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13 luglio 2012 , ,

Mission of Burma

UNSOUND

2012 - Fire Records
[Uscita: 10/06/2012]

Mission of Burma UNSOUND # Consigliato da DISTORSIONI

 

Che dire dei Mission of Burma? Una delle band più eccitanti, importanti e influenti degli anni 80, scioltasi dopo appena un EP e un disco (“Signals, Calls and Marches”, del 1981 e “Vs”, del 1982, due capolavori assoluti) lasciandosi dietro una fila chilometrica di adulatori, di pallidi imitatori e qualche degnissimo erede e/o estimatore (i Fugazi su tutti). Una delle migliori post-punk band di sempre, capaci di suonare allo stesso tempo arty, leggeri e avanguardisti e feroci come belve assetate di sangue. Un'incestuoso incrocio tra alcuni dei migliori act di fine 70s (Pere Ubu, Gang of Four, Wire), la ruvidità degli Stooges e l'intoccabile arte dei Velvet Underground. Per chi fosse all'oscuro della grandezza dei Burma consiglio di mettere la puntina su intramontabili anthems quali Academy Fight Song, That's When I Reach For My Revolver, The Ballad of Johnny Burma e Trem Two. Ecco, ascoltate 'sta roba, mettete un segno e andiamo avanti

 

Senza dare alcun preavviso o alcun segno di attività (schivi e punk nell'anima quali sono) ritornano a suonare e incidere dischi all'alba del nuovo millennio. È il 2004, il quartetto rilascia “OnOffOn” ed è un po' come mettere i puntini sulle i, riprendersi lo scettro, far capire chi comanda. Un disco elettrizzante, bello e importante, che tira via la polvere dagli ampli con una schietta botta di reni, sputando in faccia pezzi ugualmente intoccabili quali Nicotine Bomb e Wounded World. E da quel momento inizia la loro seconda vita: a “OnOffOn” seguono “The Obliterati” (2006), “The Sound, The Speed, The Light” (2009) e questo “Unsound”.  E, manco a dirlo, i Burma hanno fatto centro di nuovo, tirando fuori una collezione di brani quadrati, aggressivi, sghembi, elettrizzanti, rumorosi (complice anche l'ingegnere del suono, il solito Bob Weston) e artisticamente impeccabili. Che volete dirgli, ad esempio, all'opening track Dust Devil, un post punk che sa di essere arty ma anche orgogliosamente hardcore, e lo dimostra giocando con ritmi dispari e assalti frontali? O al successivo impertinente e dolce art-rock sporcato di wah wah di Semi-Pseudo-Sort of Plan?

 

Alla comoda età della ragione i Mission of Burma non se la sentono proprio di suonare prevedibili (si prega di prendere appunti), e allora eccoli sperimentare e dare vita allo stupendo caos ordinato di Sectionals In Mourning (o a quello un po' meno ordinato ma ugualmente riuscito di This Is Hi-Fi) dove una sghemba strofa grunge-noise dà vita ad un ritornello quasi-pop cantato in sing-along. Splendido pure il rock aggressivo, elettrico e anthemico di Part The Sea, la fiammata post-hardcore che puzza crossover di Fell-->H20, o il ballatone punk di What They Tell Me, con la tromba di Weston a marcare il campo.“Unsound” è un album che rifugge il formato canzone (e questo lo rende certamente il più sperimentale della discografia dei Mission of Burma), buttandosi a testa bassa in mezzo ad un mare di soluzioni armoniche e ritmiche diverse e riuscendo ad uscirne orgogliosamente e splendidamente pop. Dateci anche solo un'altra manciata di band come i Burma scaglionate nei prossimi vent'anni e ce ne stiamo buoni buoni. Grazie!

Leonardo "Kaosleo" Annulli

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