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9 gennaio 2013 , ,

Stagnant Pools

EMOZIONI SHOEGAZE (ITALIAN/ENGLISH VERSION)


stagnant pools distorsioni

 

Gli Stagnant Pools sono una giovanissima band dell’Indiana composta dai due fratelli Enas, il loro album d’esordio "Temporary Room” è uscito per la Polyvinyl Records e mostra un suono ipnotico, scuro che investe l’ascoltatore con un noise rock di derivazione Sonic Youth, ma declinato secondo i canoni dello shoegaze e la visione disperata e pessimista dei Joy Division.  Abbiamo avuto, grazie alla loro label, la possibilità di rivolgere loro alcune domande. (Ignazio Gulotta)

 

 

 

 

 

Ignazio Gulotta (Distorsioni): Intanto grazie per questa intervista, come prima cosa vorrei chiedervi il perché della scelta del duo?

Stagnant Pools: Non siam partiti con l’intenzione di restare un duo. Abbiamo cominciato scrivendo canzoni e di fatto siam rimasti gli unici due che conoscevamo e che avendo suonato qualche strumento avevano un’idea di come queste avrebbero dovuto suonare.

 

Immagino che uno dei vantaggi del lavorare fra fratelli sia quello dell’affiatamento, come nascono le vostre canzoni e che importanza attribuite al testo?

Solitamente le composizioni iniziano con una parte di chitarra o una progressione di accordi, la parte di batteria viene in seguito arrangiandone la struttura in base a come decidiamo debba suonare la canzone o quanto debba durare.

 

“Temporary Room” mostra una forza e un impatto emotivo, paragonabili a un’esibizione live, è stata una scelta vostra  o piuttosto è stata dettata dalla necessità?

Se ti riferisci al processo di registrazione, allora è stata più l’esigenza di terminare il disco entro un giorno per via del ristretto budget a disposizione. Ma abbiamo voluto fare il disco indipendentemente dalla questione se registrarlo in uno studio o autoprodurcelo. L’idea di farlo in studio credo sia stata la mossa giusta perché il risultato è stato soddisfacente.

 

Per la vostra musica si fa riferimento allo shoegaze, ma anche a band come i Joy Division, vi ritrovate in questa definizione?

Non possiamo negare che il nostro sound si rifà a quelle bands, ma in genere quando scriviamo non partiamo con l’intenzione di suonare come loro. Suoniamo un tipo di musica che crediamo sia piacevole e che ci dà gioia suonare.

 

Stagnant PoolsIl nome che vi siete scelto è anche un’indicazione di tipo stilistico?

Il nome è uscito all’inizio quando stavamo cominciando e sembrava ci stesse bene. Non abbiamo mai cercato di suonare musica che rappresentasse il nome della band. Ci è venuto così e ce lo siam tenuto.

 

Nella mia recensione ho scritto che la vostra musica è l’ideale colonna sonora delle nuove generazioni che non guardano più al futuro con la speranza di migliorare la loro vita, vi riconoscete in questa lettura?

Ognuno può provare cose diverse ascoltando il nostro disco, non c’è una maniera giusta o sbagliata. E’ bello provare emozioni nell’ascoltare una musica, ma ancora meglio se è la musica dentro di te ad evocare una certa emozione.

 

Avete seguito studi universitari di letteratura e filosofia, quanto influenzano le vostre canzoni? C’è qualche scrittore o filosofo al quale vi sentite vicini?

Abbiamo entrambi frequentato l’accademia, ma non saprei dirti se i nostri studi possono aver influenzato direttamente la nostra musica. Ci sono scrittori che amiamo entrambi ma è difficile dire se e come ci abbiano influenzato.

 

Qual è stata la vostra formazione musicale prima di dar vita a Stagnant Pools?

Ai tempi del liceo, suonavamo tutti e due in una band indie. Doug alla batteria mentre io al basso, e così abbiamo fatto un po’ di esperienza prima di formare gli Stagnant Pools. Ad ogni modo io non ho iniziato a studiare chitarra finchè non sono entrato in college.

 

Siete giovanissimi, fate parte della generazione digitale, qual è il vostro rapporto, sia come musicisti che come ascoltatori, con i supporti musicali fisici e digitali?

Ci piace la musica nel formato fisico, compriamo ed ascoltiamo vinili. Siamo stati veramente fortunati e ci ha emozionato poter stampare in vinile la copia del nostro album. Ugualmente ascoltiamo anche iPod, specie quando non essendo a casa non abbiamo possibilità di ascoltare i vinili. Non siamo dei “puristi” in quel senso, semplicemente ci piace ascoltare i vinili. La musica digitale è comoda perché la puoi portare con te, ma scaricare musica abusivamente crea problemi per molte bands non avendo un ritorno economico, e sembra non ci sia un modo per poterlo evitare; è un’arma a doppio taglio.

