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16 ottobre 2014 ,

MOSTRE: “The Night of Wonders” – 25 anni fa i Pink Floyd a Venezia

12 luglio – 26 ottobre 2014, Venezia, Spazio Porto - Ex Chiesa di Santa Marta


pink floydVenezia, 14 luglio 1989

Un avvenimento straordinario, indimenticabile. I Pink Floyd si esibiscono in occasione della Festa del Redentore, su una chiatta posizionata nel bacino di San Marco e davanti a una folla di 300 mila persone o forse più. Un po' come successe a Woodstock, gli organizzatori ne avevano previste molte meno, 60 mila, e avevano cercato di non dare troppo risalto all'evento, temendo che la fragile città lagunare non reggesse l'impatto di tanta gente. A tale scopo era stato sacrificato anche il bel poster creato per la Festa e mai circolato proprio per timore di fare troppa pubblicità al concerto. Come se ciò potesse bastare a fermare le migliaia di fans dei Pink Floyd di ogni età, accorsi da ogni parte del mondo, anche in un'era in cui il passaparola di Facebook era ben lontano non solo dalla realtà ma anche
dall'immaginazione.

 

E un po' come a Woodstock ci siamo sentiti anche noi, allora ragazzini, a bivaccare per le calli di Venezia, tra gente festosa e colorata, per poi trovare 'alloggio' improvvisato per la notte sotto la scalinata della stazione ferroviaria di Santa Lucia. Una giornata surreale, come surreale e magica è stata l'esperienza di quel concerto. A questo punto dovremmo dire qualcosa come 'e ora bando ai ricordi' ma in realtà non ci è possibile perché la mostra di cui vogliamo parlare quei momenti ce li fa prepotentemente tornare alla mente, come fosse ieri, come se non fossero passati invece ben 25 anni. E' proprio per celebrare questa ricorrenza che l'associazione veneziana Floydseum, la cui missione è quella di “promuovere e valorizzare la musica, l'arte e il lavoro dei Pink Floyd”, ha organizzato la mostra “The Night of Wonders” presso la ex chiesa di Santa Marta, a Venezia, fino al 26 ottobre. 

 

Il grosso della mostra è costituito dalle 150 magnifiche fotografie scattate in quell'occasione da alcuni grandi fotografi come Guido Harari, Gille Furmanovsky, Venezia Vision e da fan presenti al concerto, ma ci sono anche memorabilia di varo genere, come le locandine del tour (inclusa quella per il Redentore mai resa pubblica), oggetti usati nei concerti e opere d'arte ispirate alla band. pink floydDavveropink floyd molto interessante poi è l'esposizione della rassegna stampa che ha preceduto, accompagnato e seguito l'evento veneziano, che rivela parecchi retroscena soprattutto per quanto riguarda i preparativi e l'organizzazione del concerto. Fino all'ultimo il concerto era, difatti, in forse per il veto della Soprintendente per i beni architettonici, per i timori dell'Amministrazione comunale e per gli svariati tira e molla tra tutti gli operatori coinvolti. Dopo innumerevoli sopralluoghi, indagini svolte per verificare tutto ciò che si poteva verificare dal punto di vista della salvaguardia ambientale e architettonica, il via libera è arrivato con l'accordo che i volumi degli amplificatori sarebbero stati tenuti al minimo, e soprattutto che la band avrebbe sostenuto tutte le spese di organizzazione dell'evento, che sono poi state pari a circa due milioni di dollari.

 

pink floydI Pink Floyd, che erano comunque anche produttori televisivi e teatrali, o meglio la macchina organizzativa Pink Floyd, si è quindi  accollata le spese e tutti i lavori in toto, a cominciare da quelle per il trasporto e montaggio della piattaforma del peso di dieci mila tonnellate che ha fatto da palco per il primo concerto galleggiante della musica pop, fino ai maxi-pink floydschermi sparsi per la città e all'acquisto delle transenne per contenere la gente in piazza San Marco che il Comune non ha voluto pagare. Nonostante tutti i timori, il concerto è stato pacifico e indolore per la città, una vera festa per i partecipanti, ripreso dalle televisioni di mezzo mondo e, trasmesso in diretta anche dalla nostra prima rete nazionale, ha quindi raggiunto milioni di spettatori. L'unica nota negativa è arrivata nei giorni successivi con le polemiche nate dalle immagini di Piazza pink floydSan Marco cosparsa di rifiuti. Ancora oggi a Venezia si vedono appesi in alcuni locali, bar, negozi, dei manifesti con quella foto di Piazza San Marco e la scritta “mai più così”. Chi c'era non potrà non ricordare come siano andate in realtà le cose, come cioè in quella serata mancassero completamente bagni, cestini per la spazzatura, punti di ristoro e, inoltre, da una certa ora, se si usciva da Piazza San Marco per provare a cercarli altrove, si rimaneva bloccati fuori dalla piazza dagli schieramenti di forze dell'ordine di vario genere che impedivano di rientrare quando la piazza ha cominciato a riempirsi. Per chi non c'era, potranno essere utili le parole di Sir Oliver Skardy, cantante, veneziano, dei Pitura Freska, e autore della canzone che è diventata un po' il simbolo di quel concerto, Pin Floi.

 

pink floydQuesto  il suo commento, esposto nella mostra: “Ho scritto una canzone sui Pink Floyd che mi ha cambiato la vita, fondamentalmente. Quello che tengo a dire è che il disastro provocato dal concerto dei Pink Floyd a Venezia qualche anno fa non è stato un disastro materiale: sono state invitate gratuitamente molte autorità, in laguna si sono riversate mezzo milione di persone che si sono trovate senza servizi igienici, senza acqua e senza spazi appositi per la spazzatura. Tutto poteva essere risolto, semplicemente, con una squadra di spazzini che al mattino buttasse via l'immondizia (…). Sono rimasti in terra i rifiuti, ma è naturale… Quando hai mezzo milione di persone che girano per una città cosa vuoi pretendere? (...)”. E aggiunge come non si sia vista una squadra di spazzini attrezzata il giorno dopo come era successo in altre occasioni; “evidentemente per i Pink pink floydFloyd a Venezia si aveva voglia di risparmiare dei soldi e di conseguenza la città è rimasta sommersa dai rifiuti per un giorno. Ma solo per un giorno, non per una settimana”. Vale la pena ripeterlo e riprendere le sua parole visto che pare che questo sia un aspetto ancora oggi sottovalutatoIMG_6146 nei grandi concerti nelle città, e si assiste alle stesse identiche polemiche 25 anni dopo, come accaduto dopo il recente concerto dei Rolling Stones a Roma. Naturalmente però non è questo l’unico aspetto sul quale soffermarsi nel percorso della mostra, ci sono molte altre informazioni e curiosità che ne emergono. Il percorso è ovviamente accompagnato dalle note dei Pink Floyd nel concerto veneziano. In occasione della mostra è stata stampata una cartolina ed è stato creato uno speciale annullo filatelico.

Rossana Morriello

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