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22 gennaio 2015 ,

Peter Kernel

THRILL ADDICT

2015 - On The Camper Records
[Uscita: 23/01/2015]

Svizzera-Canada    #Consigliato da Distorsioni 

 

peter kernelTerzo album per Peter Kernel, duo formato a Lugano da Aris Bassetti, svizzero del Canton Ticino, e la sua compagna d’arte e di vita la canadese Barbara Lenhoff; per queste registrazioni i Peter Kernel si sono avvalsi della batteria di Ema Matis, mentre le registrazioni sono avvenute presso due studi: La Saunadi Varano Borghi in provincia di Varese e Moar di Agno in Svizzera, ed esce per la piccola etichetta indipendente svizzera On The Camper fondata dagli stessi Bassetti e Leinhoff. Anche se probabilmente a molti fra i lettori il nome di questo duo risulta del tutto sconosciuto, sarà bene iniziare a familiarizzare con i Peter Kernel, perché questo è un disco che non merita assolutamente di passare inosservato. “Thrill Addict” è infatti un lavoro che manifesta personalità, forza espressiva, ottimamente suonato e arrangiato con gusto e personalità. A grandi linee la musica di Peter Kernel potremmo definirla una via di mezzo fra la furia provocatoria post punk di band come Raincoats e Slits e l’indie rock di Sonic Youth o dei Blonde Redhead, cui li accomuna non solo la somiglianza nell’uso dei toni acuti della voce della Lenhoff con quella di Kazu Makino, ma soprattutto la capacità di giostrare su influenze musicali diverse.

 

Tormentato nella sua genesi, il gruppo ha lavorato nei ritagli di tempo fra un tour e l’altro, il disco lo è anche nelle tematiche affrontate, storie di cadute e sconfitte e dei tentativi di rialzarsi, di voglia di rischiare a costo di farsi del male, dello sforzo di dare un senso alla peter-kernelpropria esistenza. Ma anche le musiche appaiono irrequiete, elettriche, tese, i suoni, i riff, le percussioni marziali si ripetono in modo ossessivo creando un continuo stato di tensione che inquieta e turba, grazie anche a linee di basso martellanti e scure. La voce femminile suona ora acida, nevrotica, perfino straziata, ora si ripiega su toni crepuscolari e ombrosi che attingono alla dimensione onirica. Non ci sono cadute di stile e qualità nei dodici brani che compongono Thrill Addict: per scelta di chi scrive si segnalano l’affannosa Your Party Trucks che parte con il lirismo di una chitarra morriconiana per finire in un crescendo di tensione, It’s Gonna Be Great che vira su orizzonti dream pop dall’accattivante linea melodica, la tesa e trascinante Supernatural Powers, la notturna e onirica Ecstasy e They Stole The Sun, ricca di pathos drammatico con una batteria potente e cupa e il contrasto fra la voce acida di lei e quella calda di lui.

 

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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