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18 dicembre 2015 ,

Robert Aiki Aubrey Lowe & Ariel Kalma

WE KNOW EACH OTHER SOMEHOW (FRKWYS vol. 12)

2015 - RVNG Intl. - CD+DVD, 2LP+DVD
[Uscita: 14/04/2015]

Stati Uniti-Francia    #consigliatodadistorsioni    

 

a3473634424_16FRKWYS è una raccolta di accoppiate intergenerazionali proposte dall'etichetta americana RVNG Intl., che offre alcune originali e inedite letture multimediali nel campo della sperimentazione elettronica. Con “We Know Each Other Somehow (a cui si accompagna il DVD “Sunshine Soup”) si arriva alla dodicesima uscita della serie. I protagonisti sono il compositore polistrumentista statunitense Robert Aiki Aubrey Lowe (nella prima foto sotto a destra), attivo nella scena post rock di Chicago sia con il progetto solista Lichens che nella band stoner doom OM  e il francese (di nascita) veterano dell’ambient Ariel Kalma. L’album è costituito da sei jam estese che riprendono e riassemblano, attraverso il sintetizzatore modulare, una serie di rumori naturali registrati presso la residenza di Kalma in un luogo incontaminato e sperduto della costa est dell’Australia. Il risultato sono delle evocazioni oscure e nello stesso tempo cariche di un’aura di misticismo sacrale. Magick Creek è un raga ipnotico che fluttua in acquatili equilibri di minimalismo, elettroacustica e psichedelia esotica.

 

robert_lowe_1409126216_crop_550x368Una serie di note prolungate e sospese che lasciano intravedere la vastità dei filtraggi e delle soluzioni modulari. Un vero trip mentale di oltre diciassette minuti che ci riporta ad ambientazioni altalenanti: dai mantra tibetani a folate gelide di glitch, contrappunti strumentali molto zen e sospensioni lugubri. L’intreccio tra il concretismo ambientale e la suggestione introspettiva di tipo puramente psicologico continua in un susseguirsi polimorfo di variabili. Il tribalismo percussivo voodoo di Gongmo Kalma Lowe è a tratti stridente e disarticolato. Tutte le soluzioni non portano mai a prevaricazioni di suoni sintetici o, al contrario, di suoni puramente ambient. Si tratta di collage e di texture che sembrano affidarsi ad una creatività e ad un astrattismo estemporanei, visionari, marcatamente artistici. Mille Voix, che nella versione digitale è affiancata da una bonus track in versione iperdiluita,  è atmosferica e sensoriale. Sono stratificazioni che giocano con l’estensione cromatica e timbrica della fonte sonora. Sia essa vocale o semplicemente strumentale. 

 

Miracle Mile è davvero un pezzo sorprendente in grado di tramutare iniziali rumori della natura, come il canto degli uccelli o lo scorrere dell’acqua, in una serie di ritmi che si stratificano in una techno dance anacronistica (la strizzata d’occhio omaggia didascalicamente la scuola di Detroit) e poi tutto si aggroviglia e si stempera in una Ariel-Kalma-Artist-Pagepropulsione dal sentore cosmico. Danze primitive, etno world e free jazz spaziale.

Tutto si amalgama e tutto si confonde in suggestioni fortemente oniriche e trascendentali. Si parte dalla terra, dalle radici, qualcosa di fortemente pagano e antropico e si trascolora in ritualità esoteriche dai tratti occulti e ineffabili. Strange Dream è un labile acquerello, una trance sospesa di densità mesmerica. Non si può non ricordare un incredibile lavoro del 1962 di Pierre Henry, “Le Voyage”, ma del resto Ariel Kalma (nella foto a destra) lavorò nei suoi studi parigini negli anni '70 e il suo album "Osmose" del 1978 amplia e sviluppa il discorso retro-futurista incanalandolo in nuove complessità attinenti con la filosofia meditativa orientale e che è davvero riduttivo e semplicistico definire new age o atmospheric music.

Voto: 7.5/10
Romina Baldoni

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