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28 luglio 2017 , ,

Ride

WEATHER DIARIES

2017 - Wichita Recordings
[Uscita: 16/06/2017]

Ride-LP-cover_1107_1098_90Dopo la reunion dei My Bloody Valentine avvenuta nel 2013, dei Swervedriver nel 2015, dei Lush nel 2016, dei Jesus And Mary Chain e degli Slowdive nel 2017, era particolarmente attesa anche quella dei Ride. La band di Oxford aveva raggiunto la popolarità nel 1990 con la pubblicazione di “Nowhere” mescolando insieme shoegaze e psych-noise, per consolidarla nel 1992 con la pubblicazione dello splendido “Going Blank Again”. I successivi “Carnival of Light” (1994) e “Tarantula” (1996) si caratterizzavano per un suono che si avvicinava maggiormente al pop/rock, con risultati alterni, tali da portare nel 1996 allo scioglimento della band.

A distanza di più di vent’anni, la band inglese pubblica un nuovo album, “Weather Diaries”, ripartendo dallo shoegaze e dall’indie rock di Going Blank Again (si pensi alla splendida sintesi costituita da Mouse Trap).  La copertina mostra l’immagine stilizzata di un ragazzo che lancia una pietra, sottolineando anche il carattere politico dell’album nell’era del dopo brexit.   

 

RIDE L’apertura Lannoy Point intreccia insieme melodie pop e trame chitarristiche, confermando l’idea  che le divergenze tra Andy Bell e Mark Gardener si siano finalmente attenuate. La splendida Charm Assault  (vagamente in odore di Cure) è il manifesto politico di una nuova ribellione, in cui le sferzate chitarristiche mostrano il carattere più irruento della band, come mostrato anche dal brano Lateral Alice. Un pop caleidoscopico fa bella figura in All I Want, tanto da porsi come il manifesto del nuovo corso musicale. Che i Ride siano stati tra i precursori del dream pop appare chiaro nelle atmosfere eteree e sognanti di Home Is A Feeling.

Le trame diventano più ricercate invece nella splendida Weather Diaries, che parte con ritmi folk melodici per esplodere in tempeste psych noise. Una intro elettronica particolarmente ridericercata fa da apripista a Rocket Silver Symphony, che si sviluppa attraverso canoni pop. Lo shoegaze di Cali e la psichedelia di Integration Tape riempiono una seconda parte dell’album non all’altezza della prima. La conclusiva White Sands completa l’album con melodie malinconiche e sognanti. Dopo ventuno anni di assenza, questo Weather Diaries non delude sicuramente le attese. 

 

Voto: 7/10
Felice Marotta

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