Migliora leggibilitàStampa
24 giugno 2016 ,

Hawkwind

THE MACHINE STOPS

2016 - Cherry Red
[Uscita: 15/04/2016]

Inghilterra

 

Hawkwind-The-Machine-StopsE' davvero sorprendente la tenacia con la quale David Brock tiene in vita la sua creatura  Hawkwind ormai prossima a festeggiare i 50 anni d'onorata attività. I giorni della gloria e del massimo splendore sono passati ormai da molto tempo ma il gruppo segue imperterrito la sua corsa, ben supportato da un gruppo di fedelissimi seguaci da fare invidia a Motorhead e Grateful Dead.

Il massimo della grandezza della band è stato con la line up comprendente proprio il compianto Lemmy Kilminster, quella che incise il maestoso "Warrior on the edge of time", ma si parla di un disco che ha più di quarant'anni sul groppone. Ma poco importa, grazie ai suoi leggendari light show la band londinese è passata alla storia, dai tempi della formosa danzatrice Stacia fino alle più recenti incarnazioni. Dave Brock è l'unico rimasto degli storici fondatori di Ladbroke Grove, correva il 1969, mentre i membri attuali appaiono solo degli onesti comprimari, pur essendo degnissimi musicisti.

 

hawks-2016-collage-Il nuovo disco, "The machine stops" è il 27imo della serie e non presenta sostanziali novità nel sound ormai collaudatissimo della band. Si ispira a una novella dello scrittore E.M.Forster, quello di Passaggio in India, ed è in pratica un concept album di fantascienza che parla di una macchina che tiene in vita gli umani fino a che non smette di funzionare, come da titolo insomma.

Apparentemente non sembra essere cambiato molto dai vecchi tempi, il solito motore che gira a pieno regime, non ci sono poi così tante differenze con le cose di 40 anni prima. Ascoltando un brano splendido come Synchronised blue pare di essere catapultati hawkwind 2016all'indietro, quando quei giochi di luce favolosi irradiavano i loro concerti a giro per il continente. E davvero niente male anche altri episodi sparsi qua e là Come in my run, Living on earth e A solitary man, scelta anche come singolo,  nei quali la tipica voce psycho-spaziale di Brock risalta in tutto il suo splendore. Un disco onestissimo e godibilissimo, lontano dagli standard dell'età dell'oro dei londinesi ma pur sempre a un livello che giustifica la sopravvivenza della creatura Hawkwind. In search of space forever.

 

Voto: 6.5/10
Ricardo Martillos

Video

Inizio pagina