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14 febbraio 2017 ,

Nadine Khouri

THE SALTED AIR

2017 - One Flash Records
[Uscita: 3/02/2017]

Inghilterra      #consigliatodadistorsioni

 

Musa di un Mediterraneo da Odissea nei vortici della voce; ora Calypso, ora Circe, ora Nausicaa, la raffinata interprete anglo-libanese ammalia davvero nella semplicità di accompagnamenti rarefatti, addirittura scheletrici. Con la produzione di John Parish (collaboratore di lunga data di PJ Harvey) e con uno scarno combo con violino, tastiere, contrabbasso, chitarra e percussioni, l’oceano mare bluastro di “The Salted Air” si ritrae e si allunga nella bonaccia dal sapore salmastro di un’alba umida, che da Beirut arriva fino alla Dublino di tradizione celtica.

 

Liquida meditazione che sfiora il Nirvana new age, si abbandona alla fascinazione del jazz, scivola placida in un soul etnico dal passo slowcore, come se i Cowboy Junkies avessero rinnegato il country delle Grandi Pianure in favore di melodie da “sud del mondo”, in una settimana astrale di folk introspettivo fino al midollo.
Tra le altre ecco il monologo di Broken Star, col passo di un western esausto; e lo spoken word in forma aperta di Daybreak, che cresce in una dinamica accattivante, incorporando un rullante militaresco ed una figura ritmica di pianoforte davvero intrigante. Intenso e coinvolgente, costantemente velato da un indefinito manto di mistero e di attesa. Penelope che disfa la sua tela. 

 

Voto: 7,5/10
Giovanni Capponcelli

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