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5 giugno 2013

Skid Row

UNITED WORLD REBELLION – CHAPTER ONE

2013 - Megaforce Records
[Uscita: 27/05/2013]

UWR_packaging.inddAppartenenti al suono di New Jersey da cui proveniva anche Jon Bon Jovi, gli Skid Row riuscirono a salire nell’olimpo delle band storiche con pochi dischi all’attivo. E non solo perché i loro primi due album “Skid Row” (1989) e “Slave To the Grind” (1991) fossero schizzati letteralmente in testa alle classifiche, vendendo milioni di copie, ma anche perché si attribuirono il merito di essere una band influente e seminale tanto quanto lo furono i Guns’n’Roses o i Motley Crue, anche se con qualche anno di ritardo. Gli Skid Row li ricordiamo perché chiusero un capitolo di storia del rock in cui, al finire degli anni 80, certo Heavy Metal americano stava esaurendo la sua forza propulsiva. Il fatto che avessero reso più virile il sound di tanto buon hair metal di quegli anni è stato uno dei loro principali meriti. Se poi pensiamo al loro primo frontman Sebastian Bach, leader carismatico della loro prima fase, la cronaca riserva anche una serie di scandali (dichiarazioni omofobe, bottigliate in faccia a spettatori) che contribuirono alla popolarità di una band emersa quasi dal nulla.

 

Nonostante fino ad oggi gli Skid Row non abbiano aggiunto moltissimo ai loro primi due album ritrovarli, cambiamenti di formazione inclusi, a sfornare un disco datato 2013 non lascia totalmente indifferenti. Si tratta del primo di tre  EP che la Megaforce Records ha intenzione di sfornare nel corso dell’anno. Gli Skid Row restano ancorati alle loro origini senza forzare troppo la mano, consegnandoci 5 tracce ben confezionate, graffianti, energiche anche se probabilmente meno innovative di tanta altra loro produzione. King of demolition apre il disco e si propone come trampolino di lancio per un disco che ha del retrogusto modernamente rock rimescolando ingredienti tradizionali, e che proprio perskid-row questo non deludono. La punta di diamante resta il brano più classico del disco, This Is Killing Me, una classica ballata che lascia i più nostalgici senza fiato. Il ritorno energico e mascolino della band di Snake forse non lascia certo indifferenti, forse questi “attempati” ribelli non ci consegnano niente di rivoluzionario per cui sarebbe il caso di non prenderli troppo sul serio. Anche se tre EP in un anno anziché un LP rischiano di frammentare lo sforzo di un ritorno così importante non resta che attendere gli altri due capitoli.  

 

Voto: 7/10
Anthony Ettorre

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