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9 giugno 2018 ,

Sankt Otten

ZWISCHEN DEMUT UND DISCO

2018 - Denovali Records
[Uscita: 25/05/2018]

Germania    

 

ottencoverCompletata tra il 2011 ed il 2013 la trilogia dedicata all’esplorazione del suono ("Gottes Synthesizer", "Sequencer Liebe" e "Messias Maschine"), a tre anni di distanza da "Engtanz Depression" (2015), i tedeschi Sankt Otten ritornano sulle scene con un nuovo lavoro targato Denovali. Nati nel 1999 da un progetto di Stephan Otten, i Sankt Otten hanno saputo rileggere la Kosmische Musik mescolando la passione per i sintetizzatori degli anni ’70 con la tecnica del minimalismo contemporaneo. C’è il desiderio di confrontarsi con la miglior musica prodotta in Germania tra gli anni ’60 e gli anni ’80, dall’elettronica pionieristica dei Kraftwerk e dei Cluster al krautrock dei Tangerine Dream e dei Can, alla kosmische musik dei Popol Vuh e dei Ash Ra Tempel. Le sonorità sono sempre caratterizzate da una malinconia che intreccia elegantemente passione e decadimento. Non è un caso se l’artwork degli ultimi album è contraddistinto da un contrasto stendhaliano tra il rosso ed il nero, in cui spiccano, tra tutte, le splendide immagini dei quadri del pittore spagnolo Salustiano.

 

Zwischen Demut und Disco” recupera ed affina l’immagine di un passato cosmico, sin dall’avvio di Das endgültige Scheitern der Melancholie (L'ultimo fallimento della malinconia). Il gusto per una elettronica revivalista anni ’80 è presente in Einmal große Ernüchterung bitte, che riprende sonorità carpenteriane, in un clima che richiama otten 883349_10151373498853429_863142491_oespressamente un retro-futurismo distopico. Il minimalismo ambient di "Zwischen Demut und Disco" (Tra umiltà e la Disco) segue percorsi già tracciati dai Board of Canada ma con una personalità e con tratti distintivi ormai riconoscibili. Die Ballade vom salonfähigen Zynismus (La ballata del cinismo socialmente accettabile) è uno splendido affresco contrassegnato da una malinconia particolarmente luminosa. «La musica triste può renderti felice», sostengono spesso Stephan Otten e Oliver Klemm. Una registrazione inedita di Jaki Liebezeit (indimenticato batterista dei Can) costituisce la spina dorsale della dilatata Wir sind die Guten, mentre atmosfere cosmiche particolarmente buie e gelide caratterizzano i passaggi di Ein bisschen Mitschuld bringt dich nicht gleich um. Senza dubbio Zwischen Demut und Disco è uno degli album dell’anno. 

 

Voto: 8/10
Felice Marotta

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