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15 dicembre 2016 , ,

Kristin Hersh

WYATT AT THE COYOTE PALACE

2016 - Omnibus Press
[Uscita: 11/11/2016]

Stati Uniti  #consigliatodadistorsioni

 

Avevamo lasciato Kristin Hersh solo qualche mese alle prese con l'ultima fatica discografica del suo power trio 50 Footwave (l'EP “Bath white”) e già la ritroviamo sulla scena con un nuovo album di canzoni inedite. Wyatt at the Coyote Palace è il titolo del capitolo numero nove della produzione solistica della cinquantenne musicista di Atlanta che, come da recente consuetudine, viene distribuito sul mercato con la collaudata combinazione cd (in questo caso doppio) più libro, interessante packaging sperimentato in occasione di “Crooked” del 2010 e di “Purgatory/Paradise” realizzato con la band d'origine, i Throwing Muses, esattamente tre anni or sono. Registrato a Portsmouth da Steve Rizzo“Wyatt at the Coyote Palace” è un progetto composto da ventiquattro tracce nelle quali la cantautrice statunitense si diletta a suonare ogni sorta di strumento musicale, dal basso al pianoforte, dalla batteria alla chitarra, registrando perlopiù il cantato in presa diretta. 

 

HershL'opera racconta uno spaccato di vita intenso, struggente ed allo stesso tempo magico, traendo spunto dalle esperienze di vita di Wyatt, figlio di Kristin, sofferente di autismo. La scoperta di un gruppo di coyote all'interno di un vecchio palazzo abbandonato affascinano e incuriosiscono il ragazzo a tal punto da farlo avventurare in un'ardita visita; un suggestivo racconto preso a pretesto per recuperare i ricordi di un decennio ed entrare in contatto con le sensazioni e la lancinante psicologia di Wyatt. Il book progettato da David Narcizo, amico di vecchia data e colonna portante del disegno artistico Throwing Muses, raccoglie istantanee e liriche introspettive rivelandosi ottimo supporto nella comprensione dello svolgimento dell'album. Spaccati indie in un contesto in cui è la sei corde acustica di Kristin a farla da padrona: un'altalena di melodie tratteggia evoluzione e movimenti di un'esistenza sospesa tra aperture luminose e ricadute più oscure. Nella scaletta emergono trame folk ed avvolgenti cantilene; tra i brani da segnalare indubbiamente il singolo apri-pista Soma Gone Slapstick, Hemingway's Tell, Elisyan Fields e Shaky Blue CanConvince nella forma e nel contenuto Wyatt at the Coyote Palace; Kristin Hersh si conferma ambiziosa musicista a tutto tondo; un'abile e profonda cantastorie che riesce a far tesoro del proprio invidiabile retroterra sperimentale dispensando buona musica e significativi spunti di riflessione. Non resterete delusi dall'esplorazione del suo Coyote Palace.

 

Voto: 7/10
Alessandro Freschi

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