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18 dicembre 2012 ,

Bill Laswell

TUWAQACHI THE FOURTH WORLD

2012 - M.O.D. Tecnologies
[Uscita: 27/11/2012]

Bill Laswell TUWAQACHI THE FOURTH WORLD 2012 – M.O.D. Tecnologies  Trent’anni fa un piccolo film, un documentario che come una lunga sinfonia trasportava lo spettatore per mezzo di immagini suggestive, ma anche inquietanti, in un viaggio dal mondo naturale a quello artificiale costruito dall’uomo nel corso della sua storia, ebbe notevole successo e fece molto parlare di sé alimentando il dibattito sull’ecologia e sulle prospettive della nostra civiltà. A rendere particolarmente attraente il film contribuiva non poco la colonna sonora di Philip Glass a commento di sequenze in cui l’uso del rallenti e dell’accelerazione erano molto frequenti. Quel film si chiamava “Koyaanisqatsi”, che in lingua hopi significa “la vita tumultuosa, squilibrata”, seguirono altre due opere a completare la trilogia del regista Godfrey Reggio, “Powaqqatsi” e “Naqoiqatsi”, che però non riscossero lo stesso successo. Oggi è il produttore, bassista Bill Laswell a riscrivere la colonna sonora per le immagini del film di Godfrey Reggio, ma non per una riedizione nelle sale o in dvd del documentario, ma, almeno per il momento, sarà possibile vedere il film con le nuove musiche create dal musicista americano soltanto nelle esecuzioni dal vivo. Certo i teorici della retromania avranno di che discettare su operazioni come questa, ed effettivamente sembra ormai prevalente in certi ambienti il ritorno indietro, la riflessione e il dialogo con le musiche del più o meno recente passato.

 

Facciamolo allora il confronto fra i due “Koyaanisqatsi”: Philip Glass intanto sceglie arrangiamenti orchestrali, lirici e talvolta perfino maestosi, per esempio nell’uso del coro, ma non disdegna l’uso dell’elettronica a sottolineare i momenti più alienanti e preoccupanti. Bill Laswell intanto fa tutto da sé, suona il basso, le percussioni e imbastisce il collage sonoro dominato dall’elettronica; l’uso dell’eco e del riverbero rende profondo ed evocativo il suono, proiettandoci nella dimensione dello spazio infinito, mentre sono soprattutto i rumori e le percussioni a riportarci alla concretezza della realtà. Musica ambient dall’andamento circolare, minimalista, in continuo alternarsi di luce e tenebra, il lavoro di Laswell ben sottolinea il tono cupo, pessimista che la pellicola di Reggio, in qualche modo precorritrice della new age e sostenitore della bontà della natura in contrasto con gli orrori della civiltà, manifesta sul futuro dell’umanità.

 

Non avendo però visto il film con questa nuova colonna sonora il giudizio resta in qualche modo sospeso: le musiche di Glass erano in perfetta simbiosi con i fotogrammi che scorrevano sullo schermo, queste di Laswell, mi sembra che non sottolineino  il passaggio dalla maestosa bellezza della natura alla pericolosa nevrosi del mondo moderno, privilegiando una musica che crei un’atmosfera di raccoglimento, di riflessione, come a voler proporre una nuova lettura a distanza di trent’anni del messaggio ecologico e pacifista di Reggio. Certo l’ascolto delle musiche di Laswell può risultare a volte monotono, non sempre è facile distinguere fra loro i 21 brani che compongono la colonna sonora, ma ribadiamo che il giudizio per essere completo dovrebbe poter valutare il loro combinarsi con le immagini, particolarmente per un’opera come “Koyaanisqatsi” che non si avvale della voce umana. Per il momento è disponibile solo in download sulle principali piattaforme digitali e sul sito dell’etichetta di Laswell.

Ignazio Gulotta
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