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1 marzo 2014 ,

Dum Dum Girls

TOO TRUE

2014 - Sub Pop
[Uscita: 28/01/2014]

Dum Dum Girls – Too true Esce il nuovo lavoro delle Dum Dum Girls di Dee Dee Penny che si conferma la leader e guida primaria della band anche nello scegliere la nuova direzione sonora. Infatti, se già con l’EP del 2011 “He gets me high” le nostre avevano iniziato a ripulire il loro sound da tutti i riverberi e le chitarre fuzzy tipiche di una marea di band femminili che oggi affollano gli scantinati della musica alternativa, in questo terzo lavoro le idee si fanno ancora più chiare. Sono fondamentalmente due le cose che appaiono chiare in questo nuovo disco. La prima è, come anche citato da Dee Dee in varie interviste, la volontà di assecondare influenze che vanno dai Cure agli Suede, passando per Siouxsie Sioux, Patty Smith e Velvet Underground. Certo, l’influenza primi anni ’80 si sente parecchio ma, più che i gruppi sopra citati, il suono prodotto sembra quello di una neo-psichedelia anni ’80 (quella di Echo & The Bunnymen per intenderci) cantata da una Chrissie Hynde meno aggressiva ma altrettanto accattivante. La seconda caratteristica, anche qui molto anni ’80 è un certo riferimento alla letteratura francese, evidente in brani come l’eloquente Rimbaud eyes o nella trasposizione inglese, Evil blossoms, di “Les fleurs du mal” di Baudelaire.

 

Certo, le liriche di Dee Dee non sono potenti come quelle di Patty Smith o di Bob Dylan ma dimostrano una certa volontà di evolvere verso un songwriting più colto. Tornando al disco, ci sono riferimenti shoegaze come le chitarre di Lost boys and girls club, probabilmente grazie alla produzione nella stesura del disco di gente come Sune Rose Wagner (Raveonettes) e Richard Gottehrer (chi si ricorda I want candy dei Bow Wow Wow?), le chitarre dei Sisters of Mercy in Rimbaud Eyes e la batteria incalzante del college rock veloce di Evil blossoms. Dum Dum GirlsC’è spazio per incursioni più radiofoniche come Too true to be good con quel ritornello che ti entra subito in testa e la iniziale Cult of love con le sue chitarre arabeggianti che poi sfociano in un riff che ci riporta ai primi lavori della band losangelina. Un po’ tutto il disco è attraversato da una certa aura dark-pop in stile Banshees senza però sfiorarne la effettiva inquietudine e non manca la conclusiva ballatona romantica con la voce di Dee Dee immersa in una laghetto dalle correnti sotterranee fatte di chitarre fuzzy. Un totale di circa trenta minuti in cui le dieci tracce si snodano senza eccessivi sussulti, ma con una buona ascoltabilità che grazie alla scelta di non allungare troppo il tutto, riesce a non risultare alla fine monotona. In Lost boys and girls club primo singolo della band uscito nell’ottobre 2013 Dee Dee canta “There is no particular place where we are going, still we are going” e sembra essere proprio il manifesto di questo lavoro. Non sappiamo se il futuro di tutte le band femminili in stile garage che affollano la musica indie-rock di questo periodo sarà così, ma certamente le Dum Dum Girls, pur senza creare nulla di particolarmente originale, fanno un deciso passo avanti verso l’evoluzione di un genere che appare, al momento, alquanto inflazionato.

Voto: 6.5/10
Ubaldo Tarantino

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