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31 agosto 2012

Me And My Drummer

The Hawk, The Beak, The Prey

2012 - Sinbuss Records/Audioglobe
[Uscita: 11/05/2012]

me and my drummerMe And My Drummer sono una coppia berlinese formata da Charlotte Brandi e da Matze   Prollochs: “The Hawk, The Beak, The Prey” è il loro disco d'esordio che giunge ora sul nostro mercato dopo che un primo singolo You're A Runner, qui inserito anche come Runner (Reprise) ha dato loro una certa notorietà in Europa. Punto di forza ultima del duo è la voce di Charlotte Brandi, capace di grande estensione e di una straordinaria capacità di modulare i toni, passando con grande naturalezza dai toni più scuri e bassi a quelli più alti e estesi, potremmo paragonarla a quella della nostra Elisa. E come per la cantante veneta il problema è quello della musica al cui servizio è messa la grande qualità e potenzialità della voce, infatti il repertorio di queste dieci canzoni che compongono The Hawk, The Beak, The Prey è formato da canzoni pop orientate verso il soul più innocuo e finalizzate a mettere in luce la voce solista, ma le melodie appaiono poco originali, gli arrangiamenti elettronici troppo magniloquenti e pomposi, cercando di riproporre il suono orchestrale.

 

Prendiamo la quarta traccia Mother Shell: tecnicamente tutto funziona alla perfezione, la Brandi può dispiegare tutta la sua bravura, ma alla fine il risultato è che si fa fatica ad arrivare alla fine, sarà colpa della mia formazione troppo rockettara? Molto meglio la traccia successiva Don't Be So Hot che almeno nella prima parte usa atmosfere più tenui e malinconiche e un arrangiamento più sobrio. La sensazione è che questo loro primo disco rimanga alquanto interlocutorio; i Me And My Drummer devono ancora trovare una loro strada o è già quella dell'universo mainstream? Molti brani di quest'album sarebbero ottimi come colonna sonora di spot pubblicitari, dovrebbero operare una ricerca personale che metta a frutto le loro potenzialità, tra le tracce si legge il possesso di una buona e ampia cultura musicale. Incertezza che si evidenzia per esempio nella sequenza che mette in successione The Weight, in cui la voce di Charlotte Brandi si dispiega su una batteria e un  suggestivo coro  vocale di stampo classico, Down My Couch, quanto di più vicino al blues rock vi sia nell'album, e una stucchevole e melensa Heavy Weight. Non un disco brutto, ma un disco che lascia insoddisfatti, la presenza di belle canzoni, l'iniziale Phobia o You're Runner  non basta, come non basta la grande bravura della vocalist: per avere il fascino di un Anthony ci vuole anche e soprattutto l'intensità e la drammaticità che quest'ultimo sa donare alle sue estatiche canzoni.

 

 

Ignazio Gulotta

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