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8 giugno 2018 ,

Wooden Shjips

V.

2018 - Thrill Jockey Records
[Uscita: 25/05/2018]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni  

  

vA cinque anni di distanza dall’ultimo “Back To Land” Wooden Shjips si sono riuniti per dare un seguito alle avventurose jam space-rock che hanno segnato l’evoluzione della neo-psichedelia nordamericana dell’ultimo decennio. L’uscita di “V.  ha preso fin da subito i toni di una celebrazione gettando una luce sul percorso passato e futuro della band di San Francisco. Già nel precedente lavoro avevamo assistito all’abbandono dell’oscuro suono lo-fi che aveva caratterizzato i precedenti album (“Wooden Shjips”, 2007, “Dos”, 2009, “West”, 2011) e il passaggio ad un rock psichedelico arioso, con un’imponente vena classic rock. In “V.”  ad accentuare le qualità del sound limpido e cristallino è lo stile delle canzoni, definite da Ripley Johnsonlaid back, classic summer songs”, rilassato e melodico senza rinunciare alla trance psichedelica del passato.  Dopo gli anni dedicati al Moon Duo, progetto che nel tempo ha acquisito la stessa rilevanza del gruppo madre, per Ripley Johnson (chitarra, voce) è il tempo di imbarcarsi in compagnia dei vecchi membri  Omar Ahsanuddin (batteria), Nash Whalen (tastiere) e Dusty Jermier (basso) verso nuove terre lisergiche, con i santini di Neil Young, CSN, Grateful Dead, Spacemen 3 e Velvet Underground bene in vista.

wshipsGli arrangiamenti non lasciano nulla al caso, con una sezione ritmica potente e variegata, mentre alla chitarra di Johnson, alle tastiere e ai synth di Whalen è affidato il compito di iniettare nella musica un alto concentrato di psichedelia grazie all’utilizzo di phaser, delay, fuzz e wah wah. Tuttavia a farla da protagonista nel primo episodio Eclipse è invece un inedito sax, che cala l’ascoltatore in un perfetto clima californinano ‘70, mentre In The Fall è una  perfetta jam estiva che scivola nell’up-tempo di Red Line, che tra melodia e groove, regala uno dei momenti migliori dell’intera discografia della band. Already Gone è una sbilenca e solare ballata, preambolo ai quasi 8 minuti della jam space di Staring at the Sun.

rIl vero gioiello del disco è Golden Flower, un potente sabba percussivo tra Suicide e Santana, con tanto di congas e assoli vertiginosi. Il finale perde mordente con la narcotica Ride On, ballata younghiana sui generis che stempera il mood del resto dell’album, anche se nell’economia complessiva questo risulta del tutto ininfluente. “V.”  è un punto cruciale della carriera del gruppo valorizzando le passate qualità ma suonando al contempo fresco ed attuale, confermando Wooden Shjips come veri e propri sacerdoti della nuova psichedelia mondiale. Candidato papabilissimo nelle playlist di fine anno. 

 

Voto: 8/10
Ruben Gavilli

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