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12 marzo 2014

New Bums

VOICES IN A RENTED ROOM

2014 - Drag City
[Uscita: 18/02/2014]

New Bums VOICES IN A RENTED ROOM# Consigliato da DISTORSIONI

 

Il fascino del suono acustico, chitarre in fingerpicking che accompagnano il canto, quanto di più semplice e immediato, ma un modo che ha dato vita a immensi capolavori, basti pensare a Bob Dylan. Il contributo di altri strumenti, piano, batteria, synth, armonica, organo e la presenza di spettrali chitarre elettriche rendono il tutto più speziato e coinvolgente, ma non mutano la struttura folk del disco. Da questo ritorno all’essenzialità del suono sono attratti i New Bums, un duo formato da due personaggi rilevanti dell’indie contemporaneo: Ben Chasny dei Six Organ Of Admittance e Donovan Quinn degli Skygreen Leopards. Il primo porta in dote non gli straordinari e lunghi raga psichedelici della sua chitarra, ma casomai l’attitudine folk psichedelica manifestata nelle sue cover di Gary Higgins, il secondo le melodie solari psichedeliche dei suoi Skygreen Leopards. Il titolo, “Canzoni in una Camera in Affitto”, bene introduce al clima e all’atmosfera del disco che comunica una grazia intima e felice di due vecchi amici che si incontrano e iniziano a suonare insieme. Canzoni che si librano lievi nell’aria, le due voci, più calda quella di Chasny, più esile quella di Quinn, disegnano melodie tanto semplici quanto irresistibili. Ci vuole una grande sapienza e sensibilità per raggiungere la limpida chiarezza di queste composizioni, con Simon & Garfunkel e Alex Chilton come modelli possibili.

 

E poi c’è la  splendida chitarra di Ben Chasny che nella seconda parte del disco diventa protagonista e crea fantastiche armonie che spaziano dal country al folk alla chitarra spagnola al blues. I testi aggiungono sprint all’album, sono irriverenti e surreali, pieni di espressioni gergali: ecco così versi come «... you only get fuckedNew Bums VOICES IN A RENTED ROOM in Pigeon Town» o «... your girlfriend might be a cop» a dare un tocco di paradossale bizzarria. Lo stile che pervade questo “Voices  In A Rented Room” è pacato, intimo, le due voci si combinano perfettamente in un modo di cantare indolente e meditativo, sfiorano il molto alcolico come nella breve Welcome To The Navy, con due parziali eccezioni in Pigeon Town dove affiorano dinamiche punk e in Your Bullshit dove addirittura è il fantasma di Marc Bolan a fare capolino. Per il resto è soprattutto la psichedelia West Coast acustica ad affiorare, Gary Higgins, Bruce Palmer, in brani come It’s the Way, Burned, Black Blough. In definitiva quella di Chasney e Quinn si rivela accoppiata vincente, un album che cresce ad ogni ascolto rivelando lati nascosti e imprevisti, una raffinata semplicità che non ha nulla di banale. Entrate anche voi nella loro stanza in affitto.

 

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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