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27 luglio 2015 ,

Kinetic Element

TRAVELOG

2015 - Melodic Revolution Records
[Uscita: 01/06/2015]

Stati Uniti  

 

kinetic element CoverSono stati necessari sei anni ai Kinetic Element per portare alla luce il sospirato sequel di “Powered by the light”, esordio del 2009 che ben aveva impressionato gli addetti ai lavori e gli ostinati divoratori di rock sinfonico.Sostituito in corso d'opera il bassista Tony D'Amato con Mark Tupko, il trio base della band di Richmond – Mike Visaggio alle tastiere, Tod Russell alle chitarre e Michael Murry alle percussioni- pubblica in questi giorni “Travelog”, capitolo secondo della loro discografia. Registrati negli studi The Garage di Richmond, al termine di due anni di incubazione, i settanta minuti di “Travelog” risultano compressi in cinque lunghe tracce all'interno delle quali trovano spazio, alternandosi, le voci di Dimetrius LaFavors dei metallici paladini della Odin's Court, di Michelle Schrotz dei Brave e di Mike Florio. Sin dalle prime note questo nuovo lavoro dei Kinetic Element appare concettualmente intriso di risonanze sinfonico-prog ammiccanti -neppur troppo velatamente- alle produzioni tipiche delle band storiche di genere. Così se da un lato è da riconoscere l'ottima abilità esecutiva della formazione originaria della Virginia, dall'altro il protrarsi di elaborati arrangiamenti ed articolate evoluzioni riconduce inevitabilmente alle atmosfere tanto care (e note) di gruppi  monumentali quali Yes o più semplicemente di formazioni attuali come Glass Hammer o Spock's Beard, imponendo una riflessione su quanto sia difficile esibire idee creative fresche in un contesto musicale come quello del rock sinfonico, ultimamente mosso, spesso a sproposito, da un'eccessiva smania di riabilitazione.

   

E' nel continuo altalenarsi  di trame melodiche, arie dilatate e lunghi intermezzi dominati dai virtuosismi delle tastiere e della sei corde elettrica che il disco attraversa i suoi cinque capitoli narrativi. Le tonalità in falsetto di LaFavors (altro richiamo, non sappiamo quanto KInetic Elementvoluto, a Jon Anderson) dettano incontrastate i tessuti narrativi di  War Song, Vision e della title track mentre la talentuosa Schrotz caratterizza con la sua garbata interpretazione Into the lair, episodio che appare una spanna al di sopra delle altre composizioni dell'opera. Her è una traccia di ampio respiro in cui le evoluzioni misurate delle tastiere di Visaggio accompagnano le limpide tonalità delle corde di  Mike Florio, In sintesi Travelog  tradisce le ardite aspettative originate dai buoni segnali espressi in  Powered by the light, non aggiungendo niente di nuovo alla policromatica discografia prog-sinfonica. Sebbene di facile ascolto e tecnicamente ineccepibile il disco è privo di originalità non riuscendo mai a decollare in modo significativo. Vista l'immagine di copertina non ci resta che attendere un successivo treno da Richmond. 

Voto: 5.5/10
Alessandro Freschi

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