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18 dicembre 2013 ,

The Underground Youth

THE PERFECT ENEMY FOR GOD

2013 - Fuzz Club Records
[Uscita: 02/08/2013]

the underground youth# Consigliato da Distorsioni

 

Ecco un disco che difficilmente avrete mai tra le mani! Sì, perché è uscito in sole 300 copie il nuovo disco di The Underground Youth, semi sconosciuta band di Manchester sotto la quale si nasconde Craig Dyer, amante della psichedelia dei Brian Jonestown Massacre, dei Velvet Underground ma anche dello shoegaze dei Jesus & Mary Chain e del post punk dei Joy Division. Esce così il settimo lavoro –  il secondo sulla lunga distanza - in quattro anni per questo gruppo e la risultante di questo “The perfect enemy for God” è un gran bel disco per tutti gli amanti delle sonorità post-punk e shoegaze che tanto revival stanno avendo in questi ultimi anni, un disco che mescola sapientemente vari generi donando loro una nuova luce. Non solo Joy Division ma anche il folk di Ritual e le accelerazioni piene di riverberi di  Rodion ed In the dark I see che senza risultar particolarmente innovative ed anzi forse con la pretesa di suonare cool per gli amanti del genere, riescono comunque ad essere piacevoli all’ascolto. Tokyo blue e Masquerade sono le canzoni che più marcano il terreno del post-punk in stile Tropic of Cancer e pur abbassando il livello di energia bilanciano aumentando quello delle atmosfere rarefatte che riescono ad evocare così come il primo giro di chitarra di In Sofia’s reflection ricorda molto i Cure e anche quando ti trovi davanti ai nove minuti di Veil le ritmiche riescono a non annoiarti. Certo, solamente pensando a gruppi attuali, i riferimenti si sprecano, dai Beach Fossils ai The Pains of Being Pure at the Heart ai Tamaryn, dai Tropic of Cancer ai Lebanon Hanover e il suono, in generale, appare molto drone, ma, riesce comunque a catturare l’attenzione per tutta la durata del disco. Richiede, in generale, una profonda attenzione, di quella che si riesce a dedicare solamente ascoltando in solitaria nelle cuffie del vostro lettore o del vostro pc (sì perché, per fortuna, trovate il lavoro sul loro bandcamp) e non vi è dubbio che gli Underground Youth meritino tutta la concentrazione possibile all’ascolto. Il disco ideale da ascoltare dopo una giornata pesante, adatto per sentirsi in pace con se stessi. Rimane un mistero come un gruppo così, in piena attitudine DIY,  possa essere passato inosservato anche nella sua stessa città ma, probabilmente la risposta è sempre la stessa: nella marea di offerte attuale rimane difficile orientarsi ed il rischio di perdersi dei piccoli gioielli come questo diventa alto.

 

Voto: 7/10
Ubaldo Tarantino

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