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24 agosto 2015 ,

Bill Wells and Aidan Moffat

THE MOST IMPORTANT PLACE IN THE WORLD

2015 - Chemikal Underground
[Uscita: 18/03/2015]

Scozia   #consigliatodadistorsioni     

 

bill_wells__aidan_moffat_the_most_important_place_in_the_worldSecondo disco, dopo “Everything’s getting older” (2011), per il duo scozzese, formato dall’ex Arab Strap  Aidan Moffat con il pianista Bill Wells, i quali già avevano collaborato in precedenza per l’ottimo “Monday at the Hug and Pint”, e nei lavori solisti di Aidan. Questo nuovo “The most important place in the world” (che poi è sempre Glasgow, la città dei due musicisti, teatro di tutte le storie che ci raccontano), che pure ha avuto lodi sperticate dalla stampa straniera, non ci convince appieno. I brani appaiono spesso poco più che abbozzati, e in molti di loro Moffat usa il suo bel vocione più per recitare che per cantare. Quando il duo si cimenta in una vera e propria canzone, vedi Any other mirror, i risultati sono ottimi: il ritmo e la melodia sono contagiosi, Burt Bachrach o Randy Newman non sono lontani. Irresistibile anche Street pastor colloquy, 3AM, un bluesaccio con organo e sax strappacuore, con un bel coro gospel nel finale. In molti brani ci sono intuizioni di arrangiamento notevoli, come la tromba insinuante e il bell’ostinato di archi nel finale di We’re stil here, brano troppo cantilenante, o i cori lounge da film di serie B anni ’70 di Vanilla.

 

In altri casi i pezzi sembrano un po’ buttati lì, a caso, vedi VHS-C, brevissima, eppure dotata di un melodia molto suadente e persuasiva. Il disco dà quasi l’idea di un BWAM-Bannerblocchetto di appunti da cui i musicisti sarebbero poi partiti per un lavoro più compiuto, e invece hanno deciso di pubblicarlo così com’era. Certamente l’effetto è cercato, anche il capolavoro degli Arab Strap “Philophobia” aveva molto della registrazione casalinga. Ciononostante questo The most important place in the world ha un suo fascino contagioso. La voce moffatbaritonale di Aidan Moffat è irresistibile, Bill Wells (che ha suonato anche con Kevin Ayers, Lol Coxhil, Isobel Campbell, Barbara Morgenstern e molti altri) è un ottimo pianista e polistrumentista, dal bel tocco pulito sebbene autodidatta. Nell’insieme, almeno per chi scrive, una prova interlocutoria, che però può anche avere i suoi fan, non è assolutamente un disco da bocciare. Nel disco suonano anche John Burgess (sassofono), Robert Henderson (tromba), Danielle Price (tuba), il Cairn Quartet (archi), Aby Vulliamy (viola) e il Glad Café Community Choir (cori), e la copertina è un disegno del figlio di Moffat, sei anni. 

 

Voto: 7/10
Alfredo Sgarlato

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