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19 ottobre 2018 ,

ORB

THE SPACE BETWEEN

2018 - Flightless Records
[Uscita: 07/09/2018]

Australia     

 

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I cieli si sono aperti una terza volta per il trio australiano di Geelong, che a meno di un anno dalla pubblicazione di “Naturality” continua a seguire la propria via all’hard rock con “The Space Between. Molti dei pezzi di questo nuovo album sono in realtà materiale che gli ORB conservavano da prima dell’uscita del primo “Birth”, ma registrato soltanto tra il 2017 e il 2018 e prodotto grazie alla supervisione di Stu MacKenzie (King Gizzard & The Lizard Wizard). Zak Olsen e soci hanno esordito con un album dalle lunghe suite sabbathiane (“Birth”, 2016) per passare ad un hard-prog sui generis nel precedente “Naturality”, mentre il processo di destrutturazione si è spinto ancora più avanti in “The Space Between” manomettendo l’heavy-rock della band con dosi massicce di pop psichedelico e glam-rock, come testimoniato dal singolo I Want What I WantTuttavia la band non rinuncia alla sensibilità prog (minutaggio generoso, cambi di tonalità e di ritmo frequenti, passaggi melodici complessi) anche se incorpora un nuovo modo di strutturare le proprie jam che prevedono lunghe e dimesse sezioni di pop metallico (I Want What I Want, Lucifers Lament) per poi scoppiare in refrain hard (Glitch in The Sky Matrix).

 

In altri momenti gli ORB riportano alla mente b-sides perdute dei primi Pink Floyd (Silverfern), e meriti vanno loro riconosciuti quando riescono a coniugare hard e melodia in perle space-rock (The Space Between The Planets, General Electric). L’ultima Stonefruit I,II, III con i suoi tre movimenti passa da un’introduzione meditativa all’hard rock orbmuscolare per poi perdersi in vuoti cosmici da cui spunta un breve ed innocuo passaggio pop. Dall’interessante sound di “Birth”, con i suoi movimenti doom alienati in un distopico prog da sci-fi, gli ORB continuano a cambiare coordinate sonore senza però segnare una nuova, stabile direzione musicale. La sensazione di fronte alla doppietta “Naturality” e “The Space Between” è che gli ORB abbiano pubblicato una quantità consistente di materiale spesso dispersivo e che forse avrebbe reso meglio con una cernita più mirata. Questo tuttavia rimane un disco discreto, godibile per il fans e più accessibile per il neofita, anche se siamo speranzosi che vengano album migliori.  

 

Voto: 6,5/10
Ruben Gavilli

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