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1 aprile 2018 , ,

Editors

VIOLENCE

2018 - PIAS Recordings
[Uscita: 9/03/2018]

Inghilterra

 

editors-violencecovDopoIn Dream” del 2015, gli Editors tornano con un nuovo disco, “Violence”, nel quale la band di Stafford capitanata da Tom Smith prova a riprendere le fila del discorso accennato nel precedente, proponendo un interessante mix di synth pop, new wave e indie-rock sulla scorta dei maestri britannici dei generi. A introdurre temi e sonorità del nuovo lavoro bastano i primi due singoli estratti, a cominciare dalla debordante Hallelujah (So Low), brano in cui il tappeto di sintetizzatori si scontra con basso e chitarre distorte, riuscendo perfettamente nell’effetto-sorpresa da “esplosione cosmica” che inquadra uno dei due fili rossi che guidano l’ascoltatore nel viaggio lungo le nove tracce che compongono l’album. Diversa, ma altrettanto ammaliante, suona Magazine: un travolgente cocktail di tastiere, sintetizzatori, chitarre dirompenti e batteria martellante fa da piedistallo per la straordinaria e versatile voce di Smith, che snocciola un tagliente testo di denuncia della corruzione politica attuale.

editors 2Pur non avendo vertici compositivi particolarmente alti Violence gode del pregio di essere un album omogeneo e ben composto, che cattura l’attenzione fin dalla traccia d’apertura, Cold, un buon pop elettronico orecchiabile che ritroviamo anche in Darkness at the Door e nella più oscura e cadenzata Nothingness. Tra i momenti migliori del disco spicca la title-track: una ballata elettronica dai ritmi serrati e dal sapore Joy Division/New Order, da sempre tra gli ascolti preferiti di Smith e soci. Particolarmente interessante anche la ballata piano/voce/archi No Sound but the Wind, una netta cesura sonora rispetto al resto delle tracce: porta per mano verso la editorschiusura affidata a Counting Spooks (altra ballatona dal sapore pop-elettronico) e ai sei minuti di Belong, brano in cui l’educata voce baritonale di Smith, molto vicina talora  a quella di Morrissey, s’incastra in una congerie di programmazioni elettroniche, archi e tastiere oniriche. Pur senza essere un capolavoro di rara bellezza, questo Violence è un album interessante, che resta in testa per la capacità degli Editors di mescolare elementi pop e apprezzabili tocchi personali. Una direzione chiara e precisa verso cui la band inglese parrebbe essere orientata anche per il futuro. 

 

Voto: 6.5/10
Riccardo Resta

Video

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