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8 agosto 2018 ,

The Nude Party

THE NUDE PARTY

2018 - New West
[Uscita: 06/07/2018]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni     

 

a0310459577_16Possono sei squilibrati (come definirli, altrimenti?) studenti dell’Università degli Appalachi, con l’idea fissa di sbarcare il lunario suonando rock and roll in giro per gli States dopo un apprendistato a base di concerti tenuti in costume adamitico alle feste “nude” del campus, uscirsene con il disco più divertente dell’estate in corso? E non facendo, evidentemente, nulla per nascondere le smaccate influenze? Pare di sì. Perché l’omonimo album d’esordio dei Nude Party, gruppo di Boone, North Carolina, è fottutamente derivativo, ma irresistibilmente attraente, tanto da farsi rimettere sul piatto con frequenza inaudita per un’opera del genere. Calligrafici al punto che il cantante assume spesso sfumature e accenti tipici per adattarsi ai modelli ispirativi. Un esempio illuminante? Puntate il secondo brano, Feels Alright: siamo a Nellcote, Costa Azzurra, e in quella villa c’è “quel” certo gruppo, solo che al posto di Gram Parsons stavolta Keith Richards si è portato Lou Reed che ha già scritto Waiting For My Man da un bel po’.

 

nudeE che dire di quell’ode alla vita on the road, stipati in un furgone a inseguire i propri sogni di rock and roll anche se i “grandi”, sempre prodighi di consigli, ti avvertono che ti sveglierai e dovrai affrontare la vita vera: questa è Chevrolet Van, il singolo, che obbliga a leggere l’etichetta convinti che sia una cover proveniente dagli anni ‘70. E attenti al sobbalzo cardiaco quando scatta l’intro sfacciatamente Green On Red (ma non è Gravity Talks?) di War Is Coming, che è in effetti un compendio del Paisley Underground in 3’12”, ma provate a dire che riuscite a resisterle. Dopo parte subito Records, il più incredibile “plagio” di una soul ballad alla Stones periodo ’76-’80. Chiedete a Mick Jagger se non abbia riso di gusto a sentire una simile interpretazione (per la cronaca: il ritornello recita “I don’t need your love, I just need my records”, e tanto basta per amarli senza condizioni, nudeparty_photoperché chi non si è mai trovato a dover scegliere, almeno una volta?). Si prosegue con un’alternanza di stili che vanno da varie “citazioni” di stampo Nuggets (Live Like Me, Gringo Che) a pennellate che coprono di una patina glam episodi glitterati come da copione (Paper Trail (Money)), fino a cose apparentemente incongruenti, molto british come solo i Coral potrebbero esserlo (Wild Coyote, Astral Man) per concludere con uno strumentale di vaglia (Charlie’s Sheep), quasi un contraltare alla classicità dell’opening track (Water On Mars). Insomma: fun record del mese, un Bignami per fare i compiti delle vacanze.

 

Voto: 7/10
Massimo Perolini

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