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7 ottobre 2013

Golden Kanine

WE WERE WRONG, RIGHT?

2013 - Glitterhouse
[Uscita: 5/10/2013]

golden kanineWe were wrong, right?” è il titolo del terzo CD dei Golden Kanine, rock band svedese che dopo vari cambiamenti di formazione si è assestata in una line up di sei elementi, Linus Lindval, voce, chitarre, banjo, mandolino e tastiere, Andreas Olrog, voce, chitarra, piano, percussioni, Dante Efkeld basso e voce, Per Nordborg batteria e voce, Gabor Bertholini tromba e flauto dolce e Lazlo Bertholini sax baritono, con i primi due responsabili anche della composizione. I mutamenti nella line up hanno portato inevitabilmente un'evoluzione stilistica che oggi si concretizza in un rock epico ed emozionale, che ricorda quello che negli anni '80 esprimevano gruppi come gli Alarm o i  primi dischi dei Waterboys (Jennifer potrebbe essere un outtake da “This is the sea”), e oggi è rappresentato con grande seguito dagli Arcade Fire (tutte band che provengono dalla periferia dell'impero musicale, sarà solo una coincidenza?). Il primo brano vero e proprio, Flat line (prima c'è un breve preludio) è sintomatico: batteria marziale e potente, voce molto in evidenza, riffs di ottoni che innervano il suono.

 

Simile nell'impostazione degli arrangiamenti la successiva Cruelty, a cui un'azzeccata linea melodica potrebbe dare molti passaggi radiofonici. Madeleine, chitarre taglienti e batteria roboante sui tamburi ci rammenta gli U2. Plans, scelta come singolo apripista, è più basata sulle chitarre arpeggiate ed ha persino qualche vago accento country. No fun non è una cover degli Stooges ma è pur sempre un pezzo molto rock. Nonostante l'afflato epico che permea il disco il punto di forza è però nelle ballate, tutte poste nella seconda parte della scaletta, Crawling back, impreziosita dal banjo, o la delicata Amends, oppure le conclusive Oh they caught you yoo e I know I had an heart once, in cui l'epica si mantiene pur fondendosi con la tenerezza. Limite del gruppo è costituito dalle voci non troppo personali dei cantanti, limite che però riscontriamo nella stragrande maggioranza di gruppi “alternative” attuali, non tutti possono essere Bono o Stuart Staples. Da un punto di vista personale, questa forma rock così enfatica non è quella che più fa vibrare le nostre corde; ma il disco oggettivamente è valido; e se un creativo che cura la campagna pubblicitaria di un'automobile o di una compagnia telefonica scoprisse i Golden Kanine come è successo agli Of Monsters and Men anche gli svedesi potrebbero fare il botto. 

Voto: 6.5/10
Alfredo Sgarlato

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