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5 marzo 2012 ,

Betty Wright & The Roots

THE MOVIE

2011 - S-Curve/Goodfellas
[Uscita: 15/11/2011]

# Consigliato da DISTORSIONI

Per la serie 'A volte ritornano', affrontiamo la prima fatica discografica della signora Wright da una decina di anni a questa parte. Diciamo che non si tratta di uno dei nomi chiave dell'epopea soul: è una che, nella sua carriera, iniziata piuttosto precocemente nel beato 1968, ha piazzato in tutto una manciata di singoli, il più conosciuto dei quali è il funk-blues Clean Up Woman, datato 1972;  ha pubblicato, soprattutto tra i '70 e gli '80, una dozzina di album di quello che allora si chiamava “Miami Soul”, una specie di funky-soul-disco piacevole, danzereccio ma niente più. Un'onesta mestierante, dunque, nota ultimamente più per la propria attività di maestra di canto (con alterni risultati: le sue allieve più famose sono Jennifer Lopez e Joss Stone) che per la produzione discografica. Ma siamo in tempo di revival, quindi la nostra Betty ha trovato terreno fertile per l'operazione, alla quale partecipano, come backing-band, i ben noti The Roots, gruppo hip-hop di Philadelphia, anche loro in giro da un bel po', dotati di un certo gusto per il revival, ed in particolare per questo groovy funk leggerino, che ben si adatta al suo stile.

 

Ci sono poi illustri partecipazioni, prima fra tutte la potente voce dell'allieva Joss Stone, poi i rappers Li'l Wayne, Snoop Dogg e Lenny Williams, voce dei Tower Of Power (chi se li ricorda?). In buona sostanza, un disco suonato e cantato in modo egregio, visibilmente professionale nella produzione del batterista di The Roots, Questlove, che sempre in tema di revival ha suonato e curato la produzione dell'ultimo lavoro di un grande del soul come Al Green. Anche un disco piacevole, con alti e bassi: tra i primi sicuramente metto le prime due canzoni, Old Songs e, meglio ancora, Real Woman, due funkettoni condotti dalla chitarra e dal basso che vi faranno, come minimo, battere il piede.

 

Nella seconda, verso il finale, fa capolino il rap di Snoop Dogg, un po' fuori contesto, ma è molto à la page. Sempre nella colonna dei “buoni” fanno la loro figura In The Middle Of The Game, altro funk potente, Grapes On The Vine, un blues pesante, con tanto di chitarrone distorto, una gran performance vocale di Betty e il vocione di L'i'l Wayne, stavolta abbastanza appropriato, e You And Me, Leroy, ancora un “mid-tempo”, con in evidenza il piano e, of course, la voce della Wright. Nella colonna dei “cattivi” ci metto un paio di ballatone abbastanza inutili, tipo le ultime due canzoni, The One e Go!, il funkettino inoffensivo di  Tonight Again, e gli urletti ultrasonici che ogni tanto la cantante emette, tanto per farci capire quant'è brava. Non ne avrebbe bisogno. In ogni caso, un prodotto dignitoso e niente di più. 

Luca Sanna
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