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16 novembre 2014 ,

Miss Kenichi

THE TRAIL

2014 - Sinnbus
[Uscita: 14/11/2014]

Germania                                                                 # Consigliato da Distorsioni

miss kenichi coverNon è un nome che ha ancora raggiunto la visibilità che merita quello di Miss Kenichi, moniker scelto dall’artista berlinese (il nome deriva dall’anime giapponese “Robotic Angel”) Katrin Hahner. Si spera che l’uscita su etichetta Sinnbus del suo ultimo lavoro “The Trial” e il tour europeo che toccherà anche il nostro Paese  con ben cinque date nel centro Italia nel prossimo febbraio, possa darle una maggiore visibilità. Miss Kenichi non è certo alle prime armi, il suo debutto “Collision Time” risale al 2006, seguito due anni dopo da “Fox”, poi una serie di iniziative in diversi campi dell’arte, lei stessa si definisce una ‘multi-disciplinary artist’, e ora questo ritorno alla musica con il suo album più impegnativo con la collaborazione di diversi musicisti, fra i quali Terry Edwards (Gallon Drunk, Tindersticks) e Chris Bruce ( Meshell Ndgeocello, Chris Connelly), registrato allo studio Chez Cherie di Berlino, una grande stanza senza cabina separata che obbligava tutti a un gran silenzio durante le registrazioni. Ne è venuto fuori un album di grande forza espressiva, con naturalmente in primo piano la voce di Miss Kenichi dalle imprevedibili modulazioni, dal folk a spruzzate di cabaret weimariano, e dal fascino tanto sottile quanto misterioso.

 

Ma non meno importanti per la riuscita complessiva sono gli arrangiamenti, molto vari per l’uso di molteplici strumenti, indirizzati a conferire alla musica un tono sommesso, che smorza l’emotività, ma mantiene una sua fisicità, per esempio negli accordi pesanti della miss kenichichitarra, come accade nella lunga ipnotica traccia che dà il titolo all’album. Ma già l’iniziale Tale of Two Rivers proietta in una dimensione intima, confidenziale, al di fuori del tempo che è un’altra delle cifre caratterizzanti tutto il lavoro. Gli accordi ripetuti di una tastieramiss ke fanno da base alle evoluzioni degli altri strumenti e al canto in Who Are You, brano inserito nella colonna sonora del film “Free Fall” di Stephan Lacant. L’andamento spettrale di Bobby Bacala acquista spessore e fascino man mano che la voce di Miss Kenichi si fa più intensa e ricca di sfumature emotive. Immersa in atmosfere dark da 4AD è la fascinosa The Night impreziosita nel finale da uno splendido flauto che connota di atmosfere agresti e fiabesche il brano; Broken Bell, quasi soltanto chitarra e voce esalta le doti canore nel brano più intimo e delicato del disco. Commovente il suono degli ottoni che colora la tela sonora di The Dream di un forte sentimento di malinconia e tristezza. Album di grande profondità emotiva e raffinatezza musicale. 

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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