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2 agosto 2012 , ,

Edward Ka-Spel

THIS SATURATED LAND

2012 - Autoproduzione
[Uscita: 14/07/2012]

Edward Ka-Spel “THIS SATURATED LANDIl morbo dei Leggendari Puntini Rosa iniziò a diffondersi una trentina di anni fa. Profeta ne fu Edward Ka-Spel (Edward Francis Sharp. 23/1/1954), che lasciò la natia Inghilterra per la più libertaria Olanda dove poteva trovare più fonti di ispirazione. In Italia chissà perché attecchì fortemente a Padova, dove io studiavo e fui contagiato. Da allora Ka_Spel ha inciso una discografia sterminata, sia come Legendary Pink Dots, in cui della formazione originaria rimane solo il tastierista The Silverman, sia con innumerevoli progetti collaterali, come i Mimir con superprezzemolo Jim O' Rourke, o i Tear Garden con cEvin Key degli Skinny Puppy, oltre ad un altrettanto fornita discografia a nome proprio. Nelle opere soliste, le cui prime sei contengono nel titolo le parole “China doll”,  Ka-Spel esprime la sua vena più sperimentale.

 

Questo “This saturated land” è un'opera di puro ambient. Dimenticate quindi la miscela di new wave, progressive e psichedelia in parti uguali che ha reso i Legendary Pink Dots inimitabili e perfettamente riconoscibili ma ostici per chi ami uno solo dei tre filoni. Soprattutto questo disco è totalmente strumentale, e va detto che la mancanza della caratteristica voce di Ka-Spel, acida e nasale ma fortemente evocativa si sente molto. L'apocalisse è sempre stato un pallino di Edward, e apocalittiche sono le visioni che il disco ci ispira sin dal primo brano A rainy day in July: suoni cupi, aspri, minacciosi, certamente non c'è volontà di blandire l'ascoltatore, anzi sembra che l'autore voglia spaventarlo. The coast is Toast (9'52'') o A beautiful pea green boat (15'39'') mettono a dura prova l'ascoltatore: non vi è alcuna traccia di melodia o ritmo, solo suoni puri che riproducono paesaggi sonori tempestosi.

 

L'appassionato del gruppo madre poi potrà notare che mentre la musica di Ka-spel e soci ha mostrato sempre una fortissima ironia che li ha fatti avvicinare a Gong e Devo, stavolta la musica esprime desolazione: chissà se riflette un cambiamento negativo nella vita di Edward, se deriva dalla constatazione che non viviamo tempi migliori rispetto a quelli della sua e nostra gioventù, o se è una pura scelta stilistica dovuta all'ispirazione del momento. Fa eccezione rispetto agli altri brani la conclusiva Always october: qui c'è un battito scandito e sintetizzatori generano dei patterns ritmici  con gradevoli sonorità vintage e plasticose. Siamo dalle parti dei Tangerine Dream o del Battiato di "Sequenze e frequenze" (peccato che loro facessero queste cose nel 1974 e non nel 2012). Come avrete capito si tratta del classico disco per completisti o fanatici del genere. Piuttosto, se non conoscete i Legendary Pink Dots, gruppo di culto se mai ve ne fu uno, cercate i dischi incisi a cavallo tra gli anni '80 e '90, possibilmente le edizioni in vinile con le splendide copertine di Frank Barbery.  

 

Alfredo Sgarlato
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