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7 dicembre 2014 ,

Steve Gunn

WAY OUT WEATHER

2014 - Paradise of Bachelors
[Uscita: 07/10/2014]

USA                                                                          # Consigliato da Distorsioni

WAY OUT WEATHER album coverSteve Gunn ci aveva lasciati giusto un anno fa, all'epoca del suo bellissimo album "Time off". Questo formidabile chitarrista della Pennsylvania, stabilitosi a New York ed elogiato pubblicamente anche dall'enfant prodige Kurt Vile quando l'anno scorso si era unito ai suoi Violators, ha alle spalle una lunga carriera come solista iniziata nel 2007. Ha iniziato molto giovane ad esercitarsi sulla sei corde ed espandere i suoi orizzonti musicali, che si sono spostati dopo pochi anni verso la psichedelia e la musica indiana, con la reiteravità di La Monte Young come figura di riferimento. Notevoli alcune sue collaborazioni come quelle col batterista John Truschinki che hanno fruttato due dischi, "Sand city" e "Ocean Parkway", ambedue da recuperare. In questo 2014 sembra aver decisamente esagerato visto che sono usciti pure due interessanti collaborazioni, una col veterano dei sixties Mike Cooper, grande chitarrista pure lui, a nome "Cantos de Lisboa" e l'altro con Mike Gangloff dal titolo "Melodies for a savage fix". Ma il meglio come spesso succede sembra averlo riservato per il suo nuovo episodio solista, questo interessante "Way out weather".

 

steve-gunnAccompagnato da una band molto allargata, con musicisti d'altissimo livello, Steve Gunn ci regala otto composizioni medio-lunghe d'ampio respiro emozionale. Oltre ad aver appreso a meraviglia - ascoltare gli intrecci acustici di Wildwood - la lezione di altri grandi come Michael Chapman, col quale ha pure collaborato, il nostro ha unaSteve voce niente male, che ben si adatta alle canzoni intrise talvolta di lieve psichedelia. In pezzi come Way out weather e Fiction non siamo poi così distanti dalle ultime cose di Kurt Vile anche se qui il lavoro della solista di Gunn prende decisamente il sopravvento. Notevoli alcuni break chitarristici come in Milly's garden e bellissima pure Drifter, sulla linea melodica dello Steve Wynn più acido. Concludono il disco i sei minuti e mezzo di Tommy's Congo, dove un reiterato riff chitarristico fa da base a divagazioni della sei corde dell'americano, il tutto a formare un Steve Gunntappeto armonico che ricorda molto da vicino le sonorità dei gruppi del Mali, Tinariwen e simili, tanto d'attualità negli ultimi anni. Way out weather  è un nuovo convincente episodio della fitta discografia di Gunn, un disco da assaporare a più riprese. Non ha le trovate geniali del precedente Time off,  vertice assoluto dei chitarrista, ma racchiude al suo interno alcuni episodi di livello davvero alto. 

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

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