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3 luglio 2017 ,

Dying Fetus

WRONG ONE TO FUCK WITH

2017 - Relapse Records
[Uscita: 23/06/2017]

Stati Uniti

 

I Dying Fetus appartengono a quel genere di musicisti innamorati dell’idea compositiva che presiede il loro lavoro proponendone uno sviluppo rigoroso e appassionato. Non fa eccezione questo “Wrong One To Fuck With” che ostenta fieramente la formula meticcia che ha reso celebre il trio statunitense. Si può anche qui ammirare in nuce l’estrema cura dell’elemento tecnico al servizio di una violenta esplosione dell’elemento melodico nelle sue componenti elementari. L’aspetto che più sorprende anche in questo caso è la quiescenza materiale sottesa alla disgregazione brutal e grindcore che i Dying Fetus impongono alle proprie creature, anche alle meno riuscite. Il riferimento è all’ultimo, ormai penultimo, non esaltante, “Reign Supreme” che non a caso ha segnato una battuta di arresto lunga un lustro nella lunga storia della band.

 

A sentire l’apertura di Fixated on Devastation la pausa sembra aver rinfrancato la band più di un buon cordiale tanto è trasognata la nettezza dei riff e rabbiosa la precisione degli stacchi, forse il motivo tecnico centrale di tutto l’album – a tal proposito si ascolti anche la seguente Panic Amongst the Herd. Certo niente di particolarmente innovativo, ma una tale inaudita perfezione del già sentito merita di per sé una menzione e un ascolto. Quanto al già sentito ovviamente ci riferiamo al growl pesante e inscatolato di John Gallagher nonché al dissonante pastiche di generi metal estremi che i Dying Fetus perorano da sempre. Particolarmente interessante l’esito al quale la sperimentazione su tradizioni sonore eterogeee giunge in Ideological Subjugation nella quale le atmosfere quasi goth si colorano di una pesantezza doom; il tutto subisce poi il classico trattamento Dying Fetus che imprime all’impasto malefico un’accelerazione tale da far viaggiare le fonti del brano su due binari paralleli in uno straniante stereo compositivo. Non è il solo brano ad aver attraversato quello che sembra essere un acceleratore nucleare di particelle in grado di far cozzare la materia contro i propri stessi limiti. Se non è ben chiaro, un ascolto a Weaken The Structure dovrebbe chiarire il concetto.

 

La cosa migliore di “Wrong One To Fuck With” è tuttavia l’ostinazione competente alla geometria dell’espressione sonora lasciando rispecchiare i virtuosismo tecnico nel mare calmo di una produzione impeccabile. Eppure non si grida al capolavoro e nemmeno al caposaldo perché il teorema di Dying Fetus era stato già dimostrato nel mirabile “Purification Through Violence” e come si sa, il teorema, una volta ripetuto, è scuola. Il ripetere bene è infatti ancora un ripetere così come invecchiare bene non allontana la morte e, se abbiamo per i Fetus Dying parole non meno che riconoscenti, è in gran parte un sintomo dell’assoluta desertificazione che avanza intorno a loro, e a noi.

Voto: 6,5/10
Luca Gori

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