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8 giugno 2015

MOSTRE – “Da Kirchner a Nolde: Espressionismo tedesco 1905-1913″

5 Marzo - 12 Luglio 2015, Genova, Palazzo Ducale


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"L’arte va oltre ogni religione o razza"  

(Ernst Ludwig Kirchner)

 

 

 

Parallelismi di estetiche punk

 

“Scardinare le regole del già esistente”. Tra le molte affermazioni programmatiche degli espressionisti tedeschi presenti nell’interessante mostra genovese (curata da Magdalena Moeller, direttrice del Brücke Museum di Berlino da cui provengono le opere esposte, e dallo storico dell’arte Stefano Zuffi) per chi si occupa di musica rock questa è la più calzante per questo gruppo punk che invece delle chitarre ha utilizzato tele, colori e pennelli. I paragoni non si fermano qui: tutto succede a Dresda nel foto di pupi 21905, uno studente di architettura, Ernst Ludwig Kirchner, proprio come un antico Johnny Rotten decide di formare un gruppo che stravolga le regole dell’arte tedesca fino a quel momento conosciuta. Raccoglie intorno a sé altri tre ragazzi che come lui hanno poco più di vent’anni e si chiamano Fritz Bleyl, Karl Schmidt-Rotluff e Henrich Heckel. Il quartetto punk è formato e si chiamerà "Die Brucke", (il ponte), poiché è un ponte tra l’antico e la modernità quello che intendono costruire. Infatti studiano architettura; certo, amano dipingere ma proprio come un gruppo punk non hanno alcuna conoscenza o frequentazione accademica dell’arte e, ciò nonostante, sovvertiranno tutte le regole fino allora conosciute creando una delle espressioni artistiche più rivoluzionarie del ‘900. 

 

Ernst Ludwig Kirchner

 

Kirchner 1Sono centocinquanta le opere in mostra a Genova tra dipinti, acquarelli, tempere, litografie, disegni, xilografie e acqueforti, di questo gruppo capitanato da Kirchner che stila anche il manifesto programmatico del gruppo in cui risaltano le parole: unità, essenzialità, gioventù e soprattutto libertà. Il manifesto viene sequestrato e censurato dalle autorità dell’epoca e per un gruppo punk che si nutre di colori e vuole sovvertire l’ordine delle cose è senz’altro un buon Kirchner 2inizio. E ancora come un gruppo punk la rivoluzione non è tanto nella forma ma nella sostanza; se il punk utilizzava i famosi e unici tre accordi Kirchner e soci giocano addirittura al ribasso: sono solo due i soggetti che si limitano a dipingere: paesaggi e figure umane, cioè quanto di più semplice e banale ci possa essere nell’arte figurativa. Quello che darà lo scossone ribaltando i luoghi comuni artistici dell’epoca sono la sostanza e il modo. Quando mai si erano visti corpi nudi di colore verde, giallo, rosa o viola? E quei volti inespressivi, deformati in modo quasi caricaturale senza grazia, spigolosi e innaturali? E’ una nuova arte che uccide l’estetica e distrugge ogni eleganza per entrare nel mondo dell’inconscio, è il brutto che diventa arte, è un’energia vitale sotto forma di colore che aggredisce, violenta e stupisce con quell’uso cromatico accecante e di un dinamismo mai visto prima.

 

Max Pechstein - Emil Nolde

 

E' l’alterazione delle forme, del colore e dello spazio, è la rappresentazione di un’immagine pittorica volutamente sgradevole che va contro ogni ideologia e ipocrisia borghese, è la creazione di una delle stagioni più suggestive dell’arte del 20° secolo. Passano pochi anni Noldee come a volte accade a una rock band altri due membri si aggiungono al quartetto: Max Pechstein e Emil Nolde, quest’ultimo autodidatta e scarsamente scolarizzato scardinerà ulteriormente le regole dell’arte con le sue influenze africane e asiatiche riprodotte in un primitivismo pittorico che scandalizzerà i benpensanti abituati alle dolci morbidezze delle figurazioni latine o greche. Pechstein e Nolde saranno l’ultimo baluardo di quell’espressione artistica durata meno di dieci anni ma che bastarono a sovvertire l’estetica dell’arte europea. Ma siamo quasi alla fine di quella gloriosa stagione pittorica. Kirchner sempre più leader diventa un accentratore, scrive manifesti e comunicati, rilascia dichiarazioni nei quali gli altri membri non si riconoscono più e il ponte crolla.

 

noldeIl gruppo punk si scioglie, Die Brucke non esiste più. E’ il 1913, la grande guerra è alle porte, i ragazzi del gruppo vengono richiamati alle armi dalla quale torneranno demoliti nel corpo e nella psiche. Per primo lo stesso Kirchner che dopo anni trascorsi tra un ospedale psichiatrico e l’altro morirà suicida nel 1938. L’espressionismo tedesco di Die Brucke che come un gruppo punk aveva sempre ripudiato la politica a favore di un certo nichilismo con l’avvento del nazismo si ritroverà ad essere considerato arte degenerata e a vivere una connotazione politica che mai aveva sognato di foto di Pupiattribuirsi. Centinaia di opere verranno rimosse dai musei e distrutte inesorabilmente, fatto che pare abbia scioccato fortemente Kirchner contribuendo sensibilmente alla decisione di togliersi la vita. La mostra di Genova è organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura in collaborazione con il Die Brucke Museum di Berlino e prodotta da Mondomostre Skira.

 

Maurizio Pupi Bracali

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