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9 maggio 2012 ,

Memoryhouse

THE SLIDESHOW EFFECT

2012 - Sub Pop
[Uscita: 28/02/2012]

MEMORYHOUSE “The Slideshow EffectI Memoryhouse sono un duo canadese composto dal compositore e polistrumentista Evan Abeele e dalla cantante e fotografa Denis Nouvion, e la musica nasce proprio come commento e colonna sonora delle immagini da lei scattate. Nel cd è inserito opportunamente un bel booklet che oltre ai testi riproduce le foto della Nouvion.  Non a caso il titolo dell’album “The Slideshow Effect” fa riferimento all’effetto che sulle pagine web permette di sfogliare progressivamente un album fotografico, e così le dieci canzoni si srotolano lungo 42 minuti per introdurci nelle pieghe e nei meandri del cuore romantico dei due musicisti. Per i Memoryhouse questo è l’esordio su lunga distanza dopo due Ep e alcuni singoli che hanno attirato l’attenzione della Sub Pop che li ha scritturati.

 

La musica dei canadesi, abbandonate certe suggestioni shoegaze degli esordi, li porta immediatamente all’accostamento coi compagni di etichetta Beach House, e in effetti il disco non si discosta da un dream pop dalle atmosfere eteree ed impalpabili, dalle melodie sognanti e accattivanti che immergono in un universo crepuscolare dalle tinte tenui e dai colori pastello. Una musica da ascoltare nel silenzio della propria solitudine facendo ondeggiare la mente in ricordi dolci/amari e facendosi cullare dalla voce della Nouvion - siamo dalle parti della grande Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins - che ci racconta di solitudini, amori persi e tormentati, piccole gioie quotidiane e inevitabili sconfitte.

 

Il tutto narrato con toni delicati e soffici, mai invadenti o accesi, e questo non soltanto per merito della voce della Nouvion, ma anche per l’uso degli strumenti, la drum machine si limita ad un’essenziale funzione ritmica, l’elettronica crea un suono lirico e languido, e la chitarra acustica con un finger picking lento e pulito lascia vibrare le sue note sospese nell’aria ad accompagnare le dolci melodie. “The Slideshow Effect” è raffinato ed elegante, piacevole colonna sonora per i momenti più intimi e riflessivi, ma certo non spicca per originalità: quanti prodotti simili dalla fredda Scandinavia e dalla piovosa Scozia! Fra i brani, tutti di buon livello, nessuno che si distingua in modo deciso, Bonfire con le sue sonorità country, The Kids Were Wrong con il suo cantilenare ipnotico e Old Haunts che si dilata in un sofferto slowcore si fanno preferire.

Ignazio Gulotta

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