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11 maggio 2014 , , ,

Le Ton Mité

VERSION D’UN OUVRAGE TRADUIT

2014 - Music à la Coque
[Uscita: 11/04/2014]

KTB26# Consigliato da Distorsioni

 

McCloud Zicmuse è un eclettico personaggio originario di Olympia (Washington, U.S), ma la sua dimensione ideale, i tempi giusti per scandire e dare pienezza alla sua quotidianità li ha trovati lontano dalla sua casa. In una casa del cuore dove meglio conformare il suo spirito decadente e bohèmienne, al numero 101 di Bordeaux. Il luogo ideale in cui la realtà può assumere i colori vividi e le sfumature dei sogni. In pochi anni Zicmuse è riuscito a dar vita ad un numero incredibile di lavori, progetti, collaborazioni e tour in giro per il mondo. Viene invitato da nomi eccellenti della scena indipendente internazionale in qualità di esperto fagottista. In questo CD vengono raccolti i brani di un lavoro dal titolo omonimo comparsi in un LP ad edizione limitatissima del 2006 con l’aggiunta di altri sei brani (e noi ringraziamo vivamente la preziosa etichetta barese Music à la Coque di Pino Montecalvo che va a ripescare l’ennesima meraviglia perduta). Pezzi poetici e visionari di un folk orchestrale a tratti minimale e raffinatissimo ma anche sapientemente increspato da dissonanze, cacofonie scomposte e improvvisazioni tanto fantasiose quanto conturbanti. Un ricco e bizzarro catalogo sonoro, composto da strumenti insoliti (cello, clarinetto, tastierine e la più ampia gamma di percussioni), per accompagnare testi infantili, elegiaci, soavi e naif. Sembra di ripercorrere il periodo spensierato e ispirato del Kevin Ayers in Francia, ritirato tra le sue filastrocche a muovere con ritmi musicali le immagini e le associazioni fervide che scorrevano nella sua testa.

 

le ton  mitèSembra di entrare negli effluvi demenzial patafisici del Daevid Allen più scomposto. Tutto prende forma in questa serie di brani che sembrano abbozzi estemporanei di racconti declamati davanti al tepore di un caminetto, in atmosfera intima e conviviale, tra amici di vecchia data dove regna complicità, giocosità e intesa. Tutto diventa possibile e tangibile nel luogo incantato dove la mente può arrivare senza inibizioni. Surrealismo, evasioni psichedeliche, marcette con tanto di clapping e invasione di contrappunti (Grenier II, La lune rousse, Animals, Toits de Bordeaux). Le dissonanze incantatrici di Gâteau e Les Martinets, le filastrocche ritmate di Patagers, Les Patates, Sardines e le progressioni sghembe di Place des amis perdus, Les Constellations. Un’avanguardia che parte dal classicismo compositivo e dalla tradizione contemporanea per arrivare ad assemblaggi dadaistici che comunque nonLETONMITE-300x300 perdono mai di vista l’intento del varietà e del music hall da pieno coinvolgimento e intrattenimento. In questo disco sono perfettamente in sintonia intenti originali, ricercatezza mai fine a se stessa e appigli sapienti alla cultura popolare, alla parte più autentica e viva della tradizione. Tutto è molto fluido, gradevole, festoso e rassicurante. La nostra essenza fanciulla ritrova entusiasmo e si riflette, dopo affannosa ricerca, in quel luogo dove aveva sempre voluto essere.

 

 

Voto: 7/10
Romina Baldoni

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