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8 ottobre 2012

Caspian

Waking Season

2012 - Triple Crown Records
[Uscita: 1/10/2012]

Caspian - Waking Season# Consigliato da DISTORSIONI

 

I Caspian si sono formati nell'autunno del 2003 negli USA a Beverly (Massachusetts) e suonano un post-rock strumentale dalle influenze ambient con lievi sfumature elettroniche e contaminazioni post-metal e, a mio giudizio, sono stati tra i pochi a sapersi distinguere in questi anni nell’eclettico universo post-rock; con la loro musica esprimono una solarità inquieta, è la musica del risveglio, della rinascita che segue la crisi, è la calda atmosfera che allevia il nostro spirito avvilito. Nel 2005 è uscito il loro primo EP “You Are the Conductor”, seguito due anni dopo dall’album “The Four Trees e nel 2009 da "Tertia", e già allora la band del Massachusetts ha mostrato delle buone capacità tecniche e compositive offrendoci degli spunti interessanti anche se ancora troppo legati ai canoni stilistici stereotipati del genere, riconducibili ai memorabili Slint e Labradford o agli imprescindibili Godspeed You! Black Emperor, Tortoise e Mogwai.

 

A settembre è stato pubblicato, dall’etichetta Newyorkese Triple Crown Records, l’album "Waking Season" e sin dal primo ascolto mostra avere una maggiore personalità ed originalità rispetto ai precedenti, un lavoro nel complesso non rivoluzionario, ma composto da intense costruzioni armoniche che catturano immediatamente l’attenzione rendendolo ben riconoscibile ed apprezzabile. Le dieci tracce di "Waking Season" sono dotate di un buon approccio atmosferico e di un’imponente struttura costruita nota dopo nota da una scala emozionale ascendente che segue di pari passo l'andamento melodico di brani; un sound che riporta alla memoria i dolci e malinconici intrecci strumentali degli If This Trees Could Talk e di This Will Destroy You e le atmosfere eteree ed incantate dei Light out Asia.

 

CaspianLa opener dell’album ed omonima Waking Season trasmette una crescente carica passionale inaspettatamente soffocata per dar spazio alla stupenda Procellous con i suoi impalpabili echi e riverberi di fiati e chitarre che adagio si stratificano prendendo forma in una vorticosa melodia trasognante; seguono i delicati fraseggi strumentali di Gone in Bloom and Bough e le abbacinanti ed ipnotiche note di Halls of the Summer, il tenero abbraccio della melodiosa Akiko e le melanconiche atmosfere di High Lonesome/Hickory ’54, fino alle deliziose trame incantatrici di archi e chitarre di Long the Desert Mile.

 

L’album si chiude con la portentosa Collider in Blue/Fire Made Flash introdotta da fluttuanti note di piano su una base electro-ambient, su cui si insinuano dei riflessivi accordi di chitarra sostenuti da percussioni austere, riff metallici e synth monumentali; un denso fluido interrotto da un secco cambio di ritmica con un basso acido e pulsante, graffiato da echi noise e carezzato da archi e tastiere orchestrali. Un sound che progressivamente si apre ad un incalzante e sfiancante impeto melodico, un fiume in piena dall’enorme pathos così brutalmente troncato da lasciarvi col fiato sospeso. Waking Season è l’album giusto per chi ama incondizionatamente il post-rock, ma potrebbe rivelarsi anche una gradevole sorpresa per chi di questo stile inizia a essere stufo ed è alla ricerca di qualche piccola novità; probabilmente tra i migliori nel genere in questo 2012.

Ivan Tarricone

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