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29 agosto 2014 ,

Ethan Johns

THE RECKONING

2014 - Three Crows Music
[Uscita: 02/06/2014]

The Reckoning cover front                                                  # Consigliato da Distorsioni

Johns è un cognome noto agli appassionati rock: Glyn nell'età dell'oro della musica rock era in cabina di regia nei migliori dischi di band fantastiche come i Rolling Stones, i Led Zeppelin e gli Who. E molti altri ancora. Ethan Johns è suo figlio e seguendo le fortunate orme dell'illustre padre è da lungo tempo pure lui un noto ed affermato produttore inglese. Ricco in tal senso appare l'elenco delle celebrità con le quali ha lavorato, non al livello di quelli del papà ma sempre di ottimo livello qualitativo.  Ha al suo attivo lavori con artisti come Paul McCartney, Robyn Hitchcock, Jayhawks, Laura Marling, Kings of Leon, Ryan Adams e gli stessi Crosby Stills and Nash. Una carriera che per molti anni gli ha dato enorme considerazione nell'ambiente e frequenti attestati di stima. Tutto molto bello ma ad un certo punto della sua vita Ethan pare essersi chiesto del perché lui stesso non si impegnasse in prima persona per diventare un songwriter sul modello di quelli che ha prodotto per anni.  La domanda è bene impressa anche nel titolo del suo disco d'esordio "If not now then when?" (2012) che assomigliava più o meno ad una scommessa con se stesso. Ed invece il disco era davvero riuscito, a quanto pare la lunga esperienza con grandi interpreti pareva avergli giovato e nemmeno poco.

 

Ethan Johns 1Preso coraggio Ethan Johns ha deciso di concedere a quel primo capitolo un degno successore. "The Reckoning" è un disco ammaliante, ricco di alcune splendide canzoni con un suono d'insieme che rimanda a certi dischi di storyteller dei primi settanta. Il salto qualitativo rispetto all'esordio appare notevole. La voce di Johns è  profonda e decisa, i brani pulsano di passione vibrante, la produzione (ad invertire i ruoli) è del grande Ryan Adams,  praticamente perfetta, tesa a valorizzare al meglio le doti dell'inglese. L'apertura di voce e chitarra di Go slow è roba di classe. Dry morning è Nick Drake catapultato 40 anni avanti, con gli stessi bellissimi arrangiamenti alla Robert Kirby che avevano reso indimenticabile "Five leaves left". Bellissima. Among the sugar pines ha una chitarra dondolante stile primo Leonard Cohen, a seguire il fingerpicking snello di The roses and the dead e lo slowEthan Johns 2 blues di Talking talking blues con tanto di slide guitar in evidenza. The lo down ballad of James Younger è un altra canzone che potrebbe appartenere alla collezione di uno come Townes Van Zandt, mentre i furori elettrici di Black heart alzano il livello della temperatura. Malinconico il finale di This modern London, con tanto di rumori di traffico di sottofondo, che pare ricordare all'autore la sua origine e  che i tempi stanno cambiando, ma in peggio. Un'opera seconda dal fascino seducente.

 

Voto: 8/10
Ricardo Martillos

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