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4 agosto 2014

MOSTRE – “Silvia”

18 Luglio - 14 Agosto 2014, GAMA - Torre Civica di Albenga (SV)


silviaSilvia Celeste Calcagno, un’artista in divenire 

 

Silvia Celeste Calcagno, nata a Genova l’11 luglio 1974 e cresciuta ad Albisola, capitale italiana della ceramica, è una delle più interessanti artiste italiane dell’ultima generazione. Ceramista, performer, videoartista, il suo lavoro non si può incasellare in una semplice definizione. Premiata alla Biennale di Venezia. Sta riscuotendo molto successo con una serie di mostre personali in tutta Italia e a Londra, dove alcune sue opere sono state presentate alla Galleria Saatchi. Scrivevamo di lei, a proposito di una sua precedente mostra, “Nerosensibile” tenutasi presso lo Studio Lucio Fontana, Albissola, a cura di Luca Beatrice nell’estate 2012: una serie di immagini in piccolo formato, in bianco e nero, che raffigurano una donna colta in un gesto quotidiano, riprodotto con minime variazioni.

 

celesteSilvia si inserisce in una forte tradizione di personalità femminili tormentate, i nomi di Francesca Woodman, Marina Abramovic e Gina Pane risuonano tra gli spettatori e i critici presenti. Ma non c'è nelle sue opere la violenza che appare in quelle delle sue precorritrici. “Ilaria” giace composta, le mani incrociate: è una vittima sacrificale? “Un “Ofelia preraffaellita”, scrive Michele Mari. In “Giovedì” l'attesa è il tema: una donna siede di fronte a una sedia vuota, come in una scena da teatro dell'assurdo. Le opere di Silvia Celeste Calcagno fanno pensare all'incipit di una storia, tocca al visitatore immaginare cosa succederà. La tecnica usata è la fotografia trasferita su grès a 1250 gradi. Le immagini sono in bianco e nero sfumato, che dà al tutto un carattere onirico. Certamente non è una personale di fruizione semplice, la spettatore abituato a marine e vasi di fiori dovrà mettere un'attenzione maggiore rispetto a mostre che si possono occhieggiare frettolosamente. 

 

mood_mot_meFino al 14 agosto l’artista ligure è protagonista di una mostra presso la GAMA,  nella Torre Civica di Albenga (SV), intitolata semplicemente “Silvia”. In questa mostra, che sintetizza il lavoro di alcuni anni, Silvia mette letteralmente a nudo l’anima e il corpo di una, o molte donne, come in un cammino psicoanalitico. Percorrendo le sale si svolge un racconto catartico, sapienziale, dove una donna cresce attraverso le sue esperienze. Molti i volti del mondo femminile che l’artista percorre. L’attesa, sospesa nel tempo, della già citata “Ilaria”, lavoro che, si diceva, cita l’Ofelia amata dai Preraffaelliti, ma che a differenza di quella non è una donna morta ma viva. Le giovani donne Iris, Rose, Carla, Celeste, che espongono le bellezza del corpo e del volto senza intenti seduttivi, ma con estrema naturalezza; oppure, letteralmente, sanguinano davanti all’obiettivo, a mostrare il lato più oscuro del corpo femminile, con cui una donna convive normalmente, mentre un uomo ne è estraneo. Non stupisce, parlando con Silvia, che tra i registi preferiti citi Cronenberg e Lynch, autori definiti “della nuova carne”.

 

Nei video si nota la consonanza col minimalismo di Fluxus, specie di Nam June Paik, o con l’estremismo quotidiano di Boltanski, autore da lei amato. Viene spontaneo anche il Silvia_Calcagno_DWNparagone con Bill Viola, ma l’autrice ci spiega, che pur apprezzandone la tecnica prodigiosa, l’americano non la coinvolge particolarmente sul piano emotivo. “Celeste, so happy” è il racconto terapeutico della fine di una relazione, mentre “Iris” è una fata bambina che legge una poesia di Michele Mari sui fiori. Scrive la curatrice della mostra, il critico d’arte Francesca Bogliolo: “L’incalzare artistico di Silvia Celeste Calcagno ben rispecchia la condizione naturale di un essere, reale o mitologico, che si appresti a mutare in altra forma, in un incessante processo di rinascita che ci parla di evoluzione ed eternità. La ricerca stilistica di Silvia Celeste è, al pari della sua arte, metodica e rigorosa, innovativa senza contrasti con la tradizione, in costante ma impercettibile mutamento, raffinata”. Le musiche che accompagnano i lavori di Silvia sono di Fausto Balbo, storico prime mover della scena musicale savonese, dal punk all’elettronica. Prossima esibizione di Silvia Celeste Calcagno “Se io fossi lucida”, dal 5 al 7 settembre allo spazio Calycanthus di Faenza, ma l’artista è già al lavoro su nuovi progetti. 

Alfredo Sgarlato

Video

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