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10 ottobre 2017 ,

The Killers

WONDERFUL WONDERFUL

2017 - Island Records
[Uscita: 22/09/2017]

Stati Uniti

 

il bassista Mark Stoermer né il chitarrista Dave Keuning saliranno sul palco durante il tour di questo “Wonderful Wonderful”. Ció non implica (forse?) che abbiano dato forfait e che siano stufi di essere l'ombra di Brandon Flowers, ora più che mai Mr. The Killers, frontman e mente creativa indiscussa. Questo album pare più la logica prosecuzione di “The Desired Effect”, il solo di Flowers del 2015, che non un album della band e giunge dopo un'attesa durata un lustro e non spasmodica, dopo le deludenti  aspirazioni AOR di quel terribile “Battle Born” del 2012. Businesses as usual, soliti problemi, stasi creativa, writer block et similia, come esplicitato nella traccia che chiude l'album, Have All The Songs Been Written? Poi inevitabili problemi familiari, una moglie in terapia causa/infanzia difficile, bullshit insomma. In una parola l'invecchiamento o se preferiamo un termine più soft, la "maturità ", quella che si percepisce nei testi, più riflessivi, quando non contorti nella descrizione di tormenti interiori, lontani da quelli strafottenti degli esordi.

 

La musica, al contrario, continua ad essere leggera e gradevole, soprattutto dopo un paio di ascolti, quando affiorano trame sonore e melodiche catturanti, presenti nelle dieci tracce dell'album, che diventano 13 nella versione Deluxe, col bonus Money OnStraight e 2 remix di The Man, ad opera di Jacques Lu Cont Duke Dumont. Da questo brano, nonchè da Run For Cover (i singoli estratti) tratte clip che rappresentano la quintessenza dei The Killers, impregnati nel male ma anche nel bene di quel cattivo gusto che raggiunge la santificazione nello scintillio del ciarpame di Las Vegas, trionfo Sluts & Strippers forever. Ogni tanto è doveroso far riposare l'intelligenza, concedersi un Big Mac e non andare a cercare il pelo nell'uovo. Qui, a cercarli, di peli ce ne sono in quantità e il gioco delle eredità può sfuggire di mano. Smaccato il rimando agli eighties, doverosamente americanizzati, con i soliti nomi in fila, gli U2, specie quelli di Killers-image3-1Achtung Baby”, in prima linea. L'attacco di The Man è una citazione di I Will Follow? E poi Freddy Mercury menomato di un'ottava ma pur sempre lui, resuscitato da Brandon specialmente in Rut e nella già citata track finale, dove compare come special guest la chitarra di Mark Knopfler. La produzione si è ridimensionata ed è meno dispersiva, affidata a Jacknife Lee, coadiuvato da Stuart Price in Out of My Mind e dal danzereccio Erol Alkan (ovviamente per The Man), ispirata dagli LCD che si ispirano ai Talking Heads, hit di un album in cui sono latitanti, ma non poi cosí tanto. Peccati AOR nelle scontate Life To Come e Out Of Mind, qualche epicità di troppo nella title-track e nella cavalcata mainstream autostradale Tyson Vs Douglas, Some Kind Of Love è invece una delicata ballata subacquea. Saremo lontani dai bla bla bla del debutto, ma di questi tempi...va bene così!

Voto: 6,5/10
Paolo Rolando Perino

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