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11 novembre 2012 , ,

Bardo Pond

YNTRA

2012 - Latitudes Records
[Uscita: 23 /10/2012]

BARDO POND – YNTRA  (23 Ottobre 2012), Latitudes Records # Consigliatissimo da DISTORSIONI

 

Strano, nemmeno il tempo di finire di parlare di una neo-band esoterica, e ne subentra a  ruota un'altra, che ha mosso i suoi passi sempre intorno al '95 con l'allucinato esordio "Bufo Alvarius": Sto parlando dei Bardo Pond, creatura ultrapsichedelica americana plasmata dalle mani dei fratelli Michael e John Gibbons. Un nome che la dice già lunga sugli orientamenti musicali e non del gruppo: il Libro Tibetano dei Morti, chiamato "Bardo Thodol", che permette all'anima morente di raggiungere la piena liberazione dall'essere verso la rinascita buddista. Spesso e volentieri, i testi e i relativi titoli  della band sono palesemente ricavati dai nomi scientifici di sostanze stupefacenti e droghe psichedeliche. In mezzo a una prolifica discografia di ben 43 dischi, inclusi i sette volumi e i venti prodotti tra singoli, ep e compilations, i Bardo Pond vantano un rispetto e un'ammirazione incredibile, comparati come sono stati, a formazioni topiche dello space-rock, noise e shoegaze, vale a dire Sonic Youth, My Bloody Valentine e Spacemen 3, fondendo nel contempo le esperienze più alte del krautrock tedesco più significativo (Popol Vuh, Ash Ra Tempel, Amon Duul II, Guru Guru) e quelle dei Mogwai, post-rockers d'alto bordo.

 

 

La loro ultima fatica, “Yntra, è realizzata per la Latitudes Southern Records invece che per la fidata Fire Records londinese, pur avendo militato per tante case indipendenti importanti, quali la Matador e la Three Lobed. Devoti al movimento inglese space-rock di Philly, che li ha visti insieme ai compagni Aspera e Asteroid n°4, anche qui i Bardo Pond rimangono fedeli alla loro linea originaria, non meno però matura degli albori. Infatti, l'album si presenta come una pièce compositiva di 3 brani, The Crawl, Side To Side e A Crossing; quel che più sorprende, a parte la lunghezza (7 minuti e passa per i primi 2, e addirittura 20 e mezzo per l'ultimo), è la verticalità con cui essi si susseguono nell'ascolto, dando la netta impressione di poter raggiungere gli abissi emotivi, coincidenti con le altezze dello spirito. Scariche di delay e feedback si susseguono con cadenzata frequenza delle batterie, sotto le fatate impalcature corali dell'eterea vocalist Isobel Sollenberger, nell'apertura delimitata da The Cawl, uno strumentale introduttivo che è solo l'inizio della fine, ci fa fluttuare.

 

BARDO POND – YNTRA  (23 Ottobre 2012), Latitudes Records Passando immediatamente a Side To Side, l'acid-rock più cupo si mescola finissimamente con un hard-rock che dovrebbe rivolgere un sentito ringraziamento a Loop e Hawkwind; anche qui ci si sente come volteggiare, sospesi su ali di riff a tratti celestiali e maestosi che conducono ad una sorta di regno ultraterreno, un viaggio che non può interrompersi. Suite continuativa è la successiva ed ultima A Crossing: come suggerisce il titolo, forse, un incrocio tra le due "tappe" precedenti del percorso animistico cui siamo stati introdotti;  gli ululati mistici del flauto della stessa Sollenberger e dei synth di Igler ricamano un'intricato tessuto sonoro che muove il nostro sentire interiore, conducendolo per mano verso la scoperta di un'assoluta verità magica. Il potentissimo sestetto è ormai un tutt'uno con la musica, che sembra fluire automatica dagli strumenti come ne fosse il prolungamento necessario. Apprezzatissimo, dunque, ritorno coi fiocchi per una super band  entrata meritatamente nei ranghi della prestigiosa ATP Recordings. Se volete regalarvi immense eternità alchemiche, adesso sapete a chi rivolgervi.

Valeria Mollica

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