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20 giugno 2016

Evans The Death

VANILLA

2016 - Fortuna Pop!-Slumberland Records-Goodfellas
[Uscita: 10/06/2015]

Gran Bretagna

 

LP Vinyl Outer Sleeve_3 mm Spine.inddRock band londinese nata nel 2010, con un nome che deriva dal personaggio del becchino nel dramma teatrale e radiofonico "Sotto il bosco di latte" ("Under Milk Wood") di Dylan Thomas, Evans The Death pubblicano il loro terzo album "Vanilla", sempre per le etichette Fortuna Pop!/Slumberland Records. L'attuale formazione della band prevede Katherine Whitaker alla voce, i fratelli Dan ed Olly Moss alle chitarre, Daniel Raphael al basso e James Burkitt alla batteria. Di appena un anno fa il precedente e suggestivo lavoro "Expect Delays", ritenuto da molti il degno seguito dell'acclamato disco di esordio, "Evans The Death" del 2012. Tuttavia, questa volta la band inglese non è riuscita a tener fede alle aspettative, consegnandoci un album piuttosto povero di idee. Nel pur lodevole tentativo di lasciarsi alle spalle le sonorità fuzz e noise che caratterizzavano i primi due dischi, Evans The Death non sembrano riuscire a trovare un'identità definita e si muovono attraverso i dieci brani del nuovo album un po' a casaccio, spaziando dal pop punk al punk blues ed all'alternative power pop senza mai nemmeno provare ad identificare un filo conduttore che tenga insieme le canzoni.

Non che manchino delle composizioni apprezzabili, sia chiaro; solo non si vede né unitarietà né coerenza nel progetto, che così appare sfilacciato. Se non fosse per la voce sempre identificabilissima di Kate Whitaker si potrebbe tranquillamente supporre che a comporre ed eseguire le diverse canzoni siano state band diverse.

 

evans_the_death_press_1200_803 Anche sul piano della produzione in Vanilla si accentua la tendenza già riscontrata per il precedente Expect Delays di prediligere un mix più compresso ed unitario, oltre che "distante" dall'orecchio dell'ascoltatore, evitando la collocazione degli strumenti in primo piano tipica dell'album di esordio, che tanto aveva contribuito a conferire al sound freschezza ed immediatezza. 

L'album inanella una lunga serie di brani poco incisivi: dalla fredda Haunted Wheelchair, a Suitcase Jimmy, una strana bestia sospesa su almeno quattro generi musicali diversi che non si posa da nessuna parte, probabilmente la canzone peggiore nel disco. Ma anche Cable St. Blues, uno di quei pezzi che capita di scrivere quando ci si dimena alla ricerca di una nuova identità musicale. Parti vocali donna/uomo imbarazzanti, un'improbabile deathsezione fiati, assenza di qualunque logica compositiva. Proprio come accade anche per Hot Sauce ed il brano di chiusura, European Bison. Tutte composizioni che presentano lo stesso problema di fondo: comunicano un forte senso di approssimazione. L'impressione generale è che Evans The Death non si siano presi tempo sufficiente per elaborare il nuovo materiale sino a mettere insieme un album coerente, sensato e dotato di una visione unitaria.

Lungi dall'essere un lavoro sperimentale compiuto, questo Vanilla sembra un collage sonoro messo insieme frettolosamente, una raccolta sconnessa di composizioni per lo più abbozzate, e che meritava invece maggiore attenzione e, forse, una produzione più esperta. Tra le cose migliori -niente per cui andare in visibilio, sia chiaro- ci sono No Imitation, Hey! Buddy, Disowner, Armchair Theatre e Welcome to Usk, in cui la band recupera parte della vena creativa, mettendo a segno ora un arrangiamento finalmente all'altezza, ora un lavoro di sperimentazione un po' più compiuto. 

Voto: 4/10
Valerio Pugliese

Audio

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