 

Come pensate che evolverà in futuro la musica di Stagnant Pools?

Speriamo migliorandoci come band e scrivendo canzoni migliori. Sarebbe bello poter continuare misurandoci sia sulla nostra capacità di scrivere, sia crescendo come musicisti che come individui.

 

Grazie e speriamo di vedervi presto in Italia

Grazie davvero, e speriamo ci capiti l’opportunità di venire in Italia.

 

(Un ringraziamento ad Antonio Cecchi per la collaborazione)

 

 INTERVIEW WITH STAGNANT POOLS 

 

Stagnant PoolsStagnant Pools is a young band from Indiana formed by the two Enas brothers, their debut album “Temporary Room" was released by Polyvinyl Records and shows an hypnotic, dark sound, knocking down the listener with a noise rock of Sonic Youth derivation, but declined according to the canons of shoegaze and the hopeless, pessimistic vision of Joy Division. We just had, thanks to their label, the opportunity to ask them a few questions. (Ignazio Gulotta)

 

 

 

 

Ignazio Gulotta (Distorsioni): First of all, thank you for this interview, the first thing I'd like to ask is “why this choice of a duo?”

Stagnant Pools: We never affirmatively decided to be a duo.  We started writing songs and the two of us were the only ones at the time that we knew who played an instrument and was into what the music sounded like.

 

I assume one of the points of working together with your brother is like being in a team; so how do your songs come out and how important how their lyrics?

Usually songs will start with a guitar part or a chord progression and then the drums come in along with adjustments to the song structure, based on how we feel the song should be in length and/or sound.  The lyrics are very important to the songs and are also the hardest part of the songwriting because they have to feel right and fit with the music in each song.

 

"Temporary Room" shows strength and deep emotional impact, and it could be compared to a live performance; was it your choice or was it dictated by need, instead?

If the question is asking about the recording process, then it was by need that we had to record it in one day because of financial restrictions.  But we wanted to make the record regardless of whether it was in a studio or self-produced.  The idea of recording in the studio just seemed to be the right move because we felt the songs we good enough.

 

For your music reference is commonly made to shoegaze, and to Joy Division-like bands as well, do you recognize yourselves in such a description?

We can't deny that our sound is resonant of those bands but we do not approach songwriting with the conscious notion of sounding like them in mind.  We play the kind of music that we think sounds good and that we enjoy making.

 

For your music reference is commonly made to shoegaze, and to Joy Division-like bands as well, do you recognize yourselves in such a description?

We can't deny that our sound is resonant of those bands but we do not approach songwriting with the conscious notion of sounding like them in mind.  We play the kind of music that we think sounds good and that we enjoy making.

 

Stagnant PoolsIs the name you chose an indication of your musical style as well?

The name of the band came when we were starting out and it just seemed to fit.  We didn't try to write music that fit the band name, we just picked it and went with it.

 

In my review I wrote that your music is the perfect soundtrack to new generations facing the future with no hope to improve their lives, (do you recognize yourselves in this reading?) how do you feel about this sensation of mine?

Everyone may feel different things when they listen to our record, there is no right or wrong way to feel about it.  It's great to feel emotions though when listening to a music, or rather to have the music invoke within you a certain emotion.

 

You followed university studies in literature and philosophy, did they affect your songs? Is there any writer or philosopher to whom you feel very close to?

We both enjoyed academia, we can't say for sure though if our studies directly influenced our songs.  We both have writers that we like but its hard to say if we are "close" to any of them.

 

Tell us about your musical background before Stagnant Pools was formed.

We both played in a 5-piece indie band in high school, Doug played drums and I played bass guitar, so we had some experience playing together before Stagnant Pools.  I didn't start learning guitar however, until I got into college. 

 

You are very young and therefore part of the digital generation, what is your relationship, both as musicians and as listeners, with physical and digital music media?

We like physical copies of music and we both buy and listen to LPs.  We were very fortunate and excited to have our record pressed onto vinyl.  We both have iPod's as well, to take with us on the road or when we are not at home and able to listen to vinyl; we aren't purists or anything in that sense, like we only listen to vinyl.  Digital music is fine because you can take it with you but downloading music creates a huge financial crush to most bands and there does not seem like a way of stopping people from downloading your music.  That makes it like a double-edged sword.

 

Stagnant PoolsHow do you think music of Stagnant Pools will evolve in the future?

Hopefully we will continue to get better as a band and write better songs; it would be nice if we could continue to challenge ourselves with the songwriting process and grow as musicians and as individuals.

 

Thanks and let’s hope to see you soon in Italy.

Thank you very much, we hope to have the opportunity to come to Italy!

Ignazio Gulotta

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