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8 gennaio 2018 ,

Julien Baker

TURN OUT THE LIGHTS

2017 - Matador Records
[Uscita: 27/10/2017]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

julienbaker_turnoutthelightsTristezza, speranza vaga e lontana, sogni sparsi tra le nuvole: quelli che propone Julian Baker in “Turn out the Lights” sono stati d’animo messi in musica con una voce sottile ma terribilmente espressiva e una qualità cantautorale che pare merce rara di questi tempi, anche in un’America che rispetto al resto del mondo appare sempre un passo avanti. Dolce e disperata al tempo stesso, l’interpretazione della cantautrice originaria del Tennessee è struggente e riesce a trasmettere all’ascoltatore una maturità artistica che va ben oltre i suoi soli ventidue anni di età. Undici sad-songs da cui traspaiono con chiarezza i trascorsi emo, ma che al contempo non tradiscono un’evoluzione compositiva e interpretativa invidiabile.

Il potere eccezionale di questo disco è riuscire a comunicare dolore quasi sussurrandolo, un fil rouge che percorre tutto il disco e che trova mirabile compimento nel ricorso continuato al pianoforte: Appointments, Turn out the Lights, Everything to Help You Sleep, Claws in Your Back, Happy To Be Here (con illuminanti interventi di violino) sono brani praticamente perfetti per il genere. Non mancano nemmeno i rimandi cristiani per cui Julien-Bakerl’artista è conosciuta (Televangelist) e i momenti in cui la stessa Baker si accompagna con la chitarra (Even, Shadowboxing e la visionaria Sour Breath, che sfiora atmosfere dream pop con le sue armonie semplici ma avvolgenti). Turn out the Lights” è un disco che lascia il segno, costringe a riflettere e a mettere da parte la solidità delle certezze per avventurarsi in un mare fatto di sogni e, probabilmente, delusioni. È lecito, dunque, pensare a Julien Baker come un astro nascente dell’indie-pop cantautorale americano e aspettarsi da lei cose ancora più grandi in futuro. 

 

Voto: 7,5/10
Riccardo Resta

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