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3 novembre 2012 ,

Almost Charlie

TOMORROW’S YESTERDAY

2012 - Words On Music
[Uscita: 15/10/2012]

Almost Charlie TOMORROW’S YESTERDAY# Consigliato da DISTORSIONI

 

Almost Charlie è un duo composto dal polistrumentista e cantante berlinese Dirk Homuth e dal paroliere newyorkese Charlie Mason; i due si sono formati quando nel 2003 Humuth rispose su internet a un annuncio di Mason che cercava un compositore che creasse le musiche per le sue liriche. Nasce così questa collaborazione transoceanica che vede una rigida divisione dei compiti all’interno del duo e che ha prodotto fino ad ora tre album, ma pare che i due non si siano ancora incontrati e il lavoro si svolga tutto attraverso i canali virtuali. Miracoli della globalizzazione e del web, ma se i risultati sono questi allora accogliamoli con favore. “Tomorrow’s Yesterday” è un album di incantevole songwriting, dolce e malinconico come ci si aspetterebbe, con una solidissima capacità di scrittura che rende ciascuna delle sue undici tracce immediatamente seducente e attraente, ascoltare le melodie avvolgenti e tenui di brani come Hope Less, Open Book o Tomorrow’s Yesterday, riscalda il cuore, catturato da un intimo senso di nostalgia e raccoglimento autunnale.

 

Il primo nome che viene in mente mettendo sul lettore il cd è quello dei Beatles che ritroviamo nell’iniziale Hope Less che nelle armonie e nel canto richiama le composizioni di Lennon, la voce di Homuth spesso richiama quella di John e Mc Cartney, ma anche Simon & Garfunkel occhieggiano qua e là fra le composizioni del disco. Disco che scorre via felicemente, grazie anche ad arrangiamenti che colorano i brani di sonorità diverse, dovute agli interventi di strumenti come l’ukulele, il sitar, i fiati, il violino, il dobro che si affiancano agli arpeggi della chitarra acustica e al piano, il risultato è quello di creare canzoni dalla presa immediata, ma che non risultano mai banali o col sapore del già ascoltato, grazie anche a melodie belle e sorprendenti. La produzione, curata dallo stesso Homuth, evita sovraincisioni ed eccessivi interventi in fase di post produzione, donando all’album immediatezza e impatto emotivo.

 

A Nice Place To Die a dispetto del titolo è energica e gioiosa con le sue cadenze bluegrass e i solo di violino e dobro; Tomorrow’s Yesterday ha un andamento ipnotico e sinuoso dal fascino irresistibile e nelle liriche apre alla speranza «Ho sentito lo schiaffo di dicembre / diventare la carezza di luglio»; Still Crazy ‘Bout You After All These Years è una ballatona triste, mentre Youth Is Wasted On The Young ha uno spigliato ritmo sincopato; Undertow è crepuscolare e intimistica. Chiude l’album la lunga cavalcata, quasi otto minuti, di When Venus Surrenders, un sogno psichedelico con le chitarre elettriche in evidenza e che a tratti ricorda le cavalcate rock di Neil Young.

Ignazio Gulotta

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