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25 novembre 2016 , ,

Christine Owman

WHEN ON FIRE

2016 - Glitterhouse Records
[Uscita: 11/11/2016]

Svezia   #consigliatodadistorsioni

 

Attiva da una quindicina di anni la svedese di Malmö Catherine Owman approda ora al secondo disco per la Glitterhouse dopo “Little Beast” del 2013 e lo fa seguendo la scia scura e a tratti misteriosa dei suoi lavori precedenti. Anche questo “When On Fire” si rivela opera molto personale della quale la Owman ha il pieno controllo, oltre a essere l'autrice di tutti i brani è anche produttrice e fa valere le sue doti di multistrumentista, qui si esprime suonando violoncello, chitarre, sintetizzatori, basso, percussioni, ukulele, sega musicale, oltre naturalmente alla voce. A supportarla ci sono al basso Magnus Sveningsson dei Cardigans, alla batteria Andreas Almqvist dei Vånna Inget, mentre ad accompagnarla al canto ci sono Mark Lanegan, Soko, Karolina Engdahl, Erika Rosén, tutti musicisti coi quali la Owman collabora da tempo.

 

christine-owmanL'universo musicale della musicista svedese si muove in un territorio profondo che oscilla fra veglia e sogno, i piani si confondono e si intersecano, sfuggenti e misteriosi, i synth creano atmosfere senza tempo e perse nello spazio in un lirismo sinfonico che ricorda gli islandesi Sigur Ros, ma meno algido, più romantico e più rumoroso, il drumming propende spesso verso la marziale pesantezza dell'industrial. I testi sono inquieti e dolorosi, parlano di conflitti irrisolti, visioni oniriche, un viaggio dentro la psiche dell'artista. Così nell'iniziale psichedelica Those Eyes sui suoni tormentati della sega e quelli sempre più magniloquenti del synth canta: «I see your eyes watching me I never want to see / those eyes again». La title track vede accanto alla voce incantata e a tratti fiabesca della Owman, quella fumosa e roca di Mark Lanegan, già presente nel precedente lavoro, un brano di immediato effetto grazie anche alla riuscita linea melodica, mentre Sleepwalker affronta il tema del sogno («Lately I've been asleep for so long / my life's a dream») con atmosfere sospese e irreali create dal violoncello e dalle chitarre.

Nel proseguire l'ascolto segnaliamo il possente crescendo di From Dusk, la magnifica ipnotica Denial, l'incalzante violoncello che in Bridges accompagna un testo tormentato («How the heart can become so numb»), l'intreccio incantato delle voci femminili, partecipa Soko, nelle dolci melodie di That Low, le visioni pèsichedeliche morbide di Mountains. Fra malinconia, sonorità post rock, dream pop venato di psichedelia "When on Fire" è un disco che piacerà agli amanti delle atmosfere nordiche, Bjork, Jenny Hval, Taken By Trees, Sigur Ros, e a chi apprezza voci femminili capaci di muoversi in quella terra di confine che oscilla fra dolcezza e oscurità. 

 

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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