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9 aprile 2018 , ,

Frankie Cosmos

VESSEL

2018 - Sub Pop
[Uscita: 30/03/2018]

Stati Uniti

 

Frankie Cosmos è la creatura della giovane Greta Kline voce solista, chitarrista e autrice di tutti i brani compresi in questo album, il primo per la Sub Pop, il suo terzo full length, e che fa seguito a molteplici lavori che la Kline ha fatto uscire, anche in forma autoprodotta, sin dall'adolescenza, una produttività comunque notevole, se si considera che ha appena venticinque anni. Altra cosa sorprendente e caratteristica delle sue composizioni è l'estrema brevità delle sue composizioni, per esempio in questo "Vessel" troviamo ben 18 canzoni, ma per un totale di appena trentatre minuti. Un'attitudine punk, verrebbe da dire, ma che affiora solo in alcuni momenti, per esempio nell'attacco di Being Alive o in Cafeteria, mentre prevale l'atmosfera sognante e intima di un dream pop prevalentemente malinconico. Pregio della Kline e dei musicisti che la accompagnano: David Maine, basso e voce, Lauren Martin tastiere, voce e seconda chitarra, e Luke Pyenson, batteria, è quello di aver saputo mantenere quel carattere ingenuo e innocente, lo fi, che ha sempre caratterizzato le produzioni casalinghe della Kline e che non si è perso ora che Frankie Cosmos si è costituita come band stabile e ha debuttato per una label importante.

 

Chiaro che in un disco come questo l'elemento che salta subito alle orecchie è la voce, e quella della Kline, newyorkese, figlia degli attori Kevin Kline e Phoebe Cates, è calda, adolescenziale, seducente, alla Francoise Hardy, e perfetta per cantare canzoni venate di dolce malinconia e piene di grazia, anche grazie alla capacità di creare armonie delicate e avvolgenti, senza cadere mai nel compiaciuto o nel sentimentalismo. In questo senso è importante l'apporto della band che dà maggiore sostanza e nerbo agli arrangiamenti, nei quali una sezione ritmica molto calibrata sostiene ottimamente il guitar pop. E poi ci sono i testi che scavano nell'intimo groviglio dell'animo della cantautrice, mostrando senza veli debolezze e contraddizioni, dubbi e passioni, paure e gioie, con immagini molto vive ed efficaci. Sono liriche di stampo minimalista, versi brevi che creano immagini molto vivide e coinvolgenti che ci raccontano momenti di vita quotidiana fra smarrimenti, illusioni e delusioni. C'è molto NY, per esempio nei versi di Cafeteria: «I am not the only one/living in delusion/I go to the/cafeteria», ma soprattutto c'è il rovello dei sentimenti: «The light in world is dull/it's more like empty space/through the darkness/closing my eyes and they start to sting/feeling my tear ducts doing their thing», come canta nell'iniziale e riuscitissima Caramelize. Un album che potremmo quasi considerare come la risposta al femminile ai Cigarettes After Sex e che ci conquista con la soave levità delle sue canzoni.

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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