovane età sia stata una terribile tragedia. Le sue ultime cose, comprese Your Fire Burning e Pledge To You, mostrano che era ancora capace di scrivere una musica straordinariamente commovente. Come messo in evidenza dal No Other tour (con i Beach House, Iain Matthews e componenti di band indie come The Walkmen, Grizzly Bear e altri) è bello dire che una nuova generazione stia tristemente realizzando cosa abbiamo perso il 24 maggio del 1991. Per molti di noi Gene Clark è stato una star e lo sarà sempre. 

 

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INTERVIEW WITH TOM SANDFORD (SIERRA RECORDS)  

 

P10_SACD_2201_1Talking about Gram Parsons and country rock – his importance is similar, in the popular music field, to the one of Gene Clark – Elvis Costello used an original definition: Frankenstein Monster. Costello said that Parsons gave his contribution to  country rock playing with The Byrds and Flying Burrito Brothers, but the singer with spectacles could write the same thing about Gene Clark. Now there's another link between Parsons and Clark: Sierra the label founded by John Delgatto, released an anthology of  Gene Clark “lost songs”. The quality is not an exception in this new “adventure” of John Delgatto, a tribute to the great Gene Clark. This is an interesting conversation with Tom Sandford of Sierra Records.

 

Giancarlo Susanna (Distorsioni)It seems that quality and marketing can go together very well. Is it true?

Tom Sandford, Sierra Records In my role as Sierra Records' social media manager, chief among my responsibilities is to locate and inform our audience, both in relation to our new releases and the back catalog. What makes my job so easy is the fact that Sierra's back catalog features so many incredible giants of country and folk rock -- Gram Parsons and Clarence White to name but two. With Sierra's new Gene Clark release, The Lost Studio Sessions, 1964-1982, Mr. Delgatto has outdone himself in gathering together so many unheard jewels from Gene's formidable collection of unreleased works. It is a truly stunning collection that provides a unique glimpse into Clark's growth as both a singer and songwriter. I can say that I am extremely proud to be involved with this project.

 

What happened with Gene Clark music? How and when you discovered these beautiful songs?

P10_SHF_2101_1Like many people, I first came to know Gene's music from his involvement with the Byrds. As a boy, I remember looking at the LP label to see who wrote what song, and discovering that all of my favourite Byrds songs were written by "G. Clark." Even though Gene's non-Byrds music was difficult to come by in the city in which I grew up, I slowly amassed a collection that solidified my love of his work. I mourned the day he died and have mourned his loss every day since. I vowed that I would do my best to let other people know about this man's great work.  In 2008 I started a blog called The Clarkophile. Over the years I have written several magazine pieces on Gene, plus liner notes, reviews and more. My job at Sierra enables me to take my love of Gene's music right to the fans.

 

Gene was a great songwriter and a beautiful singer. Which is the the main reason of his lack of success?

That's a difficult question to answer, but in terms of the man himself, I would say that Gene struggled with the idea of stardom.  In practical terms, I would say the lack of a solo hit single -- something to give him name recognition outside of the Byrds -- was a contributing factor. 

 

Could you tell us something about these sessions?

1964 sessions: The Way I Am/I'd Feel Better/That Girl/A Worried Heart/If There's No Love

These Jim Dickson-produced tracks reveal a sensitive acoustic balladeer honing his songwriting craft. Already apparent are the unexpected chord changes, soaring tenor and preoccupation with heartache that would characterize his later, more well-known work, both with The Byrds and as a solo artist.

 

Masekela sessions: Back Street Mirror/Don't Let It Fall Through

geneclark3On the verge of being dropped by Columbia following disappointing performance of his debut album, Gene Clark with The Gosdin Brothers, Gene hooked up with South African trumpeter Hugh Masekela to record several songs in the spring of 1967. Back Street Mirror, released later that fall by actor David Hemmings (produced by Dickson as well) on his Happens LP (using the same backing track), recalls the rich baroque stylings of 'Echoes'; while the spirited 'Don't Let It Fall Through' shows Gene was no slouch singing swinging, R&B-based rock.

 

 

The solo sessions: Back To The Earth Again/The Lighthouse/The Awakening Within/Sweet Adrienne/Walking Through This Lifetime/The Sparrow/Only Yesterday's Gone

Virtually an album within an album, these seven White Light-era tracks constitute a convincing, cohesive testament to Clark's extraordinary growth as a writer, especially when juxtaposed with the 1964 material. Temporarily eschewing the pressures of life in LA for the pastoral peace of his Northern California retreat, Gene's music reflected uncommon maturity, grace and scope, with songs that embraced philosophy, ecology and spirituality.

 

The FBB song: She Darked The Sun

Recorded in spring of 1970 before Gram Parsons' firing from the FBB (Gram is on piano) Gene revives a song that first appeared on the first Dillard and Clark album (also covered by Linda Ronstadt). This up-tempo interpretation shows how effortlessly Gene could have slipped into another band situation had he chosen to do so. One can't help but think that this version, paired with Gene's other Burritos-backed song, 'Here Tonight,' would have made a dynamite 45.

 

The 1972 Sessions: Roll in My Sweet Baby's Arms/She Don't Care About Time/Don't This Road Look Rough and Rocky/Bars Have Made a Prisoner Out Of Me

sierraSimilar to the situation with 'Back Street Mirror,' two of these tracks eventually saw release on Terry Melcher's self-titled album from 1974; Gene's vocals having been wiped and replaced by Melcher's. Thankfully, Chris Hinshaw had the good sense and vision to record these featuring Gene's original vocals. Jim Dickson always maintained that "these were the best Gene ever sounded!" One would be hard pressed to argue.

 

 

The Nyteflight sessions: One Hundred Years From Now/ (The) Letter/ Still Feeling Blue/No Memories Hangin' Round/I'll Feel A Whole Lot Better

The July 1982 "Nyteflyte" sessions were an effort by the team of Tickner & Dickson to reenergize country-rock in Nashville. Alas, they were too early; so-called "New Country" had not yet hit Nashville tune masters. Nyteflyte's music, featuring Gene as lead singer, may not have caught on with the 16th Avenue Music Row crowd, but we may now enjoy these exciting, previously unreleased recordings. Sadly, this would be the final occasion in which ex-Byrds Clark, Hillman and Clarke would record together.

 

I think that Gene was one of the best American singer-songwriter and it's really a shame that he died so young.

Of course I'm biased, but I think Gene is right up there with Bob Dylan as a songwriter. Truth be told, I listen to Gene's music much more than Dylan's. I think it is a terrible tragedy that he died so young. His later works, including "Your Fire Burning" and "Pledge To You," showed that he was still capable of writing extraordinarily moving music.  As evidenced by the unprecedented 2014 No Other tour (undertaken by Beach House, Iain Matthews and members of indie bands The Walkmen, Grizzly Bear and others), I think it's fair to say a new generation is coming to the sad realization of exactly what we lost on May  24, 1991. For many of us, Gene Clark has always been a star, and always will be.

 

Giancarlo Susanna

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