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31 ottobre 2016 , ,

Orkesta Mendoza

VAMOS A GUARACHAR!

2016 - Glitterbeat Records
[Uscita: 07/10/2016]

Stati Uniti     #consigliatodadistorsioni

 

Con l'Orkesta Mendoza ci rituffiamo nei suoni e nelle atmosfere della frontiera tra Stati Uniti e Messico, luogo che ha dato vita negli anni a un immaginario fatto di birra e tequila, traffici clandestini e romanticismo, eroi solitari e vagabondi, notti di luna e tramonti infuocati, bande armate e anarchici ribelli. Un immaginario al quale ha attinto tanto cinema, da Peckinpah a Rodriguez, e al quale non è certo estranea tanta musica venuta fuori da quei luoghi. L'Orkesta Mendoza è nata nel 2009 in una città simbolo della contaminazione culturale e della frontiera come Tucson in Arizona per opera di Sergio Mendoza, già produttore e collaboratore dei Calexico, che ha raccolto intorno a sé alcuni fra i migliori musicisti della scena cittadina per quello che doveva essere un unicum, un omaggio ala musica di Perez Prado, e che invece ha dato vita a un progetto stabile, giunto ora al suo terzo lavoro. L'Orkesta Mendoza definisce la sua musica con l'etichetta di indie mambo che in fondo bene illustra le caratteristiche del loro suono: una fusione di elementi della tradizione latina, non solo mambo, ma anche cumbia, flamengo, rumba, merengue, jazz caraibico, del rock indipendente e della sfrontata energia del punk.

 

orkIn “Vamos a Guarachar!” l'Orkesta Mendoza dà magnifica prova della rutilante ed esplosiva energia della loro musica, con un groove e un senso del ritmo che deflagrano dentro i nervi e i muscoli di chi ascolta, ma non c'è solo questo, c'è la capacità di innovare la tradizione inserendo elementi diversi che aprono i brani a letture inedite. Così accade in Cumbia Volcadora con l'intrusione fra trombe e marimba del synth del messicano Camilo Lara, o con la chitarra che occhieggia al surf in Caramelos o nella fiammeggiante e funambolica Shadows of the Mind quando a mambo e ritmi mariachi si integra un cantare influenzato dall'hip hop. E' una musica vibrante e gioiosa, come nella spettacolare e psichedelica Mapache, ma capace anche di languori nostalgici e malinconici, come in Mysterio cantata dal grande Salvador Durante, e d'altra parte la frontiera si nutre di contraddizioni, di ambivalenze dove ogni cosa può mutare nel suo rovescio giocando col destino degli uomini. L'Orkesta Mendoza ci ha dato così un disco fantasioso e immaginifico, vario e multiforme, che fa tesoro di svariate influenze per riproporle in modo originale e pienamente riuscito. Fra gli ospiti è obbligo segnalare la partecipazione di Joey Burns e John Convertino dei veterani Calexico, e di Gabriel Sullivan dei magnifici Xixa.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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