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11 giugno 2013 , ,

Date Palms

THE DUSTED SESSIONS

2013 - Thrill Jockey
[Uscita: 11/06/2013]

Date Palms – THE DUSTED SESSIONS 2013 – Thrill Jockey # CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

A partire da questo loro terzo album il duo Date Palms composto da Gregg Kowalsy, elettronica, e da Marielle Jacobsons, violino e flauto, diventa un quintetto con l’aggiunta di Ben Bracken, basso, Noah Phillips, chitarra elettrica, e Michael Elrod, tanpura, senza per questo snaturare il suono della band, ma certo arricchendolo di nuove sfumature e coloriture. Fonte di ispirazione principale del disco sono due soggiorni effettuati sul fiume Yuba che scorre lungo la Sacramento Valley e le Eureka Dunes, zona sabbiosa della Death Valley. Territori per molti versi complessi in cui la natura si offre nei suoi aspetti più selvaggi ed estremi, luoghi per meditare e vagare con la mente fra la luce accecante e stordente del sole martellante, folate di vento caldo, polveri che appannano l’orizzonte, miraggi visivi e auditivi, notti infinite e stellate. “The Dusted Sessions” è un album strumentale che si muove fra ambient, elettronica, drones, raga indiani, psichedelia, riverberi e distorsioni per disegnare paesaggi sonori e mentali ammalianti, il suono in sottofondo della tampura crea un effetto circolare particolarmente efficace che unito ai drones contribuisce a creare ancor di più un effetto contemplativo e spirituale, anche se è il violino della Jacobsson, amplificato, distorto a giocare il ruolo principe con il suo suono ora dolce e suggestivo, ora scuro e inquieto.

 

Sette i brani di questo album, tre sono le parti in cui è divisa la composizione principale dedicata al fiume Yuba: The Yuba Source Part 1, The Yuba Source Part 2 e Yuba Reprise, la cui sequenza è interrotta dalla breve Six Hands To The Life una pausa rinfrescante col suo andamento più lirico, sinfonico, potrebbe benissimo far parte della colonna sonora di “Koyaanisqatsi”. Le atmosfere di questa suite ci immergono subito nella torrida calura in perfetta sintonia con la bella immagine della copertina, violino e tampura creano un suono esausto e sfinito, da allucinazione calorica o, se preferite, da meriggiare pallido e assorto, un mantra strumentale in lento e inesorabile levare con il piano in sottofondo, le note monotone del basso e la chitarra elettrica (questo è il primo loro disco in cui appare) che accompagnano il sole allo zenith in un’atmosfera di intenso raccoglimento estatico e che via via si pacifica negli ultimi due movimenti. Date Palms - Dusted DownCambiano le atmosfere con la seconda parte del disco in Night Riding The Skyline, dopo un inizio dominato dal suono circolare della tampura e dal languore inquieto del violino, l’ossessiva presenza della batteria elettronica e la linea del basso creano un effetto di oscurità e cupezza in contrasto con la dolcezza delle tastiere, l’inquietudine del violino e i lampi della chitarra elettrica alla David Gilmour, una notte psichedelica nel deserto. Ci si avvicina alla conclusione con l’ipnotica Dusted Down con protagonista la chitarra ed Exodus Due West che riprende l’atmosfera canicolare, pesante e con un profondo carattere evocativo dato dall’elettronica e dal flauto della Jacobsons.

Voto: 7.5/10
Ignazio Gulotta

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